Mutui a tasso variabile: Intesa, Unicredit e Banco Bpm già pronte ad allungare la durata. Vale sempre la pena? Dipende

Categoria: Italia

Da più parti si sollecita l’allungamento del mutuo variabile per alleggerire la rata mensile. Anche Bcc e Casse risparmio sono pronte. Ma è davvero conveniente per tutti?
6.7. 2023, 13:29 | di Gabriella Bruschi firstonline.info lettura3’

Quali sono i pro e i contro? Ci sono alternative ?

Mutui a tasso variabile: Intesa, Unicredit e Banco Bpm già pronte ad allungare la durata. Vale sempre la pena? Dipende
Qualche banca ha già alzato la mano. Unicredit e Intesa Sanpaolo si sono già dichiarate disponibili ad allungare la durata dei mutui a tasso variabile delle famiglie, come suggerito dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ieri all’assemblea dell’Abi e dopo che il suo stesso presidente Antonio Patuelli aveva espresso la disponibilità. Altri istituti più piccoli al momento sono alla finestra, attendono piuttosto un’iniziativa coordinata dell’Associazione Bancaria, auspicata anche dalle associazioni dei consumatori.
Come è noto, chi ha in passato acceso mutui a tasso variabile, quando i tassi erano praticamente a zero, con i ripetuti aumenti, in tutto di 400 punti base, firmati da Christine Lagarde, a capo della Bce, per far fronte al surriscaldamento dei prezzi, ora si ritrova con rate via via più pesanti. Da qui l’idea proposta di allungare la durata dei finanziamenti.

Gros-Pietro: Intesa Sanpaolo è pronta
Intesa SanPaolo “lo farà” ha assicurato il presidente dell’istituto, Gian Maria Gros Pietro al termine dell’assemblea dell’Abi. Sulla richiesta del governo “il clima tra i banchieri è favorevole, anche se un accordo non serve e la decisione sarà frutto di scelte individuali delle singole banche” ha aggiunto. Anche l’istituto di piazza Gae Aulenti, l’Unicredit, ricorda che è possibile una maggior flessibilità nelle scadenze dei mutui, che possono essere allungati di quattro anni, riducendo l’importo della rata. Pronte a muoversi in questa direzione anche le Banche di credito cooperativo e le Casse di Risparmio. Anche se qualche banchiere, come Francesco Minotti, amministratore delegato del Mediocredito, preferirebbe “un’iniziativa coordinata dell’Abi”. L’avanzamento in ordine sparso delle banche, tuttavia, preoccupa i consumatori. Il Codacons chiede un provvedimento del governo con garanzie che la manovra non comporti costi aggiuntivi per i cittadini.

E’ un vantaggio per tutti allungare il mutuo? Quanto costa ? Quali sono i pro e i contro ?
Ma vale veramente la candela allungare il mutuo? E soprattutto può essere vantaggiosi per tutti ?
Sono state fatte alcune simulazioni e ovviamente, occorre valutare caso per caso, perché emergono pro e contro, come riporta il Corriere della sera.

Certamente, ed è la parte più intuitiva, il vantaggio è il minore importo mensile della rata, anche in considerazione dell’inflazione che finisce per erodere la spesa reale. Se ad esempio c’è un debito residuo di 100.000 euro da rimborsare in 10 anni si ricalcola il mutuo come se fosse a 14 anni. Facendo due esempi: nel caso di un mutuo da 200.000 euro a 25 anni del 2018 la rata passerebbe da 1.298 a 980 euro, per il mutuo da 150mila a 20 anni del 2013 si scenderebbe da 984 a 744 euro.

Ma non mancano i contro da valutare caso per caso. In particolare ci sono due svantaggi:
l’aumento consistente della spesa nominale complessiva e la minor riduzione del debito.
Ecco di nuovo 2 esempi riportati dal Corriere.
Se si ipotizza un mutuo da 150 mila euro a 20 anni al 4% e uno a 30 al 3,8%, il primo costa 909 euro al mese, il secondo 699: la spesa complessiva per il ventennale è di 218.153 euro, per il trentennale si sale a 251.617, con un aggravio di spesa di quasi 33.500 euro. Inoltre, se si volesse estinguere il mutuo dopo cinque anni, il ventennale avrebbe un debito residuo di 122.886 euro, il trentennale di 135.228. In caso di estinzione dopo 10 anni invece il ventennale ha un debito residuo di 88.779 euro, il trentennale di 117.371. Quindi alla fine bisogna sborsare quasi 28.600 euro in più.