- “Rinunciare a parte del Pnrr è un errore”. Cottarelli“Cominciare subito a dire ‘non ce la facciamo’ è il modo più certo per fallire”. - PESSACH NEI RIFUGI Israele tenta di evitare una guerra e schiva Hezbollah
CLAUDIO CERASA, DE LUCA Flammini 8.4. 2023ilfoglio.it lettura3’
Ambiguità e populismi. Il governo ombra del Pd dimostra che la leader dem ha solo una chance per dare un futuro al partito: dire poco o nulla per offrire l’illusione che il Pd possa essere altro dalla nuova agenda delle banalità
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La notizia più interessante emersa ieri durante la conferenza stampa organizzata su Instagram da Elly Schlein per presentare il suo governo ombra, la sua segreteria, è la volontà ferrea da parte della leader del Pd di continuare a percorrere l’unica strada attraverso la quale il suo partito può provare a impensierire seriamente il governo Meloni: fare di tutto per non dire nulla. La conferenza stampa di Elly Schlein, se così si può definire, ha avuto una caratteristica simile alle comunicazioni fatte spesso da Meloni, e giustamente contestate dal Pd, e la caratteristica rientra nella politica del non dire nulla: il segretario parla, i giornalisti ascoltano, da remoto, e le domande non sono previste. Silenzio, appunto….
- “Rinunciare a parte del Pnrr è un errore”. Parla Cottarelli
GIANLUCA DE ROSA 08 APR 2023
L'economista e senatore indipendente del Pd contro la proposta della Lega che qualcuno a sinistra comincia a condividere: "Capisco la paura di indebitarci, ma stabilito il deficit farlo in altro modo ci costerebbe di più"
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“Cominciare subito a dire ‘non ce la facciamo’ è il modo più certo per fallire”. Per parlare di Pnrr Carlo Cottarelli, uomo dei conti, ex direttore degli Affari fiscali del Fmi, oggi senatore indipendente in quota Pd, parte da questa considerazione ovvia, ma ormai neanche più tanto. Negli scorsi giorni Tito Boeri e Roberto Perotti con un intervento su Repubblica hanno rotto anche a sinistra il “tabù della rinuncia”, considerando come non così peregrina l’idea leghista di abbandonare almeno un pezzo dei finanziamenti del Pnrr a debito, circa 162 dei 191 miliardi richiesti da nostro paese fino al 2026. “Non è un’idea assurda ma non mi convince”, premette il professore. “Sul Pnrr in questo momento ci sono due questioni separate: la prima riguarda la capacità di questo governo e, in più in generale, della pubblica amministrazione italiana di realizzare il piano, la seconda è se è una cosa buona farlo perché, come dicono alcuni, molti progetti sono inutili o servono poco. I ragionamenti politici di chi spinge per una rinuncia partono da queste due considerazioni”. E non lo convincono. “Spiego subito perché”, dice. “L’argomento che si usa è questo: così ci s’indebita per opere non essenziali, ma si dimentica di dire che quell’indebitamento dipende dal deficit stabilito per spingere l’economia, una volta fissato quel deficit non spendere per quelle cose significherebbe finanziare a debito qualcos’altro, ma le condizioni di prestito del Pnrr sono molto vantaggiose, hanno un tasso d’interesse molto più basso di quello del mercato, questo significa anche un’altra cosa: poter fare progetti meno redditizi perché finanziati a un costo di due punti percentuali più basso”…
- PESSACH NEI RIFUGI Israele tenta di evitare una guerra e schiva Hezbollah
I nemici dello stato ebraico si coordinano e annusano le debolezze del governo di Netanyahu
MICOL FLAMMINI 08 APR 2023
I missili, l'attentato in Cisgiordania e il coordinamento tra i nemici sotto la regia dell'Iran. Gerusalemme cerca la risposta migliore agli attacchi e si concentra su Hamas
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La risposta di Israele contro i missili che sono arrivati dal Libano e dalla Striscia di Gaza è stata meditata a lungo. Non poteva lasciare gli attacchi senza una risposta, ma doveva decidere contro chi concentrarla. Ha prevalso la linea del capo di stato maggiore dell’esercito Herzi Halevi e Israele ha reagito colpendo gli obiettivi di Hamas a Gaza e nel Libano, decidendo di dare credito alle affermazioni di Hezbollah, il gruppo terroristico sostenuto dall’Iran che durante la giornata di giovedì aveva attribuito ai palestinesi la responsabilità degli oltre trenta missili lanciati dal Libano contro Israele.