L'INTERVISTA Calenda, il no al Mes e la “pericolosa e infantile revanche” del governo, "ostaggio" di

Categoria: Italia

-IL RACCONTO Gli smessati. Tajani bastonato, Salvini sorride. Giorgetti minaccia (ancora) l'addio

22.12.2023 M.Rizzini, C. Caruso ilfoglio.it lettura2’

L'INTERVISTA Calenda, il no al Mes e la “pericolosa e infantile revanche” del governo, "ostaggio" di Salvini

MARIANNA RIZZINI 22 DIC 2023 ilfoglio.it

    

Il leader di Azione: "Penso che Meloni volesse ratificare il Mes, ma che il suo vicepremier sovranista e putinista, di fronte a questa prospettiva, e visti gli eventi del giorno prima sul Patto di Stabilità, abbia minacciato di far cadere il governo"

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Due giorni, due scenari, e la situazione che (forse) qualcuno non si aspettava: mercoledì all’Ecofin prende forma l’accordo su Patto di Stabilità e migranti, con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che “parla per ultimo”, raccontano le cronache, e infine dice sì. E giovedì, in Italia, alla Camera, quando quel “parlare per ultimo” riceve una sua possibile spiegazione e al tempo stesso il suo contraccolpo: è il giorno della tanto attesa e a lungo negata ratifica del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, ma a un certo punto, dalla Commissione Bilancio, arriva lo stop, sotto forma di parere contrario. Stop seguito dal voto dell’Aula: la Camera respinge l’autorizzazione alla ratifica con 184 voti contrari, 72 voti favorevoli e 44 astenuti (il che vuol dire anche spaccatura nel governo, con FI appunto astenuta). Tra il mercoledì e il giovedì, dice il leader di Azione Carlo Calenda, c’è di mezzo “la sottomissione a un impianto di Patto di Stabilità a impronta tedesca, anche se il governo ha poi detto il contrario, guardando come al solito a un orizzonte temporale minimo, i pochi anni di un ciclo elettorale”. Da lì l’effetto-rimbalzo: “Penso che la premier Giorgia Meloni volesse ratificare il Mes, ma che il suo vicepremier sovranista e putinista e leader della Lega Matteo Salvini, di fronte a questa prospettiva, e visti gli eventi del giorno prima, abbia minacciato di far cadere il governo, motivo per cui abbiamo poi assistito alla scena della non ratifica parlamentare, una sorta di rivincita pericolosa e infantile. La verità è che il governo è stato bellamente fregato, e con nonchalance: hanno deciso tutto Francia e Germania, parlando dell’Italia come se si trattasse della Romania – della serie ‘ tanto l’Italia è d’accordo’, con tutto il rispetto per la Romania”.

-IL RACCONTO Gli smessati. Tajani bastonato, Salvini sorride. Giorgetti minaccia (ancora) l'addio

CARMELO CARUSO 22 DIC 2023

    

Cronaca di una bocciatura annunciata. Il Mes respinto alla Camera spacca la maggioranza. FI si deve reinventare. Salvini felice è convinto che la Lega ripartirà da Vannacci

ANapoli si chiamano gli sfessati, alla Camera gli smessati. Sono i parlamentari che si sono liberati del Mes. Il trattato viene bocciato: 184 contrari, 72 favorevoli. Forza Italia e Noi Moderati si astengono. Il governo si smessa. Meloni si separa da Tajani per non disunirsi da Salvini e Salvini si allontana da Giorgetti (minaccia, ancora, di lasciare) per riunirsi con Claudio Borghi. Alle 10 di mattina, Marco Osnato, di FdI, dice che “Forza Italia potrà presentarsi alle Europee come il partito più europeista. Gli abbiamo fatto un regalo”. E’ segno di fregatura. Paolo Barelli, il quasi Tajani, ripete che lui non sapeva nulla dell’accelerazione e che è solo “campagna elettorale”. Salvini sorride. Ha vinto. In Europa si parla di Superlega (ma è di calcio).