Adolfo Urso, senza un nuovo piano e senza cambiare l’Ad Morselli l’ex Ilva non ha futuro

Categoria: Italia

il ministro Urso non ha ancora un piano di rilancio e soprattutto sembra ignorare che senza una nuova governance e una nuova guida

22 Giugno 2023, 7:30 | di Franco Locatelli firstonline.info

Il declino dell’ex Ilva di Taranto è sotto gli occhi di tutti ma il ministro Urso non ha ancora un piano di rilancio e soprattutto sembra ignorare che senza una nuova governance e una nuova guida che cancelli il flop dell’Ad Lucia Morselli, rivelatasi del tutto impari al suo compito, non c’è un futuro per le Acciaierie d’Italia

Adolfo Urso, senza un nuovo piano e senza cambiare l’Ad Morselli l’ex Ilva non ha futuro

Sono vagamente surreali le dichiarazioni che il ministro dell’Industria (o delle imprese e del Made in Italy, come adesso si chiama) Adolfo Urso ha rilasciato lunedì al Foglio sul futuro della siderurgia e delle Acciaierie d’Italia (ex Ilva). A sentire lui il record negativo di produzione del più grande stabilimento siderurgico d’Europa, quello di Taranto – risultato che da solo grida vendetta -, è ormai dietro l’angolo. Urso sostiene che nella rinegoziazione degli accordi e dei patti parasociali con il partner ArcelorMittal, a suo tempo sciaguratamente stipulati dal Governo Conte, lo Stato ha “riconquistato la libertà che non aveva e può anticipare la sua salita in maggioranza (Ndr dal 40 al 60% di ex Ilva) anche prima del maggio 2024”. Come si spiega allora che i metalmeccanici scenderanno in piazza il prossimo 7 luglio per protestare contro le inadempienze del Governo e dell’azienda attualmente gestita dall’Ad, Lucia Morselli, manager di fiducia degli indiani? Per due ragioni principalmente. In primo luogo perché le promesse del ministro stanno a zero senza un piano che disegni credibilmente il futuro dell’ex Ilva e che oggi non c’è. In secondo luogo perché i sindacati hanno capito benissimo che il difetto dell’Acciaierie d’Italia sta nel manico, cioè nella miope guida della Morselli, che avevano ben conosciuto anni fa come feroce tagliatrice di teste negli stabilimenti degli Acciai Speciali di Terni. Solo che c’è un problema nella riconquistata libertà d’azione per lo Stato che Urso sventola un po’ troppo spavaldamente. E infatti nella rinegoziazione degli accordi con gli indiani il Governo può sì decidere di aumentare la propria partecipazione azionaria ma non cambiare la governance senza il consenso di ArcelorMittal, che non hanno alcuna intenzione di rinunciare a un Ad rinunciatario e temporeggiatore come la Morselli, fedele interprete degli interessi dell’azionista di controllo ma non certo preoccupata del futuro dell’ex Ilva di Taranto. Urso può dire tutto quel che vuole ma lo sciopero dei metalmeccanici gli ricorda impietosamente che se le Acciaierie d’Italia affonderanno l’imperdonabile responsabilità è tutta del Governo e della Morselli, manager senza visione del futuro. Giù dalla torre.