I fantasmi di Meloni: FI senza guida, le mosse di Renzi, la grana Mes. Sul Mes si consuma lo scontro tra Giorgetti e Meloni. E intanto Tremonti se la ride

Categoria: Italia

Forza Italia reloaded. Sfida la Lega, offre incarichi. Per paradosso è attrattiva. -E La Russa sbottò: "Cari senatori di maggioranza, garantite i numeri".

22.6.2023 Canettieri,Valentini, Caruso da ilfoglio.it lettura4’

"NESSUNO MI RICATTA" I fantasmi di Meloni: FI senza guida, le mosse di Renzi, la grana Mes

SIMONE CANETTIERI 22 GIU 2023

    

Sabba su Palazzo Chigi: la premier torna dal bilaterale con Macron e scoppiano i problemi nella maggioranza e nel governo. Guerra di nervi e sospetti

Almeno l’hanno fatta rientrare da Parigi, questa volta. Sul Def infatti la maggioranza andò sotto mentre la premier stava varcando la porta del civico 10 di Downing Street per incontrare Rishi Sunak. Ieri Giorgia Meloni non ha avuto nemmeno il tempo di metabolizzare “l’ottimo bilaterale” con Macron, e di sintonizzarsi sull’arrivo di Lula, che è stata raggiunta da un’ondata di problemi con la sua maggioranza. Nel volgere di poche ore, grane, preoccupazioni e fantasmi hanno bussato a Palazzo Chigi. La ratifica del Mes, i dubbi su Giancarlo Giorgetti e le rogne della Lega, la tenuta parlamentare di Forza Italia orfana di Silvio Berlusconi e i segnali di Matteo Renzi. Per la prima volta in sette mesi i pianeti del governo e quelli della maggioranza appaiono disallineati.

-TRA MEF E PALAZZO CHIGI Sul Mes si consuma lo scontro tra Giorgetti e Meloni. E intanto Tremonti se la ride

VALERIO VALENTINI 22 GIU 2023

    

La propaganda con cui la premier cercava di rinviare la decisione sul Fondo salva stati viene sbugiardata dal Mef: "Dalla ratifica solo benefici per l'Italia". Lo strano ruolo dell'ex ministro, che ha tenuto nascosto il parere di Via XX Settembre per una settimana. La Lega in subbuglio. L'imbarazzo dei vertici di FdI. La strategia dei patrioti resta la solita: tirarla in lungo

Alle sei del pomeriggio Giulio Tremonti passeggia in Transatlantico con l’aria di chi sa ma non dice: “Nego di essere qui”, sorride. Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, dopo una concitata chiacchierata coi colleghi di FdI, si stringe nelle spalle: “Il parere sul Mes? Finché non vedo la firma di Giorgetti non mi adeguerò”. Rieccola evocata, dunque, la manina? “Fate voi”. La mano in questione, in verità, è fin troppo visibile: Stefano Varone, capo di gabinetto del ministro dell’Economia. La firma in calce è sua. E basta sentire i piani alti di Via XX Settembre per avere conferma che sì, ovvio che Giorgetti sapeva: al ministero è stato chiesto un parere tecnico sugli effetti finanziari della ratifica del Mes e quel parere non poteva che essere oggettivo. Altro che imboscate. Qui il cortocircuito tra Mef e Palazzo Chigi è alla luce del sole…

-LA SUCCESSIONE DEL CAV. Forza Italia reloaded. Sfida la Lega, offre incarichi. Per paradosso è attrattiva

CARMELO CARUSO 22 GIU 2023

    

Sottogoverno, candidature più facili, l'ombrello della Meloni che può garantire un futuro ed ex leghisti come Cota e Tosi che cercano leghisti delusi. La nuova vita di Forza Italia

"Processo" politico a Marta Fascina. Forza Italia la teme e vuole il suo "azzeramento"

Lotito manda sotto la maggioranza e avverte Meloni: "Questo è solo l'antipasto"

E’il paradosso Forza Italia: ora che viene data per morta comincia davvero a vivere. In Lombardia, Veneto, Calabria, Campania, è il partito alternativa. In Parlamento, i suoi voti sono irrinunciabili (ieri l’assenza di due senatori di FI ha messo in minoranza il governo). Alle prossime elezioni europee basta portare consensi e si viene candidati. Non è una provocazione. Forza Italia punta a scalare la Lega di Salvini. E lo può fare. E’ confederata con Giorgia Meloni, la premier che riconosce FI stato amico, e che offre futuro riparo. Sono dunque berlusconiani, ancora, ma cambiati. Sono senza il Cavaliere, ma nessuno può chiedergli adesso di sacrificarsi perché “lo chiede il Cavaliere”. La fine è il vero lascito di Berlusconi: la sua cenere è oggi frumento.

-E La Russa sbottò: "Cari senatori di maggioranza, garantite i numeri". Tra Mes e Lotito, la giornata terribile della destra

VALERIO VALENTINI 21 GIU 2023

    

Il patron della Lazio, deluso sui diritti tv da Meloni, attua la rappresaglia sul dl lavoro e manda sotto i suoi a Palazzo Madama: "E questo è solo l'antipasto". Giorgetti sbugiarda la premier sul Fondo salva stati, e alla Camera tra Lega e FdI parte il rodeo. Tensioni e sciatteria. Ma con FI senza controllo, l'incidente è sempre incombente. Lo sfogo del presidente del Senato

Il pastrocchio è così clamoroso che perfino Ignazio La Russa striglia la truppa. “Quando si inserisce un pacchetto così corposo di emendamenti a un decreto – sbuffa il presidente del Senato durante la conferenza dei capigruppo, a metà pomeriggio – che almeno ci si premuri di garantire i numeri. Sennò si fanno incidenti”. Che sia però solo un inciampo, è difficile da crederlo. Specie se chi dovrebbe quantomeno tentare di dissimulare è invece il primo a rivendicare l’imboscata. “Questo è solo l’antipasto”, dice Claudio Lotito. Lo dice entrando nell’aula della commissione Bilancio, al Senato, insieme al collega azzurro Dario Damiani. Il fattaccio si è appena prodotto. La maggioranza è andata sotto. Dieci a dieci: il centrodestra non ha i numeri per far passare il pacchetto di emendamenti promossi da FdI al dl Lavoro, proprio per l’assenza della coppia di FI. E a poco vale il tentativo vano di una senatrice meloniana che, in un sussulto di fantasia, si alza e grida: “Ma il voto del presidente vale doppio, no?”.