L'ORGANIZZAZIONE DEL SUMMIT Il G7 last minute di Meloni: sito ancora offline e lista degli invitati da fare

Categoria: Italia

-IL SUMMIT Il G7 sotto casa: da Fiuggi ad Avellino i ministri organizzano i vertici nelle loro città, Kagan e lo spettro anacronistico della nuova Guerra fredda

20.1.2024 G. Pompili, S. Canettieri Tria ex Ministro ilfoglio.it lettura3’ estratti

L'ORGANIZZAZIONE DEL SUMMIT Il G7 last minute di Meloni: sito ancora offline e lista degli invitati da fare

GIULIA POMPILI 20 GEN 2024

    

Passati venti giorni dall’inizio della presidenza italiana, su g7italy.it c’è ancora un conto alla rovescia. I candidati a essere invitati al vertice aspettano la comunicazione per organizzare le delegazioni

Ultima modifica: 8 gennaio 2024. Il lunedì più lunedì di tutti, quello in cui si rientra dalle festività natalizie che solo in Italia durano fino al 6 gennaio. Chi apriva il sito internet del G7 della presidenza italiana prima di quel giorno trovava molti dettagli online, ma dell’edizione precedente ospitata dall’Italia, quella nel 2017. Poi il webmaster dev’essere tornato dalle ferie, e ha messo online alcune notizie di base: anzitutto il logo di questo vertice, un ulivo di prodiana memoria, “tra gli alberi più diffusi e identificativi del paesaggio italiano e mediterraneo”. Poi un breve comunicato con le priorità dell’agenda: la guerra in Ucraina e quella in medio oriente, l’Africa e le questioni migratorie – gli osservatori internazionali sanno che il Piano Mattei è considerato una priorità di politica estera di Palazzo Chigi, ma la domanda più frequente che pongono è: che cos’è concretamente? E come può essere coinvolto il G7? Poi, naturalmente, l’Intelligenza artificiale, quello sì tema condiviso e sul quale alla riunione dello scorso anno i Grandi della terra avevano deciso di arrivare a linee guida comuni. Ma oggi, passati venti giorni dall’inizio della presidenza italiana, su www.g7italy.it c’è ancora un conto alla rovescia: quello per la messa online del sito ufficiale che non arriverà prima di martedì prossimo…..

-IL SUMMIT Il G7 sotto casa: da Fiuggi ad Avellino i ministri organizzano i vertici nelle loro città

SIMONE CANETTIERI 20 GEN 2024

    

Meloni porterà i grandi della terra in Puglia dove trascorre le vacanze, gli altri esponenti del governo hanno scelto le loro terre natie. E' la presidenza dell'arcitaliana del summit

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Ministri profeti in patria, anzi in città, per il G7. Se Giorgia Meloni porterà i grandi della terra a giugno nella Valle d’Itria, spicchio di Puglia dove da anni trascorre le vacanze estive, gli altri membri del governo non sono da meno. Paesi e buoi dei G7 tuoi. In un tripudio di campanilismo, infatti, i principali componenti della squadra meloniana si sono apparecchiati i vertici interministeriali nelle loro città natie. Un tributo alle terre che li hanno visti crescere che si sublimerà con l’arrivo di delegazioni da tutti gli angoli del mondo per la gioia dei sindaci – ma anche di mamme, cugini e compagni di classe –   pronti a rilasciare interviste per “ringraziare il signor ministro di essersi ricordato della sua città”. E’ il G7 strapaese? Chissà. Fuori gli esempi: uno dei quattro vertici interministeriali sugli esteri si svolgerà a Fiuggi, cittadina nel Frusinate di diecimila abitanti, famosa per la svolta di An. Qui nacque Antonio Tajani….

-Kagan e lo spettro anacronistico della nuova Guerra fredda

GIOVANNI TRIA 20 GEN 2024

    

Non ha senso richiamare i dibattiti del passato, il mondo è cambiato ed è ormai ampiamente multilaterale, non bipolare. Il compito delle maggiori potenze, Stati Uniti e Cina, è garantire stabilità e cooperazione internazionale, a partire dal tentativo di chiudere le guerre in corso

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Ricordare un dibattito svoltosi nel passato alla luce della storia successiva è molto spesso utile per capire quanto i dibattiti del momento siano adeguati per prevedere o guidare la costruzione del futuro. Ciò è tanto più importante quando si parla di equilibri internazionali e soprattutto di guerre che sono il passaggio da un precario equilibrio all’altro. Rileggiamo quindi un breve libro di Robert Kagan pubblicato nel 2004 con il titolo American Power and the Crisis of Legitimacy la cui traduzione è stata pubblicata da Mondadori con il titolo Il diritto di fare la guerra.