MINACCIA NEL MAR ROSSO Sparare a Israele per legittimarsi in Yemen. Cosa vogliono gli houthi

Categoria: Italia

Cassese processa la scuola: a chi serve realmente? Agli studenti o agli insegnanti? Spendiamo molto ma con risultati deludenti

19.12.2023 L.Gambardella ilfoglio.it e Firstonline.info lett,3’

MINACCIA NEL MAR ROSSO Sparare a Israele per legittimarsi in Yemen. Cosa vogliono gli houthi

LUCA GAMBARDELLA 19 DIC 2023

    

La strategia dei più indipendenti fra i membri dell'Asse della resistenza. L'Iran li arma, certo, ma hanno una loro agenda e puntano ad affermarsi contro i sauditi

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“Per Allah, io e gli altri mujaheddin siamo pronti a combattere al fianco dei nostri fratelli palestinesi, anche a costo di essere fatti a pezzi”, dice all’emittente al Masirah un soldato in marcia lungo una strada del governatorato di Sa’da, nel nord-ovest dello Yemen. Insieme a lui altre centinaia di militari. Mostrano la foto del leader houthi, Sayyid Abdulmalik al Houthi, con cui la loro tribù, la Khawlan bin Amir, è alleata dall’inizio della guerra contro il governo filosaudita. “Allah è grande, morte all’America, morte agli ebrei!”, gridano. Pochi chilometri oltre è già Arabia Saudita, che di combattere invece non ne vuole più sapere. Troppo importante difendere i suoi giacimenti di petrolio, che dal 2015 sono bersaglio degli attacchi houthi. “L’inverno sta arrivando, in Europa e negli Stati Uniti. Se Arabia Saudita ed Emirati entrano in una coalizione contro lo Yemen, non lasceremo un solo giacimento di petrolio e gas intatto”, ha minacciato Mohammed al Bukhaiti, uno dei leader di Ansar Allah.

Cassese processa la scuola: a chi serve realmente? Agli studenti o agli insegnanti? Spendiamo molto ma con risultati deludenti

indagini internazionali sulla impreparazione degli studenti, la scuola italiana non è all’altezza di una società moderna..

16.12 2023, 6:28 | di Franco Locatelli, firstonline.info lettura2’

Come rivelano anche le indagini internazionali sulla impreparazione degli studenti, la scuola italiana non è all’altezza di una società moderna perché viene pensata come “strumento per risolvere problemi occupazionali” dei docenti anziché chiedersi quale sia l’istruzione che serve realmente agli studenti in un mondo che cambia

A chi serve realmente la scuola italiana? Agli studenti o agli insegnanti? E’ quanto si chiede in una ampia analisi sul Corriere della Sera Sabino Cassese, il principe dei giuristi italiani, la cui risposta è scontata. Spendiamo molto ma così com’è la scuola italiana non va.

“Nonostante l’alto numero di docenti (Ndr. 700 mila di ruolo, 170 mila supplenti annuali e un numero ignoto di precari), il sistema scolastico italiano ha un basso rendimento ed è un fattore della bassa produttività del Paese. Metà degli studenti esce dalla scuola impreparato e gli abbandoni sono molto alti”. Cassese va al cuore dei problemi e sostiene che “il ministero e l’intera scuola sono troppo impegnati a gestire personale piuttosto che a istruire” perché vedono la scuola come “strumento per risolvere problemi occupazionali” anziché domandarsi quale sia l’istruzione che serve ai ragazzi in un mondo che cambia. Ecco perché, osserva acutamente Cassese, nella scuola “si parte sempre dalla coda” e cioè dalla stabilizzazione dei precari anziché chiedersi “quale interesse viene prima, quello dell’istruzione degli italiani o quella della sistemazione in ruolo degli insegnanti?”. Incalzante anche la domande finale che Cassese pone: “Perché si continua ad assumere tanto personale mentre diminuiscono gli studenti e le scuole?” . Bisognerebbe chiederlo alle tante lobbies e corporazioni sindacali che circondano la scuola e alla propensione della maggior parte delle forze politiche ad assecondarle per evidenti interessi elettorali anziché pensare a una seria riforma della scuola come ha cominciato a fare la Francia. Per fortuna il professor Cassese ci costringe ad aprire gli occhi.