3-MANO Le parole di Salvini e Valditara sugli studenti stranieri a scuola sono contro la logica e la matematica. 4- Sulla scuola di Pioltello, il ministro Salvini ignora Mattarella: "Chiusura per il Ramadam? Arretramento"
29.3.2024 Gurrado, ilfoglio.it lettura4’
1-Dritto e rovescio, Vittorio Feltri: "Scuola di Pioltello chiusa per il Ramadan? Scemenza totale"
"Una provocazione. Quando si comincia così...". Ramadan, Mauro Corona durissimo sul caso Pioltello
29 marzo 2024 dritto&rovescio, liberoquotidiano.it lettura1’
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A Pioltello, nonostante il veto del ministero dell'Istruzione Giuseppe Valditara, la scuola Iqbal Masih ha deciso di chiudere il giorno 10 aprile prossimo per il Ramadan. "È giusto?", chiede Paolo Del Debbio durante l'ultima puntata di Dritto e rovescio, su Rete 4, andata in onda il 28 marzo.
"Siamo alla comicità, se tu vuoi fare il digiuno lo puoi fare anche a scuola, non è che per fare il digiuno devi per forza stare chiuso nel tinello di casa", risponde Vittorio Feltri. "Vai a scuola e mentre gli altri mangiano tu dici una preghiera delle tue", prosegue il direttore editoriale de Il Giornale e fondatore di Libero.
"Una provocazione. Quando si comincia così...". Ramadan, Mauro Corona durissimo sul caso Pioltello
"Non capisco perché si debba chiudere una scuola perché due devono pregare a digiuno. È una scemenza totale. Non ha senso", sottolinea Feltri. "Allora il sabato bisognerebbe chiudere per gli ebrei", osserva il conduttore.
Scuola di Pioltello, i pro-Ramadan falsificano Mattarella
"Insomma, ognuno fa quello che vuole. Sei ebreo e vuoi stare a casa, stai a casa ma non puoi pretendere che tutta la classe si assenti. Perché questa è una sciocchezza", conclude Vittorio Feltri. E giù gli applausi del pubblico in studio.
2--BANDIERA BIANCA A Pioltello ha vinto la burocrazia
ANTONIO GURRADO 27 MAR 2024 ilfoglio.it stratto
La scuola resterà chiusa comunque, ma la delibera che dispone il giorno di chiusura parla di esigenze didattiche invece che di Ramadan. Una pezza a colore che vuol dir tutto e non vuol dire niente. Altro che valori della democrazia
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Ancora sulla scuola chiusa per Ramadan, scusate se insisto. Qualche giorno fa ero incorso anch’io in un errore, ascrivendo la delibera del consiglio d’Istituto all’elevato valore della libertà e aggregandomi così a quelli che parimenti, benché di segno opposto, imbastivano attorno a questo giorno di vacanza una battaglia di civiltà, innalzando Pioltello al rango di Poitiers. Si è visto invece come perfino il presidente della Repubblica, rispondendo alla lettera della vicepreside, abbia derubricato il tutto a “episodio di modesto rilievo”. Se ne è avuta conferma dal fatto che alla fine questo benedetto giorno di chiusura si terrà comunque, con una delibera che non parla né di Ramadan né di tolleranza religiosa né di invasione dei saraceni né di chissà che, bensì soltanto di “esigenze didattiche”. Nella sostanza non è cambiato nulla, ma si è trovata una pezza a colore che vuol dir tutto e non vuol dire niente, a riprova di una scuola italiana che si esprime in un linguaggio indecifrabile, che si rifà a norme avulse dalla realtà dei fatti, che sotto sotto consente tutto indistintamente purché si trovi un brocardo da vergare in penna d’oca; una scuola italiana che si erge a baluardo dei valori della democrazia ma ha a cuore soprattutto il valore della burocrazia.
3--CONTI ALLA MANO Le parole di Salvini e Valditara sugli studenti stranieri a scuola sono contro la logica e la matematica
ANTONIO GURRADO 28 MAR 2024
Contro le ipotesi di un tetto alla percentuale di stranieri in classe non c'è solo il buon senso, ma i numeri: in una zona ad alta densità di immigrazione, infatti, è impossibile che questo criterio venga rispettato
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Disgregazione e caos è il binomio evocato dal ministro dell’Istruzione nell’avallare la boutade di Salvini sul tetto massimo del 20 per cento di alunni stranieri all’interno di ogni classe. Valditara, nel dare ragione al collega di governo, incorre tuttavia nello stesso paralogismo: mescolare gli alunni che non hanno la cittadinanza italiana a quelli che non parlano italiano e a quelli che appartengono a culture diverse – confondendo libertà e anarchia, ove stigmatizza “la società del melting pot, dove ognuno pensa e fa ciò che vuole”. È, fatalmente, l’onda lunga di Pioltello, dove il Ministro che si era opposto alla chiusura per Ramadan non ha potuto eccepire nulla quando la si è sublimata in una più vaga chiusura per “esigenze didattiche”. Una specie di fallo di reazione, che manca di tenere presenti due aspetti.
4-LE PAROLE Sulla scuola di Pioltello, il ministro Salvini ignora Mattarella: "Chiusura per il Ramadam? Arretramento"
REDAZIONE ilfoglio.it
Anzitutto, la questione non è essere italiani ma essere italofoni.
È ovvio che una prima liceo con quindici ragazzi che non parlano l’italiano impedisce di svolgere il programma, con severo danno per gli altri. Ciò varrebbe anche in un contesto di ragazzi italiani ma esclusivamente dialettofoni, ipotesi certo non peregrina anche solo qualche decennio fa, e chissà oggi.
È altrettanto ovvio che una classe di minorenni figli di immigrati ma tutti in grado di parlare italiano non crea problemi di sorta, e questo anche se costituisce un melting pot di musulmani, induisti, scintoisti e rastafariani. Al ministro non può inoltre sfuggire che la composizione delle classi viene determinata su istanza del provveditorato, suddividendo il numero di iscritti per un coefficiente piuttosto elevato (alle superiori, è 27). Ciò significa che contro l’ipotesi di un tetto agli alunni stranieri non milita solo il buon senso ma anche la matematica: in una zona ad alta densità di immigrazione, infatti, è impossibile che questo criterio venga rispettato mantenendo al contempo sul 20 per cento la quota massima di alunni stranieri.
Del buon senso si può anche fare a meno; della matematica, malauguratamente, no.