Il governo smascherato dal Def: dure lezioni di realtà su migranti e pensioni

Categoria: Italia

-La fuga di Artem Urss, tra commedia e il precedente di Mifsud

15.4.2023 Cingolani, Merlo da ilfoglio.it lettura2’

Il governo smascherato dal Def: dure lezioni di realtà su migranti e pensioni

STEFANO CINGOLANI 15 APR 2023

Per rendere sostenibile il sistema pensionistico, ci vogliono 300 mila nuovi immigrati ogni anno. La destra scopre che l’Italia può avere futuro solo archiviando il proprio populismo

Il governo Meloni, quello che dovrebbe rovesciare la nazione come un calzino (made in Italy naturalmente), era partito di gran carriera. Fratelli d’Italia aveva attinto all’armamentario della destra sociale (“pensioni minime a mille euro al mese” conquistando anche un pensionato di lusso come Silvio Berlusconi), mentre la Lega aveva promesso che riducendo (o meglio ancora eliminando) il Reddito di cittadinanza avrebbe garantito meno tasse per le partite Iva e più pensioni: Quota 101 riprendendo la rotta verso quella quota 100 introdotta nel 2019 che, secondo le stime dell’Inps, ha un costo di almeno 23 miliardi di euro. Ma sfogliando le pagine del Documento di economia e finanza si scopre che non è fatto per la margherita dell’amore. Ogni petalo sembra amaro come il fiele. Si era capito subito che non è aria di riforma delle pensioni e che il taglio al cuneo fiscale è poca cosa anche se si aggiunge la ricaduta del bilancio 2022…

-La fuga di Artem Uss, tra commedia e il precedente di Mifsud

SALVATORE MERLO 15 APR 2023

    

Altro che intelligence. Sulla fuga del russo sospettato di spionaggio, i servizi dicono: “Non ci avevano avvertito”. D’altra parte non è la prima volta che accade una cosa del genere

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Semplifichiamo estremamente. Il figlio di un governatore russo amico di Putin, ricercato negli Stati Uniti e sospettato di essere una spia, fugge dagli arresti domiciliari in Italia alla vigilia della sua estradizione a New York, si libera del braccialetto elettronico che non funzionava come quello dell’orsa Jj4 e ricompare a Mosca qualche giorno dopo mentre il padre ringrazia certi misteriosi “amici stranieri”, si presume italiani, che lo hanno aiutato a scappare. Nessuno vigilava. Nemmeno i servizi segreti. Insomma Artem Uss, ricercato per frode bancaria, violazione dell’embargo sul petrolio venezuelano e sospettato dagli americani di “traffico di materiale militare dual use” era meno controllato di un ladro di motorini. Ecco all’incirca il commento informale dei servizi segreti italiani: “Nessuno ci aveva avvertito”.