Calo produttività e nascite, Concorrenza distributori non è sleale.
30.9.2026 vai estratti da il foglio.it lettura 3’
errori di calendario
Anche la data del congresso di Salvini è una farsa
Le date scelte dal segretario coincidono con il Festival delle regioni di Firenze, dove sono attesi i grandi nomi della Lega. E' l'ennesima mancanza di attenzione…estratti
diCarmelo Caruso 30 SET 26
•Nel Pd
I “bolli” di Schlein. Cambia statuti e mette bandi. Oltre Gori teme che anche Pacini possa insidiarla alle primarie
Oggi la riunione della segreteria per la proroga del mandato e ottenere lo stop a qualunque altra candidatura dem alle primarie di coalizione, a partire da quella dell'ex sindaco di Bergamo. Ma se Schlein si candidò, in violazione dello statuto, da non iscritta, come si può ora vietare un'altra candidatura che invece lo Statuto rende possibile? Per la segretaria la Carta del Pd non è come la Costituzione: si può cambiare all'occorrenza
diCarmelo Caruso 30 SET 26
- L'analisi
C’è uno scontro serio tra Orsini e Meloni sulla definizione di artigiani
Dalla nuova bozza uscita dal Mimit sembrerebbe che il governo voglia dare la possibilità alle aziende artigiane di crescere di dimensione. Però in questo modo per Confindustria si costruisce per legge “una zona grigia” in cui un’impresa è industriale quando compete sul mercato e diventa artigiana quando deve sostenere costi e obblighi estrattp diDario Di Vico
Il vincolo di bilancio
Inflazione, tassi in aumento e debiti elevati. C’è un nuovo regime macroeconomico
Per ridurre il debito servono anni, una strategia credibile e soprattutto crescita economica. Ma in vista della campagna elettorale cominciano a comparire promesse di nuove spese o riduzioni di imposte, mentre le coperture tendono a essere assai meno visibili
diGuido Ascari e Riccardo Trezzi .estratto
la manovra
La prossima legge di Bilancio deve affrontare il fiscal drag
Il drenaggio fiscale resta un problema. Per ora il governo discute sull'allargamento dell'aliquota Irpef del 33 per cento, senza sterilizzare il meccanismo alla radice
diMarco Leonardi e Leonzio Rizzo
L'analisi
La ricetta dell’Upb contro il calo demografico e della produttività
Sempre meno occupati, investimenti deboli e produttività stagnante. Serve invertire la rotta per evitare l’Italia dello zero virgola per almeno il prossimo decennio diDavide Mattone
La concorrenza sui distributori non è sleale
Eni, Ip e Q8. Il price cap crea distorsioni ma la concorrenza porta innovazioni. Scenari
diRedazione 30 SET 26
Il price cap annunciato da Eni, a cui si sono accodate Ip e Q8, ha suscitato le comprensibili ire dei gestori indipendenti: dovendo acquistare il carburante sui mercati all’ingrosso dove non è prevista alcuna agevolazione, si trovano impossibilitati a pareggiare i prezzi delle imprese verticalmente integrate. Hanno ragione a dire che c’è un fondo di ingiustizia in questa situazione; ma a volte è la vita stessa a essere ingiusta. Le cosiddette pompe bianche, negli anni scorsi, hanno svolto un ruolo fondamentale nello smuovere la foresta di pietra della distribuzione dei carburanti. Entrando sul mercato, hanno rotto equilibri consolidati e aggredito una rendita pluridecennale: tant’è che i prezzi italiani, che storicamente erano superiori alla media europea anche al netto delle tasse, adesso sono invece inferiori se si esclude la componente fiscale. Oggi si trovano spiazzati perché, se scendessero ai livelli del price cap Eni, finirebbero per operare in perdita senza poter compensare con profitti in altre fasi della filiera. Ma questo non significa che siano condannati, anzi.
La concorrenza non è solo prezzo: è anche innovazione e servizio. Ed è probabile che la nuova congiuntura aprirà scenari potenzialmente nuovi. I giornali di ieri mostravano l’assalto alle stazioni Eni, con lunghe code per fare il pieno e riserve esaurite. Ciò suggerisce che accanto a quei clienti per cui il risparmio vale più del tempo impiegato nell’attesa o nella ricerca di una stazione ancora operativa, ve ne sono altri disposti a spendere un po’ di più per saltare la coda. In un certo senso, l’operazione messa in atto da Eni, Ip e Q8 divarica il mercato in due: quelli che danno più valore al tempo e quelli che prediligono minimizzare la spesa. La concorrenza richiede inventiva e dinamismo; quasi mai è gentile con chi non coglie i cambiamenti o non riesce a tenere il passo. L’iniziativa del price cap volontario sui listini è la risposta a una congiuntura straordinaria: anche i gestori indipendenti devono capirne le ragioni e, se non possono battere le multinazionali sul loro stesso terreno, cercare un diverso angolo di competitività.