1-Almasri, scende in campo Bongiorno: sinistra e toghe rosse terrorizzate

Categoria: Italia

2- Giusi Bartolozzi indagata, il "trappolone" dal Tribunale dei ministri- Tanti dubbi dei costituzionalisti

di Ignazio Stagno e Caterina Spinelli 11.9.2025 liberoquotidiano.it lettura3’

1-Giusi Bartolozzi, indagata per false dichiarazioni al pubblico ministero, ha trascorso la giornata successiva alla notizia dell’avviso di garanzia lavorando come di consueto al fianco del ministro della Giustizia Carlo Nordio, in via Arenula. Nessun segno di cedimento o panico: ha affrontato riunioni, telefonate e incontri con il suo tipico sorriso, rispondendo "top" a chi le chiedeva come stesse. Supportata dal suo entourage, si prepara a fronteggiare l’accusa, scegliendo come difensore Giulia Bongiorno, avvocata di spicco e presidente leghista della commissione giustizia al Senato, già impegnata nella difesa di altri membri del governo davanti al Tribunale dei ministri, tra cui Giorgia Meloni (la cui posizione è stata archiviata), Alfredo Mantovano, Matteo Piantedosi e lo stesso Nordio.

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La scelta di Bongiorno, come riporta il Corriere, sottolinea la determinazione della maggioranza a proteggere Bartolozzi, probabilmente sotto l’egida della giunta delle autorizzazioni a procedere, che difficilmente concederà al Tribunale dei ministri di processare i membri del governo. Bartolozzi e Bongiorno sostengono che il reato contestato non sia "autonomo", un punto che richiede un approfondimento sui precedenti. Nonostante gli attacchi, come quelli di Riccardo Magi (+Europa) contro "salvacondotti", Bartolozzi ha mantenuto il buonumore, partecipando a incontri, come quello con associazioni mediche sulla riforma della responsabilità medica, e dimostrando serenità: "Sono tranquilla. Super tranquilla"

2- Giusi Bartolozzi indagata, il "trappolone" dal Tribunale dei ministri-

Ecco allora che sono tanti i dubbi, e altrettanti i sospetti, dei costituzionalisti. Per Ceccanti PD..

di Caterina Spinelli 11.9. 2025 liberoquotidiano.it lettura2’

"Incoerenza interna". Descrive così Stefano Ceccanti quanto accaduto a Giusi Bartolozzi. Il capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio è stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Roma per false dichiarazioni rese al Tribunale dei ministri in merito al caso-Almasri. Un "trappolone", lo definisce il Foglio. E a servirlo è stato il Tribunale dei ministri, che ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione a procedere nei confronti di Nordio, del ministro dell'Interno Piantedosi e del sottosegretario Mantovano. Peccato però che non abbia fatto lo stesso con Bartolozzi, pur sottolineando il ruolo centrale ricoperto da quest’ultima.

Ecco allora che sono tanti i dubbi, e altrettanti i sospetti, dei costituzionalisti. Per Ceccanti, infatti, "l’autorizzazione parlamentare va richiesta per qualsiasi imputato laico, cioè non ministro, che ha commesso presunti reati in regia con i ministri". Tra questi soggetti rientra appunto Bartolozzi, che "viene descritta dai magistrati del Tribunale dei ministri come facente parte di un sistema. In alcuni passaggi la capo di gabinetto viene rappresentata come una figura che ha persino rivestito un ruolo più importante dello stesso ministro Nordio. Di conseguenza - prosegue l'ex parlamentare del Pd, il tribunale ha commesso un'incoerenza interna nel non avanzare la richiesta di autorizzazione anche per Bartolozzi".

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Dello stesso parere Salvatore Curreri, costituzionalista e docente all’Università di Enna, secondo cui "è evidente che il Tribunale dei ministri per cercare di colpire solo Bartolozzi, prevedendo la richiesta di autorizzazione nei confronti degli altri tre, doveva separare il più possibile l’ipotesi di reato contestata alla capo di gabinetto". Anche per Curreri, dunque, il Tribunale dei ministri ha teso una trappola. L'obiettivo? Sottrarre Bartolozzi allo "scudo" parlamentare. E ora? Per Curreri "è prevedibile che la procura di Roma non chiederà al Parlamento l’autorizzazione a procedere nei confronti di Bartolozzi e si arriverà così a uno scontro istituzionale. A quel punto la capo di gabinetto potrebbe sollevare un’eccezione a difesa della sua posizione individuale nel corso del procedimento penale, oppure la Camera potrà sollevare un conflitto di attribuzione contro la procura per la mancata richiesta di autorizzazione a procedere".