ANDREA'S VERSION. La lezione di Lucio Dalla a Zingaretti

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Il candidato leader dell'opposizione chiamerà la campagna per la segreteria "Piazza Grande". Non dimentichiamoci di "Disperato erotico stomp"

di Andrea Marcenaro 31 Agosto 2018 alle 18:14 www.ilfoglio.it

Commenti 2

Un’intervista finalmente emozionante, ricca, adeguata. La sensazione commovente che l’opposizione al disastro nazionale, così sbandata, tanto rassegnata fino a ieri, abbia trovato il suo leader. Sollecitato da Giovanna Casadio di Repubblica, Nicola Zingaretti ha convinto. In questa Europa assalita dai nazionalismi e dalle paure aggressive, egli ha individuato immediatamente il pericolo principale: Macron e le sue viscide élite. Ha capito al volo che i tempi pretendono una cosa sopra ogni altra: l’unità a sinistra. Ha attaccato senza tentennare il leaderismo solitario dei Renzi. Ha evitato, dando prova di una sensibilità politica di cui si era persa memoria, di indicare il Venezuela di Maduro come riferimento ideale e di programma. Ripartirà dai deboli, dai poveri, ancorerà il partito alle periferie più disperate. Nazionalizzare? Attenzione a privatizzare, ha trovato la vèrve per rispondere lui. Vecchia scuola, però scattante, viva. “Piazza Grande”, così chiamerà la campagna che lo proietterà verso la segreteria. Piazza Grande, come Lucio Dalla. Il quale, mai dimenticarlo, con “Disperato erotico stomp” aveva poi voluto ricordare a tutti, forse perfino a Zingaretti, di quella notte in cui aveva girato e rigirato senza costrutto per Piazza Grande a caccia di eccitanti avventure. Alla fine era tornato casa. Rimasto in mutande, si era steso sul divano, e chiusi un poco gli occhi, dolcemente, intendiamoci, molto dolcemente, aveva fatto partire la sua mano.

p arodip

31 Agosto 2018 - 20:08

Eccelso!

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Rispondiniky lismo

31 Agosto 2018 - 18:06

Facile, assai facile bollare come masturbazione tutto quanto arriva dal PD, da chiunque abbia un legame col PD, dato che il PD ha scelto di suicidarsi. Qualunque strategia di ripresa è sbagliata, qualunque ipotesi di riscatto è velleitaria, qualunque idea è risibile perché viene fuori dal PD. Non voto il PD ma mi sembra un esercizio sciocco, oltre che inutile e, per l'Italia tutta, controproducente. Semmai dovremmo tutti auspicare una sinistra e una destra che sappiano uscire dal pantano, darsi una cultura (anzi due), una prospettiva politica (due), un'idea di società (due), etc. Marcenaro mi perdoni, non riesco a ridere della sua ironia neanche solleticandomi le ascelle...