2.-Il podcast del direttore Soldi a Toti tracciati, dov’è il reato? Disciplinare lobbying e finanziamento della politica (un reato al giorno tiene vivo l’argomento ndr)
13.5.2024 GD Caiazza, C. Velardi, ilriformista,it lettura4’
1-I naufragi processuali. Dagli arresti a go-go a clamorosi flop, storia delle immaginifiche indagini calabresi
“Decollo Ter Money”, “Eiphemos”, “Sud Ribelle”, “Insula”, “Marine”, e così via titolando inchieste giudiziarie costellate di arresti a go-go
Gian Domenico Caiazza — 13 Maggio 2024 ilriformista.it lettura3’
Dagli arresti a go-go a clamorosi flop, storia delle immaginifiche indagini calabresi
Per ben due numeri consecutivi di PQM –questo è il primo– vi parleremo dei più clamorosi flop nella storia delle indagini giudiziarie calabresi di questi ultimi 25 anni. Un rutilante e francamente impressionante succedersi di immaginifiche indagini, connotate da denominazioni buone per le serie televisive, per media e social assetati di eroiche imprese antimafia da celebrare con esaltato entusiasmo, e per gli allocchi.
“Decollo Ter Money”, “Eiphemos”, “Sud Ribelle”, “Insula”, “Marine”, e così via titolando inchieste giudiziarie costellate di arresti a go-go, lunghe detenzioni, anni di processi, tonnellate di titoli ed articoli che urlano la colpevolezza degli indagati e la mummificano vita natural durante, concluse immancabilmente con esiti perfino catastrofici per l’Accusa. Mettiamo in fila i numeri, niente di più e niente di meno. E dato che i numeri, è vero, vanno anche letti ed interpretati, leggerete anche di indagini mutilate dalle assoluzioni proprio nella parte che, negli intenti dell’Accusa, doveva qualificarle, quella tanto ambita, quella che ormai non può e non deve mancare in ogni indagine che si rispetti: la commistione tra mafia e politica.
Aprire gli occhi sulla realtà
Ora, già questo dovrebbe bastare ed avanzare, nel quotidiano dibattito sulla giustizia nel nostro Paese, ed in quello più spinoso e delicato della pervasiva diffusione delle organizzazioni criminali nel tessuto istituzionale oltre che economico, per aprire una riflessione seria ed onesta, innanzitutto nel mondo della informazione. O si contestano questi numeri -e vi invitiamo ad attendere anche il secondo numero- o forse è venuto il momento di aprire gli occhi sulla realtà. Una realtà tremenda, fatta di vite e reputazioni di persone infine riconosciute come innocenti, ma irrimediabilmente maciullate da un sistema malato. Un sistema mediatico-giudiziario che, per un riflesso ormai divenuto immodificabile, identifica la verità dei fatti con la originaria ipotesi accusatoria.
Quella Procura della Repubblica ha operato duecento arresti di mafiosi, imprenditori collusi e politici asserviti, e questo basta per magnificare la natura certamente virtuosa di quella operazione e per certificare come assodato e non controvertibile il quadro criminale che essa avrebbe disvelato. Poi nessuno segue più lo sviluppo (certo, esasperatamente lento) delle indagini ma soprattutto del processo, mentre da subito i primi scricchiolii, le prime ordinanze e sentenze demolitorie vengono puntualmente silenziate, perché guai a dubitare, delegittimandolo, di chi “combatte la mafia”.
I naufragi processuali
Ma quelle che raccontiamo sono storie non solo di naufragi processuali che, in questo mondo al contrario, magicamente edificano carriere giudiziarie leggendarie, invece di demolirle come avverrebbe in qualunque altra professione. Queste sono anche e soprattutto storie di vite, famiglie, attività imprenditoriali e professionali mandate in discarica con un tratto di penna, rifiuti sociali, disperazione seminata con tracotante ed impunita baldanza.
Ecco perché abbiamo voluto impegnarci in questo alla fin fine semplice racconto che nessuno però osa fare, scritto non da noi ma dai giudici che hanno infine pronunciato le sentenze in nome del popolo italiano. Un racconto che allora, tra tanti titoli inutilmente minacciosi e tronfi di quelle epiche indagini, merita -esso sì- un nome che difficilmente potrà essere contestato: “Operazione Verità”. Buona lettura.
Gian Domenico Caiazza
2.-Il podcast del direttore Soldi a Toti tracciati, dov’è il reato? Disciplinare lobbying e finanziamento della politica
Claudio Velardi — 13 Maggio 2024
Soldi a Toti tracciati, dov’è il reato? Disciplinare lobbying e finanziamento della politica
La rete del caso Toti si allarga a dismisura, è una sorta di pesca a strascico. Il tema che inquieta è sempre quello relativo al caso Toti e alle sue dimissioni. In sede politica Salvini resiste e lo difende mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia ipotizzano che siano possibili le sue dimissioni. Con un’accusa che è tutta da dimostrare, a mio avviso, un politico, così come un qualunque cittadino, non può dimettersi.
Toti, i dati Covid e il polverone
Al di là degli aspetti politici, oggi viene fuori un nuovo tema che è quello dei dati Covid che, secondo l’accusa, il presidente ligure sembrerebbe aver aggiustato. Si tratta di intercettazioni che vengono messe fuori giorno dopo giorno per tenere viva l’attenzione sul caso. Mi sapete dire che cosa c’entra con il resto dell’inchiesta? Ve lo dico io, nulla: serve semplicemente a sollevare sempre di più un polverone. D’altro canto c’è un tema di fondo sollevato da Salvini qualche giorno fa: se voi mettete una microspia nella stanza di un magistrato, quest’ultimo dovrebbe dimettersi il giorno dopo. E’ la logica della Stasi: io ti piazzo un microfono addosso e vedo quello che ne viene fuori.
Finanziamenti tracciati, dov’è il reato?
Altro tema che viene fuori dall’inchiesta su Toti che i giornali mettono fuori quasi vergognandosi è quello relativo ai finanziamenti ricevuti. Sembrerebbe che i finanziamenti a Toti, che sono un capo d’imputazione fondamentale nell’ordinanza contro il presidente della regione, siano tutti quanti trascritti e registrati. Dunque l’accusa dove sta? Che questi finanziamenti a Toti vengono dati contando che vadano avanti determinati interessi? Può darsi ma qui il confine tra quello che è lecito e quello che non lo è davvero labile. Se ricevo un finanziamento tracciato per un interesse cui dare seguito qualcuno mi spiega dov’è il reato?