-Le buone notizie sul pil ci sono, ma l'Italia gioca nel campionato da zero virgola- Schlein contro la lottizzazione in Rai, Orfeo prigioniero politico.
30.1.2024 Giuliano Ferrara, D. De Rico, S. Merlo ilfoglio.it lettura3’
-Ve lo diamo noi il conflitto di interessi. Rep., le sue ossessioni e i suoi cortocircuiti
GIULIANO FERRARA 30 GEN 2024
Un giornale che s’impanca a tribunale della correttezza politica dei governi ha un ruolo decisivo nel blocco della democrazia italiana. Quei lapsus rivelatori di Mauro
Sullo stesso argomento:
Baci a Rep. dal "giornale cognato"
I fissati di Rep. per la famigerata struttura Delta dei poteri forti
In quanto giornale-partito, con una robusta proprietà editoriale e industriale e finanziaria alle spalle, Repubblica ha legittimamente deciso di fare una sua campagna forte, vibrante, contro il governo e la maggioranza usciti dalle urne e dal voto parlamentare. Le domande contro Berlusconi erano dieci, i conflitti di interesse sono cento. È la moltiplicazione dei pani e dei pesci liberal. Il fondamento è come sempre passare dal controllo di legalità, che è già un modo di trasformare la funzione della giustizia in ideologia, al controllo di moralità, che fu ed è un aggrapparsi a tutto, perfino al vecchio e squalificato “comune senso del pudore”, per colpire l’avversario politico del partito-giornale e costruire il contesto che rende possibile la persecuzione in giudizio intesa come ordalia benpensante invece che come prassi secondo la legge.
-Le buone notizie sul pil ci sono, ma l'Italia gioca nel campionato da zero virgola
DARIO DI VICO 30 GEN 2024
La rilevazione Istat ha spiazzato gli analisti, che avevano pronosticato una crescita zero e invece è arrivato un +0,2 per cento. Resta da chiedersi perchè non si denuncino a sufficienza i rischi di un regime strutturale di bassa crescita
Premessa: l’economia italiana è tornata a giocare nel girone dello Zero Virgola, come nel lungo e angosciante ciclo 2000-19, e di conseguenza ogni variazione positiva o negativa va calata in quel contesto. Si tratta di spostamenti relativi, per peso e incidenza. Detto questo, e dato a Cesare quel che gli spetta, la rilevazione Istat del Pil del quarto trimestre ha spiazzato il consensus degli analisti. Che avevano pronosticato una crescita zero trimestre su trimestre (qualcuno anche -0,1 per cento) e invece dall’istituto di statistica, seppur come stima preliminare, è arrivato un +0,2 per cento. E così si è potuto, a ragion veduta, parlare di “accelerazione a sorpresa del pil a fine 2023”, come titola la nota di Intesa Sanpaolo. Un’anticipazione che andava nella stessa direzione era venuta solo 24 ore prima dal nuovo indice di rilevazione real time (Rtt), lanciato dal centro studi Confindustria, che aveva segnalato un buon trend di attività nell’ultimo trimestre e in particolare un +0,8 per cento per dicembre….
- Schlein contro la lottizzazione in Rai, Orfeo prigioniero politico
SALVATORE MERLO 30 GEN 2024
La segretaria dem prepara il sit-in contro tele Meloni: la purezza del Pd d'altronde è una garanzia
Ella, cioè Elly, l’ha detto con chiarezza: “Il Pd non starà a guardare” la destra che lottizza la televisione di stato. Ecco. Giusto. “Organizzeremo un sit-in alla Rai per difendere la libertà di stampa e il valore di un servizio pubblico che non può essere TeleMeloni”. Il 7 febbraio. Dunque: girotondo attorno al cavallo (morente) di Viale Mazzini. Ora, a parte le sciocche ironie sul fatto che il 7 febbraio inizia Sanremo e dunque il palazzo Rai di Viale Mazzini sarà all’incirca vuoto, a parte questo dettaglio insignificante, la questione della protesta è seria. Per capire infatti l’amarezza e la contrarietà contenuta in queste parole della segretaria del Pd bisogna ricordare che durante tutti questi anni di lottizzazione generalizzata, l’onorevole Schlein e i dirigenti del Pd, da Paolo Gentiloni a Dario Franceschini, hanno vissuto all’estero dove si sono dedicati principalmente alla entomologia e al giardinaggio. Lontani dalle cose italiane, alieni da qualsivoglia aspirazione di potere, restii persino a ricevere notizie da amici e da parenti, risoluti soprattutto a evitare ogni contatto con le persone e gli ambienti della Rai, gli uomini del Pd non hanno mai nominato membri del cda, direttori del Tg1, del Tg3, del Tg regionale, vicedirettori a grappolo, capiredattori a schiovere, capocronisti in Toscana e in Emilia, e soprattutto mai hanno promosso autori e conduttori, favorito carriere nei talk-show o chiesto che la Rai raccogliesse le virgole del deputato o del trombone di partito chiamati al dibattito del nulla. Mai. E’ infatti inspiegabile perché Giuseppe Conte abbia detto che non parteciperà alla protesta.