DIETRO LE MOSSE DI VALDITARA Rivoluzione tutor. Perché tra scuola e governo c'è feeling

Categoria: Italia

Scioperi snobbati, contratti rinnovati, e ora arriva il professore-tutor, - Cara Meloni, non bisogna aver paura dell'incoerenza..
14.1.2023 Crippa e Cerasa ilfoglio.it lettura2’

che potrebbe dare una spallata alla vecchia didattica. Così il mondo della scuola, stanco di decenni di immobilismo ideologico, è pronto a dare credito alle proposte del ministro dell'Istruzione

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Hanno titolato tutti “I docenti tutor saranno pagati di più”, all’annuncio, per ora non formalizzato, del ministro dell’Istruzione (e Merito) Giuseppe Valditara dell’introduzione di un nuovo tipo di docente – o per meglio dire di una diversa “funzione docente”. Cioè il professore tutor, che “si dovrà occupare di coordinare la personalizzazione dell’insegnamento” di tutti i colleghi per renderlo più efficace e vicino agli studenti più in difficoltà e anche a quelli “più avanti”, a cui servono stimoli superiori. E di altre cose ancora. Buon segno per il ministro, l’interesse subito acceso, perché dimostra quanto il mondo della scuola aspiri disperatamente a novità, a idee da mettere alla prova, a spallate robuste per smuovere un sistema immobile fino a farlo cedere. E immaginare una figura docente diversa e diversamente preparata, psicologia e pedagogia in primis, per coordinare in team il lavoro dei colleghi può essere una buona spallata. Ma quei titoli, tutti tarati sullo stipendio, sono anche un segno di quel che Valditara dovrà poi aspettarsi, dal mondo della scuola e dal suo esoscheletro sindacalizzato: da troppi decenni la scuola è considerata un problema di pubblico impiego, di posti e retribuzioni uguali per tutti. E quando il ministro, parlando a Radio 24, ha spiegato che “il docente tutor non è un collega gerarchicamente sovraordinato, ma è un collega come gli altri” ha dimostrato di avere coscienza delle possibili trappole contrattuali. Anche se, ha detto, con i sindacati si è già iniziato a discutere, c’è disponibilità, e ci sono i fondi del Pnrr.
- Cara Meloni, non bisogna aver paura dell'incoerenza
CLAUDIO CERASA 14 GEN 2023

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Èuno spettacolo semplicemente meraviglioso osservare il governo Meloni mentre ogni giorno cerca un modo per raffinare la sua tecnica in una disciplina in cui l’attuale presidente del Consiglio è diventa primatista mondiale. Una disciplina molto delicata, che Meloni ha però scelto con coraggio di portare sotto le luci della ribalta: il tuffo carpiato con salto mortale, doppio avvitamento ed elevato coefficiente di incoerenza. Una disciplina che ha un fattore di difficoltà molto elevato ma che nonostante tutto, anche con discreta scioltezza, la presidente del Consiglio, come si è visto anche sulla partita delle accise, è finora riuscita a eseguire senza deludere particolarmente i suoi spettatori. La particolarità delle esecuzioni di Meloni è che da mesi la suddetta atleta compie le sue spericolate acrobazie negando però la difficoltà della sua performance e così ogni volta che qualcuno fa notare a Meloni la complessità degli avvitamenti si ritrova di fronte a una risposta più o meno di questo tipo: nessuna acrobazia, i miei tuffi sono lineari, senza avvitamenti, senza salti mortali.