palestinismo (definizione perfetta) è diventato una religione totalitaria
1 OTT 26 lettere Direttore ilfoglio.it lett.2’
Al direttore - Avendo letto delle presunte dichiarazioni di Bardella, intrise del più trito antisemitismo, mi sono messo nei panni di un ebreo francese in vista di un eventuale ballottaggio nella primavera 2027 tra il Rassemblement national e La France insoumise. Il pensiero che oggi, a differenza che negli anni Trenta, esista uno stato ebraico mi ha rassicurato.
Giulio Franchi
Tutto vero. Con un elemento paradossale. Forse per ragioni di furbizia, forse per ragioni di opportunità, forse per ragioni di realismo, di certo non per ragioni ideali, oggi l’antisemitismo trova più sponde tra gli estremi della sinistra che tra gli estremi della destra. Con la differenza però, come scrive oggi Maurizio Crippa, che la sinistra si accorge dell’antisemitismo solo quando ce n’è uno a destra, non quando ce n’è uno strisciante a sinistra.
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Al direttore - Ottimo il suo articolo di ieri sul caso Garlasco, ma forse manca una riflessione, rilevante nel nostro malandato sistema giudiziario. Non le sembra che anche questo processo, con due assoluzioni ribaltate nelle impugnazioni, dimostri chiaramente che l’asticella della certezza giudiziale “al di là di ogni ragionevole dubbio” stia troppo in basso nell’accertamento penale italiano? Stasi non andava condannato non perché innocente ma perché il dubbio sulla sua colpevolezza era ragionevole, più della condanna. Dal poco che si capisce dalla baraonda mediata che lo caratterizza, anche il processo a Sempio pare privo di solidi basi probatorie. Dovremmo imparare ad accettare che fare giustizia significa anche non essere riusciti ad avere abbastanza per privare una persona della libertà personale, dopo ovviamente avere fatto tutto il possibile e al meglio.
Gaetano Giannì
Sottoscrivo. Il processo Stasi è un processo che rasenta il ridicolo perché qualunque persone assolta due volte non può essere condannata oltre ogni ragionevole dubbio. Sarebbe utile però una volta riconosciuta l’anomalia del processo Stasi rendersi conto che per denunciare un processo che fatica a stare in piedi non è necessario usare contro gli altri sospettati lo stesso metodo del processo sommario usato negli anni contro Stasi.
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Al direttore - Il professor Gaetano Azzariti è fermamente convinto che il ddl contro l’antisemitismo sia in grado di soffocare il dissenso, ragion per cui, intervistato da Repubblica, ha preso posizione netta contro il “rischio reale di una compressione della libera manifestazione del pensiero”. E va beh, ognuno la pensa come vuole, chi siamo noi per giudicare, eccetera eccetera. Se non fosse che a una domanda sull’innegabile antisemitismo di ritorno, il costituzionalista ha dato la risposta che non ti aspetti (o forse sì): “C’è una recrudescenza del razzismo generalizzato, sì. Contro cittadini ebrei, contro islamici. Mi verrebbe da dire contro i ‘diversi’ in generale”. E qui siamo dalle parti di Whoopi Goldberg (“l’olocausto non riguarda la razza, si tratta della disumanità dell’uomo nei confronti di un altro uomo, non si tratta di razza perché sono due gruppi di persone bianche”), se non, addirittura, di Francesca Albanese. Beh, prima delle “sincere scuse”, ça va sans dire.
Luca Rocca
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Al direttore - Ho avuto conferma, direttore, che nella vita non si deve mai dire mai. Non avrei mai ritenuto possibile apprezzare e condividere le parole di Donatella Di Cesare. Ma quando la filosofa afferma che il palestinismo (definizione perfetta) è diventato una religione totalitaria non posso che dirmi d’accordo. E chiedere dove si firma.
Giuliano Cazzola