LA RIFLESSIONE L'antifascismo innescato dai fatti di Firenze è un'offesa al vero antifascismo

Categoria: Italia

Le primarie sono uno show formidabile, ma l'antifascismo non salverà il Pd, - Il surreale antifascismo pro-foibe che ignora le minacce al ministro Valditara

26.2.2023 Ferrara, Cerasa e Crippa ilfoglio.it lettura3’

LA RIFLESSIONE L'antifascismo innescato dai fatti di Firenze è un'offesa al vero antifascismo

GIULIANO FERRARA 26 FEB 2023

    

La reazione alla scazzottata del liceo Michelangiolo e alle parole del ministro Valditara è contraria alla tradizione antifascista democratica e repubblicana, che non va confusa con la più clownesca demagogia

L’idea corrente è che Meloni è abile ma non ha una classe dirigente e lei stessa non è all’altezza delle sue ambizioni. Vero che faticano a controllare Berlusconi, però questo si capisce. Berlusconi è molto di meno e molto di più di un uomo delle classi dirigenti, è un privato spesso vittima del suo genio narcisista e megalomane, un riformatore del sistema italiano che non aveva la pretesa di cambiare tutto, e faceva perno sull’ideologia delle libertà anche per salvare la sua di cittadino e imprenditore nel paese della caccia al cinghialone e dei suicidi sinistri di Gardini e Cagliari, ma prima dell’incarognimento putiniano ci ha dato l’alternanza di forze diverse alla guida del governo, una realizzazione che fa storia e cambia la costituzione materiale del paese, abituato a regimi e consociazioni per centocinquant’anni e più. Controllarlo è impossibile. Il faut faire avec…

- IL COMMENTO

Le primarie sono uno show formidabile, ma l'antifascismo non salverà il Pd

CLAUDIO CERASA 25 FEB 2023

    

La mancanza di competizione nel Partito democratico non è altro che totale assenza di innovazione e alimenta il mito farlocco dell’unità a sinistra. E preferire le battaglie di facciata con cui spronarsi non sottrarrà i dem dalla loro fuga dalla realtà

Tra le principali ragioni che hanno reso soporifere le primarie del Pd ve n’è una legata a un’espressione che la sinistra italiana tenta da anni disperatamente ed erroneamente di spacciare per un grande valore: l’unità, signora mia. Se ci si riflette un istante, la caratteristica più interessante della competizione tra Elly Schlein e Stefano Bonaccini è stata l’assenza totale di competizione tra i candidati. Non nel senso che potreste credere, ovverosia l’assenza di una partita vera tra i due, ma nel senso letterale del termine: zero competizione, zero dialettica, zero scontri…

- Il surreale antifascismo pro-foibe che ignora le minacce al ministro Valditara

MAURIZIO CRIPPA 24 FEB 2023

    

La risposta del ministro leghista alla lettera della preside di Firenze dopo il pestaggio di qualche giorno fa è una semplice annotazione sui limiti che gli interventi di un pubblico ufficiale dovrebbero rispettare. Le reazioni che ha scatenato dicono molto del clima che si respira in certe aree politiche

Sullo stesso argomento:

Il silenzio di Meloni sul pestaggio degli studenti a Firenze è una sorpresa

Nel paese siffatto in cui un ministro della Repubblica può essere minacciato di morte, ma tutta la chattering class del progressismo scatta come un sol piffero della banda ad accusare lui di minacciare le presidi dei licei, possono davvero succedere cose “disgustose” (prendiamo in prestito l’aggettivo dalla disgustata dirigente scolastica). La cosa disgustosa – per chi conservi un po’ di senso dell’equilibrio – è che qualche genietto che bazzica a Torino il centro sociale Askatasuna, non nuovo alle escandescenze, ha scritto sul social molto pubblicizzato a Sanremo: “Ho sognato questa notte le barricate in via Bologna. E la Digos qua non entra più, Valditara a testa in giù”. Scimmiottando le parole usate cinquant’anni fa dai suoi pessimi nonni, ai tempi picchiatori proletari e oggi irritabili antifascisti da tastiera. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara non ne è particolarmente preoccupato, se non per “il brutto clima”. Più preoccupante, se non fosse la solita solfa, è appunto il clima attorno. Annalisa Savino, dirigente scolastica del liceo “Leonardo da Vinci” di Firenze, fuori dal quale è avvenuta l’aggressione dei giovani attivisti di destra ad altri di sinistra, ha scritto una lettera agli studenti in cui le è slittata un po’ la frizione. Valditara ha definito la lettera “impropria”, e ha detto l’ovvio: “In Italia non c’è alcuna deriva violenta e autoritaria, non c’è alcun pericolo fascista”. Poi ha concluso, e questo poteva risparmiarselo, nel paese in cui a scuola non si riescono a sanzionare manco gli smartphone: “Se l’atteggiamento dovesse persistere vedremo se sarà necessario prendere misure”. Non una minaccia “a testa in giù”, diciamo.