Nomine cariche pubbliche maggiori. Infornata del PD e del FDI, cognate e sorelle

Categoria: Italia

Si va da ALESSANDRA DAL VERME, COGNATA DEL COMMISSARIO UE ALL’ECONOMIA Gentiloni a “GABRIELLA ALEMANNO, sorella di..) che NON HA NESSUNA COMPETENZA IN MATERIA DI MERCATI…

15.4.2023 Da Rold “Verità” e Carattelli “La Stampa lettura4’

GENTILI, ANZI, GENTILONI CON LA SINISTRA! – ALESSANDRA DAL VERME, COGNATA DEL COMMISSARIO UE ALL’ECONOMIA E DIRETTRICE DELL’AGENZIA DEL DEMANIO (CONFERMATA DA DRAGHI), PROCEDE A PASSO SPEDITO CON L’INFORNATA DI NOMINE DI PERSONALITÀ VICINE AL PD: NULLA È CAMBIATO NEPPURE CON L’ARRIVO DEL GOVERNO MELONI. DA QUALCHE MES È STATO ASSUNTO L’AVVOCATO KOSTANDIN PECI, EX COLLEGA DEL FIGLIO DI NAPOLITANO – LA MAXI CONSULENZA DA 750MILA EURO A LUISS, ACCENTURE E ERNST & YOUNG (DOVE UN TEMPO ERA CONSULENTE D’ALEMA)

Estratto dell’articolo di Alessandro Da Rold per “La Verità”

A gennaio era stata confermata, a sorpresa, come direttore dell’Agenzia del demanio. Perché Alessandra dal Verme, dirigente del ministero dell’Economia, era stata nominata nel 2021 dal governo Draghi, in quota Partito democratico.

Cognata dell’ex premier e attuale commissario all’economia Paolo Gentiloni, la dal Verme sta continuando indisturbata l’opera di occupazione delle cariche di maggiore importanza nell’agenzia che ormai guida da tre anni.

Nei mesi scorsi La Verità si era già occupata delle assunzioni di numerosi dirigenti provenienti dai Comuni di Milano e Firenze. Tra questi va segnalata una consulenza per Antonella Manzione, ex capo dei vigili urbani fiorentini ai tempi di Matteo Renzi […].

Era ottobre e il governo di Giorgia Meloni si era appena insediato. In tanti speravano in un cambio di passo, dato il nuovo vento politico. Ma anche nel nuovo mandato la dal Verme si sta dimostrando molto generosa nei confronti del mondo di centrosinistra […].

Così da qualche mese è stato assunto con qualifica dirigenziale l’avvocato Kostandin Peci che, oltre a essere molto legato alla famiglia Gentiloni, ha il merito di essere stato titolare di un contratto integrativo della docenza di diritto amministrativo del professore Giulio Napolitano, figlio del presidente emerito della Repubblica Giorgio. Sempre di recente, il ruolo di capo dell’Officina per la rigenerazione dell’immobile pubblico è stato affidato al Piero Pelizzaro, proveniente dal Comune di Bologna del piddino Matteo Lepore dopo una lunga militanza presso il Comune di Milano (dove era a capo della direzione Città resilienti). […]

La domanda nasce spontanea: possibile che per la copertura di queste posizioni non ci fosse nessuna risorsa qualificata all’interno dell’Agenzia del demanio? Secondo quanto ricostruito dalla Verità, poi, il marito della dal Verme (fratello di Gentiloni) si vede spesso in Agenzia. E forse non c’è da stupirsi se le attività della struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici siano spesso indirizzate verso enti locali amministrati dal centrosinistra (Milano, Bologna, Bari, Napoli e Torino).

La dal Verme dimostra anche una certa disinvoltura per quanto concerne il ricorso alle consulenze esterne. Nel corso della recente audizione alla Camera, la direttrice ha più volte fatto riferimento con toni entusiastici al Piano strategico industriale redatto sul finire dell’anno scorso. Ebbene, da una verifica sui documenti pubblicati sul sito istituzionale dell'Agenzia, si scopre che la dal Verme ha affidato il servizio di consulenza per un ammontare di circa 750.000 euro.

 

Infatti, per la redazione del Piano strategico, l’agenzia ha fatto ricorso al raggruppamento di imprese tra Accenture, Ernst & Young (dove Massimo D’Alema un tempo era consulente) e Luiss, vincitori dell’accordo quadro per l’affidamento di servizi per la digital transformation della Pa. L’agenzia ha poi affidato senza gara al medesimo raggruppamento il servizio di revisione dei processi in essere, per altri 321.300 euro. Chissà cosa ne pensa il commissario europeo all’Economia Gentiloni, così attento alla tutela della concorrenza quando si tratta delle concessioni balneari?

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-“GABRIELLA ALEMANNO NON HA NESSUNA COMPETENZA IN MATERIA DI MERCATI FINANZIARI” – NEI CORRIDOI DELLA CONSOB CI SONO FORTI DUBBI SULLA DESIGNAZIONE DELLA SORELLA DI ALE-DANNO A NUOVA COMMISSARIA DELL’ENTE CHE VIGILA SULLE SOCIETÀ QUOTATE. LO SCETTICISMO OVVIAMENTE NON RIGUARDA SOLO LO SCARNO CURRICULUM, MA ANCHE LA SUA EFFETTIVA INDIPENDENZA NELLO SVOLGIMENTO DELL’INCARICO – IL PROCESSO PER ABUSO D’UFFICIO (DA CUI FU ASSOLTA) E LE SPESE ALLEGRE QUANDO DIRIGEVA L’AGENZIA DEL TERRITORIO…

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “La Stampa”

Cosa c'entra Gabriella Alemanno con la Consob? Nei corridoi della Commissione che controlla la Borsa, si respira un certo scetticismo rispetto alla designazione della sorella dell'ex sindaco di Roma a nuova commissaria.

C'è chi fa notare il curriculum non proprio aderente ai compiti previsti da ruolo: «È stata una dirigente di medio livello dell'Agenzia delle entrate, in passato al Demanio, con nessuna competenza in materia di mercati finanziari», è il ragionamento che provoca malumori. Accompagnati dai dubbi sulla sua effettiva indipendenza nello svolgimento del delicato incarico, «per il quale si è spesso oggetto di sollecitazioni esterne».

[…] Ma […] le alzate di sopracciglio sono provocate anche dal sospetto che la scelta di Gabriella Alemanno sia dettata da logiche politiche, vista la storica militanza a destra del fratello Gianni. Un sospetto simile a quello suscitato dal recente ingresso […] nel consiglio di amministrazione di Ita Airways […]. […]

La premier, comunque, ha puntato sul nome Alemanno per la Consob, avviando l'iter di nomina, che ora prevede il parere (obbligatorio, ma non vincolante) del Parlamento, con le commissioni Finanze di Camera e Senato che potrebbero anche decidere di convocare in audizione la commissaria designata. Poi, di solito nel giro di un paio di mesi, la proposta di nomina arriverà sul tavolo del presidente Mattarella, che deve firmarla, senza che in Consob abbiano alcuna voce in capitolo.

D'altra parte, non dovrebbero emergere incompatibilità, visto che Alemanno, 68 anni a luglio, dopo l'ultimo incarico da direttore regionale dell'Agenzia delle entrate in Campania, è andata in pensione. Per entrare in Consob, comunque, dovrà lasciare la poltrona nel cda di Ita.

Quanto alla presunta incompetenza, non è certo la prima polemica che affronta nella sua lunga carriera da funzionaria dello Stato. Dieci anni fa era stata anche indagata, e poi sotto processo, per abuso d'ufficio, accusata di aver fatto pressioni, in qualità di vicedirettrice dell'Agenzia delle entrate, per evitare a un'amica di pagare una quota di cartelle esattoriali da circa 80 mila euro. Una vicenda da cui è uscita assolta in tribunale.

In precedenza […], quando dirigeva la vecchia Agenzia del Territorio […], si era ritrovata nella bufera per aver esagerato con le spese di rappresentanza, strisciando la carta aziendale: oltre un milione e mezzo di euro tra pranzi, cene, regali e gioielli. Anche in quell'occasione, la signora Alemanno se l'era cavata senza conseguenze […].