Electrolux, i cinesi di Midea tornano alla carica.

Categoria: Italia

Sindacati in guardia: “Chiederemo il Golden power”

3 Aprile 2026, 11:44 | di Paola Guidi | first.online lettura3’

Midea, numero 1 mondiale della tecnologia domestica, è tornato alla carica per una possibile acquisizione di Electrolux (o joint-venture come seconda opzione) che potrebbe chiudersi entro l’anno

Electrolux, i cinesi di Midea tornano alla carica. Sindacati in guardia: “Chiederemo il Golden power”

Non sarà il Golden power di un Governo oggi in difficoltà, né la protesta dei sindacati, né la flebile voce di Bruxelles a bloccare l’inesorabile avanzata dei giganti cinesi sull’Europa. No, non si tratta soltanto dei big delle piattaforme online come Temu, Shein, Jd.Com ma di Midea. Il numero 1 mondiale della tecnologia domestica è tornato alla carica per l’acquisizione di Electrolux, acquisizione – o joint-venture come seconda opzione – che potrebbe chiudersi, secondo fonti affidabili, entro l’anno. Nessuna comunicazione ufficiale ovviamente ma, come già è accaduto in passato, voci e commenti da parte di manager ed esperti del settore.

Electrolux, la prima proposta nel 2023

Il primo contatto ufficiale era partito – come FIRSTonline aveva anticipato nel febbraio 2023 – il 9 maggio dello stesso anno, con una proposta d’acquisto al vertice svedese, che poi era stata provvisoriamente messa in stand by nel giugno dello stesso anno. Una decisione dovuta all’impossibilità di soddisfare alcune richieste di Electrolux, prima di tutto quel che riguarda l’importo della transazione, ma anche per le garanzie sulle fabbriche, la governance e per la forte opposizione del governo Usa oltre che della Whirlpool, poiché Electrolux è presente in Usa con quote importanti, fabbriche e brand (Frigidaire).

Electrolux, coreani fuori gara?

In gara per aggiudicarsi quello che – nonostante le ricorrenti crisi di mercato, la guerra dei prezzi e delle promozioni e gli elevati costi di produzione – era ed è considerato un gruppo industriale di forte valore c’erano anche i coreani. Peraltro ora probabilmente fuori gioco, per le difficoltà dei mercati mondiali dei chip e dell’elettronica di consumo.

Midea in grande crescita

Midea ha chiuso il 2025 con una crescita del fatturato del 12 per cento dopo un primo trimestre a +16 per cento, con conti in ordine, grandi dividendi e una quota di export che ha superato il 43 per cento ma con brand privi del necessario glamour commerciale. Dispone da anni di immense risorse finanziarie e con una oculata strategia ha investito in acquisizioni differenziate di fabbriche e brand, dai robot al clima alle energie alternative (con l’italiana Clivet è prima in Europa). Electrolux apporterebbe, oltre ad un primato mondiale in ecosostenibilità di tutta la sua filiera, marchi di notorietà mondiale, compresa anche l’americana Frigidaire.

Electrolux ha migliorato i conti e le strategie

Che è poi quello che, nel corso delle trattative poi interrotte, era emerso: il prezzo della transazione richiedeva una vera e propria rivoluzione del gruppo svedese, con rilancio dei brand di valore come Aeg, essendo quello della casa madre non sufficientemente affermato, chiusura di siti non competitivi (due in Ungheria, uno in Usa nonostante investimenti recenti, uno recentissimo in Cile anche questo oggetto di investimenti). Riduzione progressiva dei costi e dei dipendenti e ingenti risorse destinate a rendere più automatizzati gli impianti con gioielli industriali in Italia. E poi un ricorso in aumento ad acquisti di elettrodomestici cinesi entry level per reggere la competizione del made in China di basso costo e spesso non di qualità. Ma è stato soprattutto un deciso cambiamento strategico, con nuovi manager e Ceo, alcuni dei quali parlano il mandarino, a far sì che Electroux migliorasse i conti.

Electrolux e i giganti cinesi

Nel 2025 la crescita del fatturato è stata quasi del 4 per cento, con un miglioramento del reddito e del margine operativo e una netta riduzione dei costi. E poi ci sono due fattori importanti: l’aumento esponenziale dei costi della logistica dalla e per la Cina (la guerra avrà a lungo pesanti conseguenze) che renderà probabilmente difficile progressivamente i giganteschi flussi di merci di basso prezzo in Europa. Inoltre da tempo il partito e il governo cinesi fanno pressione sui giganti cinesi affinché investano non solo nell’acquisto di brand ma anche di fabbriche per evitare che l’invasione delle loro merci provochi – come sta accadendo – inevitabili contraccolpi politici e commerciali. Come per esempio il Golden Power per proteggere, ad esempio in Italia, fabbriche e occupazione.

Sindacati, Ficco (Uilm): “Chiederemo al Governo garanzie”

Come reagirebbero i sindacati se la news venisse confermata? Abbiamo chiesto a Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, un rapido commento: “Il Golden power può e deve essere esercitato nell’esclusivo interesse nazionale a prescindere dalle contingenze – risponde Ficco a FIRSTonline – In caso di eventuale cessione di Electrolux chiederemo quindi al Governo di pretendere garanzie industriali e occupazionali per l’Italia”.