Lettere al Direttore Il Foglio 27.9.2016

Categoria: Rubriche

Le novità al Foglio non sono solo il lunedì (3 ottobre, segnato?).Raggi, stasi economica Ferrovie dello Stato fare impresa investimenti

1-Al direttore - La grande muraglia ticinese.

Giuseppe De Filippi

2-Al direttore - Dice bene Lei, caro direttore: fare appassire il salvinismo. Ma come si fa se la destra moderata, come tutte le destre moderate claudicanti e assonnate dell’occidente, il Pp europeo in testa, non leva un dito, quando non approva, contro il modo in cui viene gestita l’invasione (non sarà corretto ma, e indesiderata tranne che dalle onlus che devono pur campare, invasione è, caro Cerasa) in Europa e soprattutto in Italia? Come si fa a far tacere le giustificate pulsioni reattive di una parte della gente, non voglio discutere qui se a torto o a ragione? E il renzismo potrà pure appassire, ma per il grillismo che poggia sui peggiori immodificabili istinti dell’ochlos, della moltitudine di tricoteuses, dubito ci possano riuscire Berlusconi o Parisi. Specie se ci vanno a braccetto. Se poi vince il no, Parisi e Berlusconi si beccheranno tutta una serie di quei gesti dell’ombrello che hanno reso Grillo famoso.

Franco Bolsi

3-Al direttore - Sebbene non sia stata affatto intenzione voluta dell’uno o dell’altra, ma casuale e ravvicinata coincidenza di eventi, nondimeno l’ad di Ferrovie dello Stato, ing. Renato Mazzoncini, e il sindaco di Roma, avv.ssa Virginia Raggi, hanno dato in questi giorni a non pochi di noi la possibilità di operare una comparazione tra due Italie inconciliabili fra loro: il primo, con l’intervista esclusiva rilasciata al Foglio (20/09 u.s.) intorno ad alcune linee del prossimo piano di sviluppo industriale del gruppo FS; la seconda, con la conferenza stampa sul no alla candidatura della città per l’Olimpiadi del 2024. Ebbene, quella di Mazzoncini a me pare un’Italia che guardi e sfidi il futuro, animata da una visione aperta del fare impresa, crescita, investimenti: “Questo paese ha grandi risorse e grandi capacità… ha urgente bisogno di liberare le proprie energie…”, dandosi “… da fare per vivere non sulla base di una rendita ma di un progetto industriale che guardi a un futuro il più possibile lontano”. Quella di Raggi (e anche di altre forze e protagonisti politici e culturali, per la verità) è invece un’Italia della stasi economica e sociale, della decrescita, della paura del rischio e del “mondo che verrà…”, dell’armonia ideologica e dell’equilibrio intoccabile – dunque mortifero – dell’ambiente storico e naturale; della via penale e vendicativa alla giustizia distributiva opposta alla ricerca creativa delle risorse economiche per lo sviluppo e del loro scambio razionale. E tanti altri confronti comparativi possono farsi in proposito. Per questo, credo che lo stesso referendum costituzionale non possa essere ridotto a una pura contesa tecnico/istituzionale, ma si carichi oggettivamente di un valore fondativo di più ampia portata: sarà un sì o un no al futuro della nazione.

Alberto Bianchi

4-Al direttore - In tema di Olimpiadi e di grillini, mi pare davvero inutile prendersela con la Raggi e con Grillo. La prima è un avvocato di piccolissimo calibro che non sapendo dirigere dà quel pochissimo che ha e il secondo è un comico che, comicamente, si è trovato ad avere un ruolo considerevole nella politica del paese e non sa come girarsi, perché difetta di base intellettuale. I veri colpevoli sono i cittadini che li votano, gli italiani che tifano per loro: italiani di poco valore, con poca voglia di lavorare e senza capacità di guardare lontano, limitandosi a pensare al tempo libero e a evitare le responsabilità. Quindi poche speranze nel medio termine.

Alberto Savoini

5-Al direttore - Ho letto nel suo articolo del 25 settembre che dal prossimo numero del lunedì il Foglio cambia. Non ci faccia preoccupare!

Luca Martini

Faremo un giornale unico, monografico, concentrandoci su un tema, raccontando tutto di quel tema e facendo ruotare il numero attorno a un unico grande articolo. Un’inchiesta. Una storia. Un reportage. Una campagna. Daremo spazio al cosiddetto longform journalism: articoli lunghi e di grande respiro. Ci saranno molte chicche e molti numeri che non conoscete. Ci sarà il meglio della settimana in Italia (premio “Non è giornalismo”). Ci saranno due pagine dedicate al meglio della stampa straniera, con quello che non troverete selezionato dagli amici di Internazionale. Ci sarà questo e molto altro. E ci saranno, non solo il lunedì, altre novità che vi diremo presto – dal primo novembre, per esempio, il Foglio ha deciso di inviare Michele Masneri per alcuni mesi a San Francisco, Silicon Valley, per raccontare come si vive, cosa succede e chi sono i protagonisti, italiani e americani, del nuovo centro dell’economia mondiale, tra Facebook, Google, app, startup, auto che si guidano da sole. Vedrete, vi faremo divertire.