“per un centrodestra più largo possibile”Il leader della Lega attacca il Generale, ma non esclude un’intesa per le elezioni politiche
Christian Gaole 8 Settembre 2026 alle 11:53
(a patto che Futuro Nazionale si comporti da alleato e non presti il fianco al centrosinistra)
Matteo Salvini attacca Roberto Vannacci, ma non chiude la porta. È questo il dato politico più significativo emerso due giorni fa a Verona, dove il leader della Lega ha archiviato i malumori interni al Carroccio e ha iniziato, di fatto, la lunga campagna verso le prossime elezioni politiche. Il passaggio è netto. Salvini accusa il Generale di votare «con la sinistra e contro il centrodestra», ma subito dopo aggiunge: «Noi lavoriamo per un centrodestra più largo possibile». Una critica dura accompagnata dalla scelta di non rompere definitivamente i rapporti con Futuro Nazionale.
È qui che si gioca la vera partita. Le amministrative saranno un primo banco di prova, ma il tema è nazionale: quale sarà il perimetro della coalizione del centrodestra e soprattutto quanto potrà essere largo quel perimetro senza perdere una comune capacità di governo? La questione Vannacci va letta dentro questa prospettiva. Il Generale ha scelto di costruire uno spazio autonomo, sottraendosi alla logica di una destra interamente raccolta dentro i partiti tradizionali e Salvini, che in passato aveva puntato proprio su Vannacci per allargare il consenso della Lega, oggi ne contesta le scelte politiche. Ma non arriva al punto di considerarlo incompatibile con il futuro del centrodestra.
Il leader del Carroccio non sta affermando che Vannacci non appartenga alla destra, ma che oggi non si comporta da alleato. E lascia intendere che il giudizio potrebbe cambiare se mutasse il quadro politico. Per le prossime elezioni questo significa che il rapporto tra Lega e Futuro Nazionale potrebbe diventare uno dei nodi principali nella costruzione della coalizione. Non soltanto per una questione di numeri, ma perché Vannacci rappresenta un elettorato che si colloca nello stesso campo e che può essere contendibile. Una corsa separata potrebbe moltiplicare le identità e aumentare la rappresentanza, ma potrebbe anche frammentare il consenso. Un accordo, al contrario, allargherebbe il perimetro della coalizione, ma imporrebbe di trovare un equilibrio tra posizioni diverse.