Electrolux, nuovo piano: 1.250 uscite volontarie e 90 milioni di investimenti. Urso:

Categoria: Locali

“Intesa entro fine ottobre”.. 600 operai e 650 impiegati. L’azienda ha assicurato che si tratterà di uscite volontarie e incentivate, senza licenziamenti

Simone Masetto lunedì, 5 Ottobre 2026 qdpn.it lettura5’

Sono 1.250 le uscite previste in tre anni dal nuovo piano presentato da Electrolux al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy: 600 operai e 650 impiegati. L’azienda ha assicurato che si tratterà di uscite volontarie e incentivate, senza licenziamenti. Sul fronte industriale sono previsti inoltre 90 milioni di euro di nuovi investimenti nel prossimo triennio, per circa tre quarti destinati al lancio di nuovi prodotti.

Sono questi i principali elementi emersi dall’incontro al Ministero, aperto dal ministro Adolfo Urso, che ha indicato la fine di ottobre come momento decisivo per arrivare a un’intesa sul futuro del gruppo in Italia.

“Il 29 ottobre è necessario raggiungere l’intesa su un piano sostenibile – ha affermato Urso –. Sono stati fatti passi avanti in Europa sul settore insieme ad altri Paesi. Mi aspetto un nuovo piano da Electrolux”. Il ministro ha inoltre annunciato incontri preparatori e riunioni ristrette nelle prossime settimane.

Electrolux ha ricordato di aver investito circa 600 milioni di euro negli ultimi anni in Italia. Il nuovo piano aggiunge altri 90 milioni nel prossimo triennio e punta in particolare sui nuovi prodotti e sulla meccatronica.

Resta aperto il nodo dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche. Il sito non chiuderà alla fine dell’anno, ma l’eventuale uscita dal perimetro Electrolux avverrà gradualmente e attraverso politiche di incentivazione. Parallelamente proseguirà, con il sostegno delle istituzioni e di Invitalia, la ricerca di un possibile acquirente e di un progetto di reindustrializzazione.

Critica la Fiom Cgil: “Una struttura organizzativa industriale si basa su strutture commerciali, produttive e di ricerca e sviluppo: 650 esuberi che gravano sul primo e sul terzo punto non permettono di reggere neanche l’aspetto produttivo” ha sottolineato il segretario generale della Fiom Cgil nazionale, Michele De Palma.

“Bene che si parli di volontarietà nelle uscite incentivate e non di licenziamenti – ha aggiunto –. Ma a noi interessano l’occupazione e la continuità industriale oltre il perimetro citato. Contiamo di poter modificare il nuovo piano presentato nei prossimi incontri”.

Secondo De Palma è necessario inoltre conoscere nel dettaglio gli eventuali sostegni pubblici: “Serve che ci siano tutte le carte sul tavolo, inclusi gli aiuti ministeriali, oltre alla consapevolezza che i tempi dell’Unione europea non sono quelli del tavolo: c’è una differenza temporale da gestire”.

Forte preoccupazione è stata espressa anche dalla Regione Marche, che ha chiesto il mantenimento di Cerreto d’Esi all’interno del gruppo Electrolux e il rilancio dello stabilimento, opponendosi a una prospettiva di deindustrializzazione.

L’Emilia-Romagna ha invece riconosciuto un avanzamento rispetto al precedente piano, definito irricevibile, pur sottolineando la necessità di chiarire cosa significherà concretamente la volontarietà delle uscite. Centrale anche il tema della permanenza in Italia delle competenze ingegneristiche e strategiche: il gruppo, è stato sottolineato, non può conservare nel Paese soltanto la produzione.

 

Al tavolo per il Veneto era presente un funzionario regionale. La Regione ha valutato positivamente la previsione di uscite volontarie, evidenziando però come restino da approfondire sia i numeri sia il destino delle competenze e dei prodotti che continueranno a essere realizzati negli stabilimenti italiani. Il Veneto ha inoltre confermato la disponibilità di strumenti regionali a sostegno del piano.

Analoga la posizione della Lombardia, che ha ribadito la centralità dello stabilimento di Solaro e la disponibilità a intervenire con strumenti regionali, anche sul fronte degli investimenti energetici. Dalla Regione è arrivata anche la richiesta di non discutere soltanto delle uscite, ma di affrontare in prospettiva anche il tema delle nuove entrate. La Lombardia ha condiviso inoltre la preoccupazione espressa da De Palma rispetto al rischio di mantenere in Italia un apparato produttivo privo di una struttura adeguata sul fronte della ricerca, dello sviluppo e delle competenze.

Nella replica, Electrolux ha ribadito un punto: “Volontarietà è volontarietà. No licenziamenti”. L’azienda ha spiegato che il piano verrà illustrato più dettagliatamente nei prossimi incontri e ha confermato la permanenza in Italia delle attività di ricerca e sviluppo, pur prevedendo interventi di efficientamento e una maggiore regionalizzazione a livello europeo.

Sul fronte occupazionale, tuttavia, al momento non vengono prospettate nuove assunzioni. “Parlare ora di assunzioni è anacronistico. Non c’è possibilità” è stato chiarito dall’azienda, che ha confermato la presenza di contratti a termine.

Per Cerreto d’Esi sarà invece previsto un tavolo separato rispetto al resto del gruppo. Electrolux intende illustrare nel dettaglio lo sforzo che sta compiendo per arrivare alla reindustrializzazione del sito, confermando la ricerca di una soluzione alternativa per lo stabilimento.

L’azienda ha inoltre chiarito che in Italia resteranno i prodotti in grado di garantire margini adeguati e che possono essere realizzati con livelli sufficienti di efficienza e produttività. Gli investimenti saranno sempre più orientati anche alla meccatronica e alle nuove tecnologie.

Sul fronte della ricerca e sviluppo, Electrolux ha confermato la presenza in Italia, spiegando però che anche questo settore sarà interessato da un processo di efficientamento, con un’organizzazione sempre più impostata su scala europea.

“Oggi abbiamo fatto passi avanti grazie a tutti e anche grazie al ministro per gli impegni verso l’Unione europea” ha sottolineato l’azienda, ribadendo che quello presentato è un nuovo piano che sarà dettagliato nei prossimi incontri.

L’obiettivo è arrivare a una definizione del piano prima del 6 novembre, data considerata particolarmente importante per il board mondiale del gruppo.

A chiudere il confronto è stato ancora Urso. “Siamo di fronte a un nuovo piano”, ha affermato il ministro, ringraziando l’azienda e parlando della possibilità di “vedere la luce in fondo al tunnel”.

Le prossime settimane, secondo il ministro, saranno fondamentali anche in Europa sul fronte della concorrenza. L’obiettivo del Governo è che il confronto sul nuovo piano porti a una responsabilità comune e consenta al management di presentarsi al board mondiale di Electrolux con una proposta in grado di far uscire l’Italia dalla logica dei tagli industriali.

Sono previsti ora ulteriori confronti con le istituzioni regionali e locali per verificare, in sede tecnica, gli strumenti e le risorse che potranno essere messi a disposizione.

“Contiamo di avere buone nuove a fine mese” ha concluso Urso.

Per lo stabilimento trevigiano, dove il piano prevedeva in termini di esuberi oltre 420 posizioni coinvolte tra operai e impiegati, il superamento delle uscite unilaterali rappresenta un cambio di passo, ma non ancora una soluzione. A Susegana resta infatti indispensabile garantire continuità produttiva, livelli occupazionali, investimenti e prospettive industriali solide.

“La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, anche da Susegana, ha imposto il rispetto della dignità del lavoro e delle persone e ha ottenuto il ritiro dei licenziamenti unilaterali. È un risultato importante, ma non è il punto di arrivo – dichiara Manuel Moretto, segretario generale della FIOM CGIL di Treviso –. Ora si apre una fase nella quale è possibile discutere davvero un nuovo piano industriale. Per Susegana chiediamo garanzie vincolanti sul mantenimento delle produzioni, dell’occupazione e delle competenze, oltre a nuovi investimenti e a un rafforzamento della ricerca e sviluppo”.

“Le uscite dovranno essere esclusivamente volontarie e incentivate, accompagnate da un percorso di rigenerazione occupazionale che preveda nuove assunzioni in sostituzione di chi lascia. Non accetteremo che la transizione si traduca in un progressivo svuotamento dello stabilimento trevigiano o in un aumento insostenibile dei carichi e dei ritmi di lavoro – prosegue Moretto –. Servono strumenti pubblici straordinari, dai contratti di sviluppo al sostegno alla riduzione dell’orario e alla formazione, per sostenere l’innovazione e difendere la filiera italiana dell’elettrodomestico”.

La FIOM CGIL di Treviso ribadisce che la vertenza Electrolux non può essere affrontata stabilimento per stabilimento, né scaricando il peso della riorganizzazione su lavoratrici e lavoratori. La salvaguardia di Cerreto d’Esi, la tenuta di Susegana e il mantenimento della presenza industriale di Electrolux in Italia sono parti della stessa battaglia.

“La risoluzione positiva della vertenza è possibile solo se il nuovo piano garantirà tutti gli stabilimenti, i volumi produttivi e l’occupazione. Il Governo deve accompagnare il confronto con interventi concreti e vincolanti: Susegana non può essere lasciata sola e non può essere privata del proprio futuro industriale – conclude Manuel Moretto –. Al prossimo incontro del 29 ottobre porteremo le nostre osservazioni e verificheremo se le dichiarazioni di oggi saranno tradotte in impegni effettivi”.

(Autore: Simone Masetto)

(Foto: Mimit)

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