2-”. Nel 1988, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) non nominò Giovanni Falcone capo dell'Ufficio Istruzione di Palermo preferendo..
27.7.2025 Mercenaro ilfoglio.it e da AI Overview lettura2’
1-Si pubblica qui il pensiero - giusto o sbagliato, di sicuro autentico - di Giovanni Falcone
Andrea Marcenaro 25 lug 2025 ilfoglio.it lettura1’
Gente da concorso e di cervelli coi fiocchi, che ha scovato e pubblicato una lettera del '94 in cui Nordio, allora pm, si diceva contrario alla separazione delle carriere. Si pubblica qui il pensiero - giusto o sbagliato, di sicuro autentico - di Giovanni Falcone
Separazione delle carriere? Scoop. L’Associazione nazionale magistrati, gran gente da concorso e di cervelli coi fiocchi, ha scovato e pubblica oggi una lettera del ‘94, di 31 anni fa, in cui il ministro Nordio, allora pm, si disse contrario alla separazione delle carriere. Perciò. Con le palle trafitte dall’orchite, si pubblica qui per un’altra volta, di certo l’ultima, il pensiero forse giusto, forse sbagliato, comunque autentico, di Giovanni Falcone. 34 anni fa. Più di 31. Pensiero, tra parentesi, del quale negarono l’esistenza Piero Grasso e Giancarlo Caselli, a dirne due, ma, di seguito, tutti i magistrati il cui cognome iniziava per A, per B, per C, D, E, F, G, H, I, L, M, oppure per N ( esempio, Nordio), poi per O, P, Q, R, S, T, U, V e Z.
Volle, Falcone, chiarirlo per bene a Mario Pirani, Repubblica, il 3 ottobre 1991: “Il giudice si staglia come figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti. Contraddice tutto ciò il fatto che, avendo formazione e carriere unificate, con destinazioni e ruoli intercambiabili, giudici e Pm siano, in realtà, indistinguibili gli uni dagli altri. Chi, come me, richiede che siano, invece, due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come nemico dell’indipendenza del magistrato, desideroso di porre il Pm sotto il controllo dell’Esecutivo”. Cosicché, nel mentre, il povero Falcone sembrava voler sussurrare ai colleghi: “Vist? O no’? M’avite ‘o veramente scassat ‘u cazz”.
2- A proposito di nomine per “merito”. Nel 1988, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) nonnominò Giovanni Falcone capo dell'Ufficio Istruzione di Palermo, preferendo Antonino Meli. Questa decisione, avvenuta il 19 gennaio 1988, fu oggetto di dibattito e polemiche, soprattutto considerando il ruolo chiave di Falcone nella lotta contro la mafia.
In particolare, la lettera di Falcone al CSM del 30 luglio 1988 fu una denuncia pubblica delle omissioni e inerzie nella repressione mafiosa, sottolineando il coraggio e il senso dello Stato del collega Paolo Borsellino. La lettera fu una risposta a un clima di ostilità e di mancato sostegno alle indagini antimafia, e fu seguita da ulteriori scambi di accuse tra Falcone e Mel.. AI Overview
Ecco alcuni punti chiave:
19 gennaio 1988:
Il CSM vota per Antonino Meli come capo dell'Ufficio Istruzione di Palermo, superando la candidatura di Giovanni Falcone.
30 luglio 1988:
Falcone invia una lettera al CSM denunciando inerzie e omissioni nella lotta alla mafia, elogiando Borsellino.
Clima:
La decisione del CSM e la lettera di Falcone si inseriscono in un contesto di forte tensione e conflitto all'interno della magistratura palermitana, con il pool antimafia guidato da Falcone che si sentiva isolato e ostacolato nelle sue indagini.
Contesto:
La nomina di Meli avvenne in un momento cruciale per la lotta alla mafia, con il pool antimafia che stava portando avanti importanti indagini.
Riflessi:
La decisione del CSM e la reazione di Falcone ebbero ripercussioni significative sul lavoro del pool antimafia e sulla percezione pubblica della lotta alla mafia.