“PIÙ GLI INTELLETTUALI SONO PETULANTI, PIÙ SRAGIONANO” –

Categoria: Italia

GIULIANO FERRARA SI CUCINA MASSIMO CACCIARI E FRANCO CARDINI

6 gen 2026 19:24 dagospia.com lettura2’

E LE LORO “BLATERAZIONI” SUL VENEZUELA: “NONSENSE SPACCIATO PER INTUIZIONE STRATEGICA O INDIGNAZIONE MORALE. IL PRIMO SOSTIENE CHE SE L’AMERICA SI PREOCCUPA DI PETROLIO E DROGA, ALLORA ANCHE VOLODYMYR ZELENSKY E IL SUO POPOLO, L’INDIPENDENZA DI UN PEZZO D’EUROPA, DEVONO ESSERE LASCIATI AL LORO DESTINO. NON C’È UNA LOGICA CONSEQUENZIALE, SOLO CATTIVO UMORE ESIBITO COME UN BLASONE RAZIOCINANTE” – “CARDINI, O CARDINSKY, È POI DI UNA VANITÀ E VACUITÀ DEGNE DI UNO STORICO DI VALORE CHE INVECE SI APPLICA AL CAZZEGGIO INTERVISTAIOLO CON UNO SCRUPOLO IMBARAZZANTE...”

Estratto dell’articolo di Giuliano Ferrara per “il Foglio”

Perché gli intellettuali, gli accademici, storici e filosofi accreditati, quando parlano di politica sragionano? Più sono petulanti, più inseguono il suono della loro voce autorevole nelle interviste a raffica, più sragionano. E sragionare non equivale semplicemente a dire fesserie [...]. [...]

Massimo Cacciari e Franco Cardini sono tipici in questa blaterazione, nel nonsense spacciato per intuizione strategica o indignazione morale. Ieri doppietta, nel Fatto e in Repubblica.

Visto come stanno le cose, dice il primo, visto che il diritto internazionale è più debole del National Security State, come si è visto nel colpo contro Nicolás Maduro, l’Europa deve condannare la violazione e abbandonare l’Ucraina al suo destino, perché fa solo pasticci.

Una scemenza degna del professor Angelo D’Orsi o di Alessandro Orsini nei loro giorni migliori o peggiori, che fa lo stesso. Se l’America si preoccupa di petrolio e droga, sopra tutto il petrolio che va al suo aggressivo competitore cinese, e nel frattempo dà una botta preventiva all’alleato russo del regime di Caracas, allora anche Volodymyr Zelensky e il suo popolo, i confini della sua nazione, l’indipendenza di un pezzo d’Europa, devono essere lasciati al loro destino.

Non c’è una logica consequenziale, solo cattivo umore esibito come un blasone raziocinante. Eppure Cacciari, malgrado la sua volatilità di pensiero, non è uno stupido. Ma come si dice a scuola degli allievi troppo mentalmente pimpanti, non si applica, non studia i problemi [...]

Cardini, o Cardinsky, è poi di una vanità e vacuità degne di uno storico di valore che invece si applica al cazzeggio intervistaiolo con uno scrupolo imbarazzante. De Gaulle e Churchill erano dittatori come Maduro, dice a un perplesso intervistatore di Repubblica che risponde “Beh, insomma”.

L’infelicità di un uomo e di una cultura stanno, per parafrasare Pascal, nell’incapacità di stare solo nella propria stanza e evitare le interviste imbarazzanti. Cardini si confessa amico di tutti indistintamente, di Canfora, di Meloni, di Ovadia, e buon per lui.

Rimprovera alla presidente del Consiglio di essere salita sul carro di Trump per non aver equiparato il colpo di Caracas all’invasione russa dell’Ucraina, senza essere sfiorato dal dubbio intellettuale sulla diversità e simmetrica opposizione di due quadranti storici esaminati.

L’Ucraina, una democrazia dove chi vince le elezioni legalmente governa. Il Venezuela chavista e madurista dove chi vince illegalmente elezioni truccate governa con la forza, la messa in clandestinità o in esilio dell’opposizione, il populismo paramilitare, la tortura e il carcere per i dissidenti.

Un bell’esempio di welfare, la bonanza indicata da Cardini come risultato del madurismo, in un paese condannato alla miseria nonostante le sue risorse immense di energia e di altro. Stupefacente. Le interviste degli intellettuali italiani [...] sono la svendita delle idee balzane al supermercato della stravaganza, quando va bene. Se ne possono comprare due al prezzo di una, salva la bassa qualità dello sragionamento.