Medaglie, premi e sponsor a Milano-Cortina 2026:

Categoria: Sport

da Brignone a Leerdam, quanto può arrivare a valere un oro olimpico

19.2.2026, 15:29 | di Redazione FIRSTonline.info lett4’

Medaglie olimpiche a Milano-Cortina 2026: quanto valgono con il rally di oro, argento e rame; quanto guadagna chi conquista il podio; come si moltiplica il valore d’immagine di un atleta con gli sponsor. Le spese per il Coni

Medaglie, premi e sponsor a Milano-Cortina 2026: da Brignone a Leerdam, quanto può arrivare a valere un oro olimpico

Le più costose dell’era moderna per quel che riguarda il valore intrinseco dei metalli preziosi, tanto da superare – per la prima volta – la soglia dei 1.000 euro. Di che si tratta? Delle medaglie delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. A far da traino è il rally costante di oro, argento e rame.

Sulla base dei prezzi spot registrati all’apertura delle Olimpiadi invernali, infatti, la medaglia che contiene solo 6 grammi di placcatura in oro su una base di argento e rame – presenta un valore di fusione stimato pari a 1.678 euro, vale a dire il doppio rispetto a Parigi 2024 e quasi sei volte superiore a Torino 2006.

Medaglie: quanto valgono con il rally di oro, argento e rame

Il calcolo è stato effettuato dalla piattaforma di trading e di investimenti eToro: “Le medaglie di quest’anno segnano un primato strutturale: diventano sempre più un riflesso diretto dell’andamento delle materie prime”, osserva Gabriel Debach, market analyst di eToro. Debach spiega che “con i suoi 506 grammi, l’oro dei Giochi Invernali 2026 è tra i più preziosi mai realizzati pur non trattandosi della medaglia più pesante, primato che resta a PyeongChang 2018 con 586 grammi”. Questo perché “il valore di fusione è determinato dal mercato, non dal marketing”.

Il confronto con Torino 2006 appare poi impietoso: in 20 anni l’oro – in euro – è salito di oltre otto volte e l’argento più di sette. Dinamica simile ha seguito la medaglia d’argento: 500 grammi quasi interamente in metallo puro, per un costo attuale di circa 896 euro. Anche in questo caso si tratta di un massimo storico. Infine il bronzo: 420 grammi di lega rame-zinco, che vale circa 4,5 euro, comunque tra le cifre più elevate degli ultimi vent’anni.

Medaglie, quanto cresce il valore di immagine con gli sponsor

Oltre al valore intrinseco dei metalli, poi, vale la pena stimare il ritorno economico di una vittoria sul podio. Quest’anno, ad esempio, le Olimpiadi vantano tra i protagonisti di spicco l’italiana Federica Brignone la quale, eguagliando Alberto Tomba, ha vinto la sua seconda medaglia d’oro, trionfando anche nel gigante femminile pur arrivando da un infortunio. Ebbene, la seconda medaglia d’oro le raddoppia il premio Coni. Da sola, vale 180 mila euro, ma per due fanno 360 mila euro.

Ma non è tutto visto che, a seguire, vanno tradotti in cifre anche gli sponsor: nello sci alpino, infatti, il vero money maker (è la regola aurea) non sono i premi di gara ma la crescita di valore dell’immagine. E dunque, secondo stime indipendenti di società come McKinsey e Deloitte (cifre ufficiali pubbliche non ve ne sono), un oro ai giochi invernali vale circa un milione di euro considerando le entrate (e i loro incrementi) che arrivano proprio dagli sponsor.

Medaglie, il caso Leerdam e la Nike

Un caso che ha campeggiato sui media è quello che riguarda Jutta Leerdam, 27 anni, pattinatrice olandese di velocità sul ghiaccio, vincitrice della medaglia d’oro nei 1000 metri e d’argento sui 500. Lunedì scorso, dopo il nuovo record olimpico, Leerdam ha abbassato la cerniera della tuta mostrando al mondo intero la biancheria intima bianca marchiata Nike. Le immagini sono presto finite sulle pagine dei giornali e sui siti web di tutto il mondo e anche la Nike le ha postate sul proprio account Instagram da quasi 300 milioni di follower. Ebbene, Meindert Schut, caporedattore della rivista economica Quote, ha dichiarato che Leerdam – 6,2 milioni di follower sempre su Ig – potrebbe guadagnare circa 62.000 euro per ogni post che porti visibilità alla Nike.

Medaglie, gli effetti economici dell’oro per Brignone

Tornando all’Italia, in termini di marketing la seconda vittoria di Brignone (che ha pure creato un proprio marchio “La Tigre”) vale potenzialmente altri milioni di euro nel medio-lungo periodo, grazie a sponsor, bonus e visibilità. Vincere un oro, insomma, porta con sé ulteriori effetti economici: in molti casi si traduce in milioni extra nei 2-4 anni successivi perché i trionfi olimpici aumentano l’audience tv, la vendita dei biglietti e l’interesse dei partner commerciali.

E proprio i suoi sponsor – è stato ricordato sul Corriere della Sera – non l’hanno mai abbandonata, neanche quando pochi mesi fa ha subito un infortunio shock. A partire dallo storico partner Banca Generali per proseguire con i suoi fornitori tecnici quali Rossignol (sci), Lange (scarponi) e Level (guanti da neve) più altri marchi come Grana Padano, Caffè Borbone, Acqua Dolomia ed Estée Lauder.

Medaglie, quanto costano per il Coni?

Ma quanto si stanno rivelando dispendiose per le casse del Coni (Comitato olimpico italiano) i giochi di Milano Cortina? Stando ai conti abbozzati a metà manifestazione, le 22 medaglie, gli otto ori, i quattro argenti e i 10 bronzi ottenuti dagli azzurri equivalevano già a premi per 4 milioni e 920mila euro. Il Coni ha voluto corrispondere un premio integrale – 180mila per il metallo più pregiato, 90 per il secondo posto e 60mila per l’ultimo gradino del podio – a tutti coloro che hanno concorso alla conquista del podio: se la vittoria è di “squadra” il conto sale. Le 22 medaglie si sono già tradotte in 48 bonus. Anche Francesca Lollobrigida, con due ori, ha portato a casa un assegno di 360 mila euro.