IL DISCORSO 2024 Mattarella, linea chiara su guerra e pace. Contro il "buonismo astratto"

Categoria: Italia

Sedici minuti senza frontali con il governo. Ma con piccoli richiami. A partire dalla lotta all'evasione

SIMONE CANETTIERI, S.SOAVE 31 DIC 2023 ilfoglio.it lettura2’

Le parole di fine anno del capo dello stato. L'appello ai giovani a essere protagonisti, i richiami contro la violenza. Sedici minuti senza frontali con il governo. Ma con piccoli richiami. A partire dalla lotta all'evasione

"Care concittadine e concittadini". L'albero di Natale illuminato sullo sfondo. Parla in piedi per sedici minuti dall'uscio della sala Tofanelli del Quirinale. Ma attenzione: fa due passi in avanti, il presidente. Segno che non ha voglia di uscire di scena. Sergio Mattarella, 82 anni, nel suo secondo discorso di fine anno da presidente bis della Repubblica, pattina con attenzione fra politica e attualità, facendo in modo che le sue parole non diventino frecce nell'arco dell'opposizione e, di converso, sculacciate per il governo. La meccanica politica d'altronde è nota. Spoiler: non parla della riforma costituzionale che in qualche modo potrebbe toccarlo, Si spinge a dire - e questo è il massimo - che il voto non è una delega in bianco. E quindi, oltre a battere l'astensione in vista delle europee, occorre vigilare, o meglio partecipare….

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SERGIO SOAVE 31 DIC 2023 olfoglio.it

    

Anche questa volta il presidente della Repubblica, senza nascondere la gravità dei problemi e delle difficoltà, trova le parole per infondere speranze ragionevoli nella capacità dell’Italia di dare risposte all’altezza e di trovare il modo per sviluppare uno spirito civico sul quale costruire un futuro migliore

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Nei suoi discorsi di fine anno il Presidente della Repubblica è sempre partito dall’analisi dei problemi e delle preoccupazioni, per poi dare elementi di speranza e inviti a non rassegnarsi. Lo ha fatto anche quest’anno, partendo naturalmente dalle emergenze internazionali e dalle guerre in corso. Parla delle “devastazioni che vediamo nell’Ucraina, invasa dalla Russia, per sottometterla e annetterla” e della “orribile ferocia terroristica del 7 ottobre scorso di Hamas contro centinaia di inermi bambini, donne, uomini anziani d’Israele”. Per superare la violenza delle guerre bisogna costruire la pace, ma Sergio Mattarella avverte che “volere la pace non è neutralità, o peggio, indifferenza, risiero a ciò che accade: sarebbe ingiusto e anche piuttosto spregevole”. Sono parole nette di condanna del “pacifismo equidistante” che finisce col giustificare più o meno consapevolmente le aggressioni. La pace si costruisce respingendo “la logica di una competizione permanente tra gli Stati, che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli”.