Il calcolo del senatore di Italia Viva (che pero non tiene conto degli assenti di ieri) e la critica ai 5s: «State con Gentiloni o coi populisti?»
22 DICEMBRE 2023 - 12:57 di Redazione, open.online lettura1’
Il calcolo del senatore di Italia Viva (che pero non tiene conto degli assenti di ieri) e la critica ai 5s: «State con Gentiloni o coi populisti?»
Si vota sulla Manovra di bilancio – conta poi conclusa con 112 sì – ma l’eco di quanto accaduto ieri alla Camera con la bocciatura del Mes pesa sul dibattito anche a palazzo Madama. Ed è su questo che, a metà mattinata di oggi 22 dicembre, interviene anche Matteo Renzi al momento delle dichiarazioni di voto. Criticando duramente il centrodestra, ma attaccando anche il campo largo: «Ho da dire una cosa al Pd: se tutto il campo largo avesse votato insieme con anche la sinistra radicale avremmo avuto il Mes e il governo Meloni sarebbe andato a casa», dichiara. Il conteggio è basato non sulle presenze di eri in aula alla Camera, che non avrebbero comunque lasciato scampo al recepimento delle modifiche del Fondo salva stati, ma sulla consistenza dei gruppi (che ieri contavano però diversi assenti): «Nessuno – ha attaccato – ha avuto il coraggio di fare i conti e io io dico M5s è legittimo fare la stampella al governo, non è legittimo non chiarirvi su questo punto: volete stare con uno schieramento coerente? Con Paolo Gentiloni o pensate di inseguire il sovranismo populista? Dovete fare chiarezza al vostro interno o non vincerete mai».
-Maggioranza spaccata MESsinscena Conte, Salvini e Meloni, i populisti si ritrovano con l’Europa: l’Italia obbedisce a Francia e Germania
Claudia Fusani — 22 Dicembre 2023
Sono, quelle appena passate, le 36 ore della verità per la maggioranza. Il “passaggio di svolta”, il “disvelamento” per il governo Meloni
. Qualche ora dopo, alle 19, è arrivato l’ok unanime, Italia compresa quindi, al nuovo Patto di Stabilità e crescita, in vigore da gennaio, dove c’è molta poca flessibilità e molta discrezione della Commissione rispetto ai conti, ai bilanci e ai debiti sovrani di ogni singolo stato. Ieri mattina alle 12 e 48 è finita anche la messinscena del Mes, la ratifica della modifica del Fondo Salva-stati: il Parlamento respinge la ratifica, unici in Europa, ed è subito un torto e uno stigma.
L’emendamento Lollobrigida
Nel merito della manovra, Renzi ha insistito sul fatto che il governo ha di fatto bloccato gli emendamenti, salvo far passare quelli di suo interesse, ad esempio quello che consente al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida di assumere nuovi collaboratori con due milioni di euro.
Neppure 36 ore, in realtà succede tutto in 28 ore, notte compresa. Il risultato è un’Italia costretta ad obbedire dall’asse franco-tedesco, “fatta uscire dal salotto buono e messa nella stanza dei bambini insieme a Orban mentre gli adulti decidono sul futuro dell’Italia (sic Magi, + Europa)”. Se questo è lo scenario di politica economica, sul fronte della politica nazionale il voto sul Mes ieri mattina è stata la dimostrazione plastica che “il populismo e l’antieuropeismo in Italia è vivo e vegeto e governa ed è rappresentato da Conte, Salvini e Meloni” ha detto Matteo Renzi (Iv) ilriformista