-IL TRIONFO DEL BOH Nella comfort zone dell'antifascismo, il Pd ha perso la sua agenda

Categoria: Italia

- UN CASO DI ORDINARIA MALAGIUSTIZIA L'imbroglio delle voci. Quando le intercettazioni vengono travisate. -. L'INTERVISTA "Al posto di Cristo oggi c'è il patriottismo". Parla l'arciprete russo Uminskiy

22.1.2024 Claudio Cerasa A. Barbano, J. Gilberto iklfoglio.it lettura3’ estratti

-IL TRIONFO DEL BOH Nella comfort zone dell'antifascismo, il Pd ha perso la sua agenda

CLAUDIO CERASA 22 GEN 2024

    

E’ difficile capire oggi quale sia la linea del partito, quale la parola d’ordine partorita dal conclave umbro. La principale debolezza della leadership di Schlein è l’incapacità di fondo di combattere lo status quo dell’Italia. Elenco delle occasioni mancate

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Il conclave convocato dal Partito democratico la scorsa settimana a Gubbio doveva essere una prova di forza del partito più importante dell’opposizione ma si è rivelato una manifestazione di debolezza pur essendo il conclave stesso particolarmente coerente con la linea politica adottata dalla linea del Pd, sintetizzabile con una parola di tre lettere: boh. Boh nel senso più nobile del termine. Così come è difficile capire quale sia la linea del Pd su molti fronti (non è un errore di comunicazione non comunicare cosa pensi il Pd davvero sul lavoro, sul Patto di stabilità, sull’Ucraina, sul medio oriente, sul mercato elettrico, sui diritti, è una scelta politica: dare all’elettore la possibilità di poter pensare che il Pd sia pronto a sostenere una tesi ma anche il suo contrario), allo stesso modo è molto difficile capire quale sia la parola d’ordine partorita dal conclave umbro, a parte un fiero, sano e gagliardo appello lanciato dal partito di Elly Schlein contro la deriva fascista del paese (per il prossimo conclave del Pd, stamperemo qualche copia omaggio di un libriccino di Esopo, intitolato Al lupo, al lupo). Boh, appunto….

- UN CASO DI ORDINARIA MALAGIUSTIZIA L'imbroglio delle voci. Quando le intercettazioni vengono travisate

ALESSANDRO BARBANO 22 GEN 2024

    

La storia di una sindaca calabrese che, tradita da un punto interrogativo ignorato e accusata di connivenza con la ’ndrangheta, ha passato un calvario giudiziario e umano lungo otto anni

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Ci sono luoghi della giustizia italiana dove la cronaca sovverte la storia. Isola Capo Rizzuto nasce nel 900 d.C. come “Asylon”, terra dove nessuno sarà perseguitato. È un promontorio proteso sullo Jonio, su cui degrada in trentasette chilometri di scogliere e spiagge di sabbia finissima color giallo oro. L’indulgenza dell’imperatore Leone VI lo concesse come riparo a una pattuglia di detenuti politici. Undici secoli dopo sarà per Carolina Girasole il teatro di una persecuzione lunga otto anni. Che inizia, com’è costume italiano, con il suono ininterrotto del campanello alle tre e quindici di un giorno qualunque, seguito dai colpi sulla porta e dall’ingiunzione perentoria di aprire. “Lì per lì ho pensato che fossero venuti a farmi la pelle”, racconta l’ex sindaca, all’epoca cinquantenne e madre di due ragazze di diciannove e quattordici anni, che non dimenticheranno mai più quella notte del 3 dicembre 2013. Ormai tanti anni fa, ma non sufficienti a dichiarare finita la storia che qui si racconta..

-. L'INTERVISTA "Al posto di Cristo oggi c'è il patriottismo". Parla l'arciprete russo Uminskiy

JACOPO GILIBERTO 22 GEN 2024

    

La versione del religioso sospeso a divinis dal Patriarcato di Mosca perché non pregava per la vittoria della Russia ma per la pace con l'Ucraina

Aleksei Anatolevič Uminskiy, nato a Mosca nel 1960 “e ancora vivo” (sorride); arciprete tra i più famosi della Chiesa ortodossa russa, scrittore di libri, conduttore televisivo e documentarista; moglie, un figlio e un padre anzianissimo; sospeso a divinis il 13 gennaio dal tribunale ecclesiastico del Patriarcato di Mosca perché a messa non si è adeguato alla preghiera per la vittoria degli eserciti russi e invece invocava la pace. La parrocchia della Santissima Trinità in Chochlì, un antico quartiere ucraino nel centro di Mosca, dopo decenni gli è stata tolta ed è stata affidata al pope Andrei Tkaciov, popolare conduttore televisivo sul canale putiniano Zarigrad. L’estromissione di Uminskiy dalla Chiesa russa in questi giorni è stata oggetto di appelli ed è stata raccontata sui maggiori giornali internazionali, compreso Il Foglio (un bell’articolo di Adriano Sofri). Questa è la prima intervista sulla vicenda. (“E sarà l’unica”, precisa)…