Quali sono i parametri in base ai quali si è deciso che alcuni progetti sono irrealizzabili? E con quali risorse si finanzieranno le opere escluse? Domande di Zaia e Fedriga
VALERIO VALENTINI 08 AGO 2023 ilfoglio.it lettura2’
E i fondi delle regioni verranno salvaguardati? Sono le domande fatte al governo dall'Anci di Decaro, ma anche da Zaia e Fedriga. E il ministro meloniano dovrà dare loro le stesse risposte che anche la Commissione chiederà
Per Antonio Decaro, la faccenda è politica. “Dovendo tagliare, al governo hanno deciso di tagliare sui progetti dei comuni – dice il sindaco di Bari e presidente dell’Anci – confidando sul fatto che il ministero da cui quei progetti dipendono, e cioè il Viminale, non avrebbe fatto granché per difenderli”. Ma anche per Marco Marsilio la questione è politica. “La verità è che questo piano è stato scritto coi piedi da Conte e solo parzialmente raddrizzato da Draghi e oggi lo stiamo aggiustando”, dice il presidente abruzzese, che da pretoriano meloniano – era il Lungo, nella falange di Colle Oppio – difende le scelte di Raffaele Fitto. “Se non lo facessimo per evitare polemiche oggi, fra due anni pagheremmo decine di miliardi”. Come che sia, il travaglio di Giorgia Meloni, e del suo ministro per gli Affari europei, è che molte delle risposte che sindaci e governatori delusi pretendono da Palazzo Chigi, molte delle contestazioni che sollevano, coincidono con delle ambiguità che andranno chiarite anche alla Commissione. Che proprio ieri ha ricevuto il dossier con le richieste di modifica del Pnrr, e che nei prossimi giorni avvierà dei controlli che dureranno mesi. Ed è sui tempi lunghi di quella trattativa che andrà gestito, e possibilmente stemperato, anche il malcontento degli amministratori locali. E non solo quelli di centrosinistra, se è vero che nella riunione di ieri una delle critiche più puntute l’ha fatta il leghista Luca Zaia.