Scopri dove sono finiti i gatti di Venezia, fra miti, realtà e le nuove case-felini della laguna.
4 Settembre 2025, 14:00 idealista.it lettura2’
Venezia ha tantissimi motivi per lasciare a bocca aperta i visitatori, con i suoi canali e le sue architetture elegantissime, ma chi si sofferma a osservare la città nota una curiosa assenza: i felini sembrano quasi spariti dal panorama urbano. Eppure, a lungo i gatti a Venezia sono stati protagonisti discreti e importanti della vita quotidiana tra le calli e nei campielli. Amati dai residenti, celebrati nelle storie popolari e diventati veri e propri simboli della Serenissima, oggi sono quasi una rarità. Perché i mici veneziani sono scomparsi? Esistono ancora “isole dei gatti” nella laguna?
I gatti a Venezia un tempo popolavano ogni cortile e fondamenta, alleati preziosi contro i topi che infestavano la città costruita sull'acqua. Nei decenni scorsi però il loro numero è drasticamente calato, complici vari fattori come la diminuzione della popolazione residente, il boom turistico - oggi a Venezia c'è il ticket di ingresso a per arginare il problema - e le nuove regole di gestione degli animali domestici.
Le spese di mantenimento e le difficoltà ad adottare animali nei piccoli appartamenti veneziani hanno ridotto le adozioni. Inoltre, le campagne di sterilizzazione – fondamentali per il benessere dei felini – hanno portato a un fisiologico calo di nuove nascite. Così, dalle immagini storiche con gatti ovunque, oggi a Venezia resta il ricordo di un’epoca in cui erano i silenziosi padroni delle calli.
La leggenda dei gatti veneziani
Il legame tra Venezia e i suoi gatti è avvolto da affascinanti leggende. Le storie popolari associano spesso i gatti al mistero e alla fortuna: si diceva che la loro presenza proteggesse le case dagli spiriti maligni.
Una delle storie più celebri narra che un tempo i gatti furono portati dalla Persia come dono ai nobili veneziani, divenendo ben presto difensori essenziali dai roditori della laguna.
Un’altra tradizione racconta di una “regina dei gatti”, una donna anziana che nutriva e curava le colonie feline nei sestieri più nascosti, considerata una vera figura mitica dagli abitanti.
L’isola dei gatti e il gattile di Malamocco
Nonostante la diminuzione dei gatti in città, resistono ancora luoghi speciali dedicati a questi animali. Il gattile di Malamocco, sull’isola del Lido di Venezia, rappresenta oggi un punto di riferimento per il benessere dei felini veneziani. Qui vengono accolti, curati e adottati numerosi gatti abbandonati o randagi, grazie al lavoro di volontari appassionati.
Spesso il gattile viene chiamato anche “isola dei gatti a Venezia”, perché ospita colonie libere e offre spazi dove i mici possono vivere sereni e sicuri. Questo rifugio è diventato una meta di visite e adozioni per cittadini e turisti amanti degli animali, mantenendo viva la tradizione felina della laguna.
Vivere a Venezia
La vita nella laguna è scandita dal ritmo lento dei vaporetti, dalle maree e dal fascino dei quartieri storici. Spostarsi tra calli, campielli e ponti offre ogni giorno nuove prospettive, grazie anche all’assenza di auto e all’uso quotidiano dei vaporetti. L’adattamento alle maree, alla particolare umidità e alle case spesso storiche è parte integrante della routine dei residenti. La routine quotidiana in questa città non è semplice per le difficoltà con l'acqua alta e il grande afflusso di turisti ma vivere a Venezia è sicuramente un'esperienza piena ed entusiasmante. Se vuoi trasferirti nella Serenissima, ecco gli annunci più recenti di idealista: