Dal caso Zaki all'Ucraina. Lo stato di grazia di Giorgia Meloni

Categoria: Italia

-Sulla giustizia Meloni se la prende con Nordio affinché Tajani intenda

20.7.2023 C.Cerasa, S. Cantteri ilfoglio.it lettura3’

-L'EDITORIALE DEL DIRETTORE

Dal caso Zaki all'Ucraina. Lo stato di grazia di Giorgia Meloni

CLAUDIO CERASA 20 LUG 2023

    

Non solo il risultato ottenuto dall'Egitto. Ora anche le due rate del Pnrr sono a un passo dallo sbloccarsi definitivamente. Perché un paese che litiga sul nulla è un paese sano. Che va d’accordo sulle cose che contano. Una rassegna (con notizie)

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Si discute solo di fuffa. Ma siamo sicuri che sia davvero un dramma? Sono giorni che il dibattito pubblico nel nostro paese sembra essersi incardinato su temi che semplicemente non esistono. Si discute di concorso esterno, ma nessuno ha davvero proposto di abolirlo. Si discute di assedio giudiziario, ma nessuna procura ha messo in atto azioni ad personam contro membri del governo. Si discute di tensioni con il Quirinale sulla revisione dell’abuso d’ufficio, ma poi il Quirinale nel giro di pochi giorni firma serenamente la legge. Si discute su come vietare la carne sintetica, ma la carne sintetica non è mai stata autorizzata da nessuno. Si discute di nuova pace fiscale, ma nel frattempo il governo scrive atti nomativi per pignorare automaticamente i conti correnti degli evasori. Si discute di quanto sia cattiva la Bce ad alzare i tassi, ma poi ci si rallegra quando l’inflazione comincia a scendere. Si discute ovviamente di profondo disinteresse del governo in relazione all’arresto di Patrick Zaki, ma il giorno dopo la condanna dell’attivista egiziano la diplomazia italiana – è successo ieri – ottiene la grazia per Zaki dal presidente al Sisi. E poi, sì, certo, si discute e si litiga anche su altro. Si discute a lungo per una performance al premio Strega del ministro Sangiuliano. Si discute a lungo per una qualche uscita di Ignazio La Russa. Si discute a lungo per un articolo di Filippo Facci. Ma alla fine dei conti l’impressione è sempre la stessa: da mesi, in Italia, ci si scanna di più su ciò che si dice che su ciò che si fa. E la ragione è fin troppo evidente. Su quel che si dice, all’interno del governo, ci sono molte ragioni per scannarsi – e spesso le ragioni per scannarsi le offrono gli stessi esponenti della maggioranza, che tendono a comunicare ai propri elettori l’opposto di quello che fanno mentre governano. Su quel che si fa, all’interno dell’azione di governo, ci sono invece poche ragioni per prendersi seriamente a sportellate – e non è un caso che buona parte dei litigi tra maggioranza e opposizione nasca più da ciò che si dice a parole che da ciò che si realizza nei fatti. A prima vista, mettendo in fila questi puntini, ci si potrebbe deprimere e pensare, signora mia, che mai come in questa stagione storica la politica è caduta così in basso….

-Sulla giustizia Meloni se la prende con Nordio affinché Tajani intenda

SIMONE CANETTIERI 20 LUG 2023 ilfoglio.it

    

La premier da Palermo striglia il Guardasigilli sul caso dell'associazione mafiosa esterna, ma ce l'ha con Forza Italia. Mattarella autorizza il Ddl sull'abuso d'ufficio: si apre un altro fronte

Se quelle di Carlo Nordio “sono opinioni che non diventano fatti”, come dice Giorgia Meloni; quelli di Forza Italia sulla giustizia sono mal di pancia che sembrano non precipitare verso alcuna crisi. Se non in un continuo rapporto di causa-effetto stile ping pong. E così nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio, la premier si presenta di buona mattina a Palermo per quattro visite istituzionali blindate: cimitero, caserma dei carabinieri, chiesa di San Domenico e prefettura. In mezzo un punto stampa, nonostante le propongano una conferenza stampa, chiedendo allo staff che i cronisti l’aspettino in locali dotati di aria condizionata. Vuole evitare le polemiche dei giornalisti durante la visita a Pompei di domenica scorsa, ma alla fine quando si concede – per otto minuti – erutta. Meloni dice con foga meloniana che la rimodulazione del reato di associazione mafiosa esterna è stata una idea del suo Guardasigilli, “che dovrebbe essere più politico”, ma è “una polemica pretestuosa e sterile”. Bolla le accuse di Marina Berlusconi ai pm di Firenze come le parole di una donna “che non è un soggetto politico”. Sull’assenza alla fiaccolata serale rivendica di non essere mai scappata e non di temere contestazioni. Intanto a Roma succedono un po’ di cose---