-INQUIETUDINI Fedriga tradisce Meloni. Le regioni certificano l'affanno del governo sul Pnrr
3.8.2023 Giuliano Ferrara, Valerio Valentini ilfoglio.it lett2’
-Il caso Trump riguarda anche noi. Un disastro di portata mondiale
GIULIANO FERRARA 03 AGO 2023
L’eventualità di una grottesca rielezione di The Donald costringerebbe l’Europa, impegnata nella sua guerra a est, in una dialettica delle autocrazie
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Tutti abbiamo visto come sono andate le cose. Prima delle elezioni che ha perso, novembre 2020, Trump ha detto chiaro e tondo che non avrebbe necessariamente riconosciuto il risultato del voto, se sfavorevole, poi ha detto che non lo riconosceva e ha trattato da felloni e traditori tutti i suoi collaboratori e i funzionari da lui nominati, a partire dal suo vice eletto con lui nel ticket presidenziale, per avere contraddetto la sua bugia, infine ha cercato di prevalere, senza il minimo successo, nelle corti e alla Corte suprema, e il 6 gennaio ha spronato la folla impazzita dei suoi sostenitori a dare l’assalto al Congresso per bloccare le procedure dell’elezione di Joe Biden. Un tentato golpe in piena regola, sebbene raffazzonato come tutto quello che Trump fa o cerca di fare, e sotto gli occhi dell’opinione pubblica mondiale. Ora la persecuzione in giudizio, legalitaria e meticolosa, la giudica roba da Germania nazista o da Unione sovietica stalinista, e conta di farsi rieleggere con una campagna contro la democrazia americana e le sue regole legali. Grottesco.
-INQUIETUDINI Fedriga tradisce Meloni. Le regioni certificano l'affanno del governo sul Pnrr
VALERIO VALENTINI 03 AGO 2023
Coperture incerte, rischi per i conti pubblici, possibile blocco delle opere: i governatori, guidati dal leghista friulano, evidenziano le incognite sul dossier di Fitto con le modifiche al Piano. E c'è pure l'Ufficio parlamentare di Bilancio a mettere in dubbio le stime di crescita nel 2023: l'incertezza sul Recovery mette in discussione la previsione del +1 per cento
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APalazzo Chigi deve apparire un po’ un assedio. Solo che a condurlo, e per giunta sul più strategico dei dossier, il Pnrr, non sono le opposizioni, impegnate per lo più a bisticciare tra loro. Le critiche più severe sono organismi tecnici, a farle: e dunque ecco la nota dell’Ufficio parlamentare di Bilancio (che segnala come i “fattori d’incertezza” riguardanti “l’evoluzione del Pnrr” rischiano di pregiudicare le previsioni di crescita), che arriva due giorni dopo quella, analogamente critica, del Centro studi di Camera e Senato. E poi, ed è bizzarro e quindi significativo, a stigmatizzare le scelte del governo sul Recovery sono enti che, per la loro composizione politica, si pensavano amiche. E invece forse è proprio il documento licenziato dalla Conferenza delle regioni, a guida e a maggioranza di destra, il più problematico per Giorgia Meloni. Problematico non tanto per la portata in sé del papello da 36 pagine, che nella liturgia della concertazione tra Roma e gli enti locali vale quel che vale, come sempre. Problematico lo è, quell’incartamento firmato dal leghista Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza, perché di fatto riprende, e dunque legittima, molte delle contestazioni che all’operato di Raffaele Fitto sono state fatte dalle opposizioni, e nel farlo le amplifica, quelle contestazioni, e ne fa arrivare l’eco fino a Bruxelle