- Sull'invio dei caccia all'Ucraina s'accende una (inutile) zuffa di governo. Quella di Kyiv è anche la “nostra guerra”, dice al Foglio Bernard-Henri Lévy
25.2.2023 Merlo, Valentini Zanon ilfoglio.it lettura2
IL COMMENTO La raffinata strategia dell'opposizione: chiedere le dimissioni di due ministri “fascisti” al mese
SALVATORE MERLO 25 FEB 2023 ilfoglio.it
L'ultimo è Valditara, ma prima c'erano La Russa, Delmastro e gli altri. Continuando così quelli della sinistra esauriranno entro fine anno la lista dei membri del governo da contestare
"Le opposizioni insorgono”, è il titolo di un quotidiano di ieri. Ecco. Insorgete un po’ meno, verrebbe da consigliare. Adesso, per dire, chiedono le dimissioni del ministro della scuola Valditara perché c’è un clima da marcia su Roma. Comprensibile. Tuttavia sono passati circa quattro mesi dalla formazione del governo di destra, e tra una denuncia di fascismo e l’altra, tra reazioni di sdegno ed epiteti vari, quelli della sinistra hanno già chiesto, a varia intensità, le dimissioni di Pichetto Fratin, Delmastro, Donzelli, La Russa, Lollobrigida, Roccella e ora, appunto, anche di Valditara.
- Sull'invio dei caccia all'Ucraina s'accende una (inutile) zuffa di governo
VALERIO VALENTINI 25 FEB 2023
Il sostegno militare a Kyiv crea cortocircuiti nella destra. Un pezzo di FdI ci pensa, a rifornire Zelensky di Amx, la Difesa frena. L’ansia atlantica di Meloni e la sfida con Macron. Parlano Cirielli e Perego
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Roma. Nel suo partito c’è chi liquida il tutto come “una ciriellata”. Ché insomma Edmondo Cirielli, salernitano classe ’64, ufficiale dei carabinieri in congedo, attivo in associazioni italoamericane, è un po’ così: “Il più atlantista di tutti”. Lui, però, a quest’idea che la sua sarebbe una “fuga in avanti”, non ci sta. “Semmai, mi sono permesso di ricordare a tutti che questa divisione ideologica sull’invio di armi all’Ucraina ha poco senso”, dice il viceministro degli Esteri, colonnello meloniano. Caccia compresi? “Sì. Perché, quando la Nato decidesse, e non è argomento all’ordine del giorno, di dare a Kyiv gli F-16, noi non potremmo permetterci di farci trovare ingarbugliati in un dibattito bislacco volto ad appurare se si tratti di un’arma difensiva o offensiva”. Estote parati, dunque. E però tanto è bastato per innescare una mezza zuffa di governo.
- IL COLLOQUIO Quella di Kyiv è anche la “nostra guerra”, dice al Foglio Bernard-Henri Lévy
MAURO ZANON 25 FEB 2023
"Gli ucraini hanno una qualità che li rende invincibili: la morale. E la certezza di lottare per una giusta causa". Intervista all'autore del documentario "Slava Ukraini"
Un anno di guerra in Ucraina: lo speciale del Foglio
Parigi. Bernard-Henri Lévy è stato il testimone di tanti conflitti e resistenze nel corso della sua vita. E a più di mezzo secolo dal suo primo viaggio in un paese in guerra – nel 1971 in Bangladesh quando il Pakistan massacrava i musulmani bengalesi – Bhl, oggi 74enne, è ancora un filosofo engagé. Lo scorso anno, dopo aver raccontato i primi mesi del conflitto in Ucraina in un documentario diffuso su Arte, “Pourquoi l’Ukraine”, ha deciso di tornare in quelle terre, sul fronte dove si combatte grazie anche alle armi francesi e nelle fabbriche dove si producono i gilet anti proiettile, tra le madri di famiglia che hanno vissuto il terrore dell’occupazione russa e i militari che combattono eroicamente per difendere la libertà e la democrazia.