-Meloni e Landini: a Rimini si conferma la coppia di avversari (assai amici). Vent'anni di “lezione irachena” misurati sull'America, ora che c'è da difendere l'Ucraina
18.3.2023 Ferrara, Canettieri, Peduzzi ilfoglio.it lettura3’
-Il partito della nazione meloniana: una Cgil composta e un discorso perfetto
GIULIANO FERRARA 18 MAR 2023
Con l'intervento di Giorgia Meloni al congresso del sindacato, la destra è finita. Più di così la premier non poteva fare per affermare la cultura democratica. E baci alla Ztl
Meloni supera la prova Cgil: per lei un appaluso e poche contestazioni
Elly modaiola e convenzionale. Per essere competitiva dovrà convertirsi al realismo
Con l’intervento di Giorgia Meloni al congresso di Rimini della Cgil, dove quattro fischi in dissenso e le note di “Bella ciao” hanno sostituito degnamente l’inno sovietico suonato a Bologna, la destra è finita, e bene, con largo anticipo sulle previsioni. Non avrei scommesso un soldo bucato, sulla carta, e invece è semplicemente andata così. Aveva come al solito ragione Bettino Craxi, Pannella a parte con i suoi meravigliosi paradossi, che voleva togliere le disposizioni transitorie antifasciste dalla Costituzione repubblicana nel solco della storiografia defeliciana e del revisionismo benedetto di trenta, quaranta anni fa.
-Meloni e Landini: a Rimini si conferma la coppia di avversari (assai amici)
SIMONE CANETTIERI 18 MAR 2023
Grazie al sindacalista, la premier pronuncia il suo discorso migliore. Cronaca tra i mille deputati di Rimini. Quasi zero contestazioni e un applauso per la leader postfascista a casa della Cgil
Rimini, dal nostro inviato. Una testa bionda ha fatto appena capolino in sala. Ma non si vede. E’ circondata dai katanga della Cgil che la scortano in un cerchio di muscoli e spinte. Applausi scroscianti. “Grande!”. I delegati del sindacato rosso, un migliaio di persone, si spellano le mani. Ce l’hanno con Madnack Dan, presidente del comitato centrale della Fiom, immigrato qui dalle Mauritius venti anni fa. Cortocircuito. Quasi nessuno si è accorto che Giorgia Meloni è arrivata al palazzetto. La scena surreale dura una manciata di secondi. Va bene l’accoglienza educata, ma addirittura un tributo del genere sarebbe stato un clamoroso al Cibali. Poi i compagni e le compagne seduti sui banchetti, quasi tutti con il loro peluche in mano come simbolo di dissenso silenzioso, capiscono. L’intervento di Dan perde appeal. “Ma perché tutta questa eccitazione: mica è Rosa Luxemburg”, urla una signora con la felpa dello Spi, la sigla-cassaforte dei pensionati..
- EREDITÀ DI GUERRA
Vent'anni di “lezione irachena” misurati sull'America, ora che c'è da difendere l'Ucraina
PAOLA PEDUZZI 18 MAR 2023
Una lezione dell’invasione dell’Iraq contro il regime di Saddam Hussein ancora attualissima: stancarsi di combattere una guerra contro i dispotismi senza averla vinta è pericoloso. Come è cambiato il ruolo degli Stati Uniti nel mondo
La Russia ha un presidente ricercato dall'Aia
Assad va da Putin a sancire la sua riabilitazione. Il costo dell'inazione occidentale
Xi Jinping vola a Mosca dal partner “senza limiti”
Milano. “Se mi avessi chiamato vent’anni fa, sarei stato uno dei più vigorosi sostenitori dell’intervento americano in Afghanistan e in Iraq”, ha detto al Washington Post Kevin Roberts, il presidente dell’Heritage Foundation, storico centro studi di ispirazione reaganiana: “Ma la lezione è stata che i conservatori americani hanno detto: ‘Oddio, non possiamo continuare a essere invischiati in qualcosa che assomiglia o sa di nation building’. E detto con franchezza, è questo che l’Ucraina inizia a sembrare”. A vent’anni dall’invasione dell’Iraq contro il regime di Saddam Hussein – il 19 marzo del 2003 – e nel mezzo dell’invasione di Vladimir Putin dell’Ucraina democratica, le parole di Roberts e la trasformazione dell’Heritage Foundation fotografano con esattezza come è cambiata, nel Partito repubblicano, l’interpretazione del ruolo che l’America deve avere nel mondo. E’ cambiata anche nel Partito democratico naturalmente..