- FUORI GAZA La guerra cambia, arriva il terrore dello stallo e Israele addestra i soldati contro Hezbollah
19.1.2024 Cerasa, Frammini, ilfoglio.it lettura2’
-L'EDITORIALE DEL DIRETTORE Meloni è diventata un incubo per i sovranisti italiani
CLAUDIO CERASA 19 GEN 2024
Manda ministri a Davos, abbraccia Bill Gates, flirta con Ursula, non elogia Trump. Così la presidente del Consiglio sconfessa la vecchia Giorgia
Bilderberg o sovranismo? Lo spettacolo incredibile della nuova Giorgia Meloni che con grande disinvoltura trolla ogni giorno la vecchia Giorgia Meloni è uno degli aspetti più interessanti e più spassosi da seguire nella pazza traiettoria imboccata dal centrodestra di governo. Il modo in cui Meloni ogni giorno sconfessa Giorgia è uno show formidabile che offre sorrisi, genera ironie e alimenta speranze per il futuro. Ma mai probabilmente, a livello simbolico, si erano andati a sommare così tanti fatti nel giro di poche ore, tali da porre agli osservatori più maliziosi una domanda solo apparentemente provocatoria: Bilderberg o sovranismo?..ilfoglio.it Cerasa
- FUORI GAZA La guerra cambia, arriva il terrore dello stallo e Israele addestra i soldati contro Hezbollah
L'interrogativo che affligge la società viene ormai riportato nei titoli dei maggiori quotidiani israeliani: accordarsi sugli ostaggi vuol dire perdere la guerra? Non c'è risposta
MICOL FLAMMINI 19 GEN 2024
Netanyahu si oppone ai piani americani per la Striscia, dice che la sua èra non è finita e che porterà il paese alla vittoria, ma è il suo partito che inizia a sussurrare: il premier è finito. L'esercito cambia la strategia a Gaza e si organizza per gli altri fronti: Libano, Cisgiordania e anche dalla Siria sono stati lanciati tre razzi
Sullo stesso argomento:
Cosa sappiamo degli attacchi incrociati tra Pakistan e Iran
Israele teme i buchi ai confini
Nitzan Alon è il generale israeliano che si sta occupando di tutte le informazioni di intelligence che riguardano gli ostaggi, non ne trapelano molte, lavora incrociando le informazioni dei soldati nella Striscia e quelle dei prigionieri liberati due mesi fa. Ieri Israele si è tinta di arancione per ricordare che uno degli israeliani sequestrati, Kfir Bibas, il bambino dai capelli rossi, ha compiuto il suo primo anno di vita in prigionia. Hamas avrebbe dovuto liberarlo durante la tregua di novembre, ma non l’ha fatto e, quando i combattimenti sono ricominciati, ha pubblicato un video: camera fissa sul padre di Kfir – anche lui in ostaggio – un terrorista gli dice che sua moglie e i suoi figli sono stati uccisi dalle bombe israeliane. Non ci sono prove, solo la perversione di mostrare la sofferenza e utilizzarla per fare pressione sulla società israeliana. La guerra a Gaza è cambiata e l’esercito ha deciso che la presenza dei soldati non sarà costante, entreranno e usciranno, a seconda della necessità. Una zona particolarmente fortificata verrà disposta al confine, da lì partiranno gli attacchi non appena arrivano le evidenze di un tunnel da distruggere, di postazioni per lanciare razzi da eliminare. Le infrastrutture di Hamas rimangono molte, gli uomini anche, ma restare dentro per i soldati è rischioso. Il timore di uno stallo nella guerra è concreto, i soldati rischiano di essere sempre più soggetti ad azioni di guerriglia, a trappole, andare dentro e fuori dalla Striscia è il rimedio per bilanciare le necessità di un conflitto iniziato per obiettivi non ancora raggiunti e una guerra che si allunga tanto da far temere l’arrivo di un punto morto