1-Rampini, "Trump estraneo al concetto di Occidente. 2-Chi c'è dietro Putin". Perché rischiamo

Categoria: Italia

"Trump non è un nemico dell'Occidente, è estraneo al concetto di Occidente.”-PD congresso

14.3.2025 liberoquotidiano.it lettura2’

1-"Trump non è un nemico dell'Occidente, è estraneo al concetto di Occidente. Ha una visione molto pragmatica e molto cinica delle alleanze". Federico Rampini, in collegamento con Paolo Del Debbio a Dritto e rovescio, su Rete 4, prova a interpretare le trattative per la pace in Ucraina tra il presidente americano Donald Trump e quello russo Vladimir Putin partendo da questo punto di vista, non proprio rassicurante per l'Ucraina, l'Europa e l'Unione europea.

Nelle ultime ore, il Cremlino ha aperto alla trattativa con la Casa Bianca per un cessate il fuoco in Ucraina, a patto che questo si trasformi immediatamente in quella che Putin ha definito "una pace duratura". Ma ci si può fidare della Russia? Il corrispondente dall'America per il Corriere della Sera concorda con Del Debbio. "Dietro al pericolo per l'Occidente di Putin quanto di nostalgia imperialistica c'è?", domanda il conduttore.

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"E' tutto lì, Putin si spiega con la storia che va da Stalin e procedendo all'indietro i grandi Zar, Caterina, Alessandro... Sono i suoi modelli, tutti questi. Nella galleria degli antenati di Putin ci sono tutti quelli che fallirono la modernizzazione della Russia".

"Ricordiamocelo, eh - sottolinea Rampini -: dietro l'imperialismo della Russia cosa c'è? Ci sono stati i fallimenti di coloro che dovevano fare della Russia una grande nazione come le altre nazioni europee". E ora i nodi, fatalmente, sembrano arrivati al pettine.

-2Il Pd frana, "è un voto di fiducia": Bonaccini tradisce Schlein, "chi c'è dietro davvero"

14 marzo 2025a a a

Alla fine non può nascondersi nemmeno Elly Schlein. Al di là di formalismi e tecnicismo, il voto all'Europarlamento su Europa e armi che ha spaccato a metà il Pd è stato soprattutto "Un voto di fiducia su di me", con 11 astenuti (tra cui il capo-delegazione Nicola Zingaretti, Dario Nardella, Brando Benifei, Sandro Ruotolo, Cecilia Strada e Lucia Annunziata, che pure aveva sbagliato a pigiare il tasto) che hanno rispettato la consegna imposta per evitare fratture e 10 "ribelli" favorevoli. Tra questi ultimi, nomi pesantissimi come Pina Picierno, Giorgio Gori, Antonio Decaro.

Con un nome che pochi pronunciano in pubblico ma a cui tutti pensano riguardo a questo "incidente": quello di Paolo Gentiloni. Perché se davvero come crede la segretaria si è trattato di un referendum interno sulla sua posizione, ci dev'essere qualcuno che da quel voto potrebbe trarre un grosso vantaggio. E quel qualcuno, sospettano tutti secondo un retroscena della Stampa, è appunto Gentiloni.