Così in Libia le forze speciali americane e italiane agiscono secondo lo stesso piano

La strategia prevede squadre delle forze speciali schierate sia a Misurata, dove risiede il grosso del potere militare del premier Fayez al Serraj, sia a Bengasi, dove invece comanda il generale Khalifa Haftar.

Membri del Nono reggimento d’assalto “Col Moschin”

di Daniele Raineri | 14 Maggio 2016 ore 06:18 Foglio

Nessuno lo ammette ma la Gran Bretagna uscirà dalla Ue col prossimo referendum

 Financial Times o dell'Economist, prevedono che, alla fine, avrà la meglio la scelta di restare in Europa.

 di Pierluigi Magnaschi Italia Oggi 13.5.2016

Sadiq Khan e gli altri, la carica dei leader musulmani d'Europa

Dal neo sindaco di Londra al conservatore Kamall, passando per le ministre francesi le seconde generazioni conquistano la stanza dei bottoni a forza di messaggi contro l'Islam radicale

di Arianna Sgammotta 11 Maggio 2016 - 06:09 Linkiesta

Sisi è d’accordo con noi per unire la Libia, ci dice il vicepremier di Tripoli

Il sindaco della capitale rifiuta l’intervento italiano: sarebbe impossibile stabilizzare la città. Il problema a est con Haftar

di Daniele Raineri | 11 Maggio 2016 ore 06:18

In Ciad sul lago che non esiste più la trincea dei taleban d’Africa

Boko Haram ha sconfinato. Il governo svuota i villaggi: “Chi resta sarà ucciso”

Profughi nigeriani scappati da Noko Haram a N’Gouboua, in Ciad

10/05/2016 DOMENICO QUIRICO INVIATO A KAYA (CIAD) La Stampa

Qui sul fronte libico

Lo Stato islamico attacca, il governo Serraj reagisce ma è moscio. In attesa dello sblocco con Haftar

Un'immagine diffusa dallo Stato islamico sull'offensiva di Abu Grein

di Daniele Raineri | 10 Maggio 2016 ore 06:18 Foglio

In Francia Valls presenta il suo piano anti jihad

Il primo ministro si intesta ancora una volta la battaglia contro l'islam radicale e contro il buonismo pol. corr. che alimenta la deriva estremista

Commenti 1

di Mauro Zanon | 09 Maggio 2016 ore 15:50

La presidenza americana non è un reality show: e chi l’ha detto?

E’ dal 1960, dallo scontro decisivo in tv tra Kennedy e Nixon, che l’immagine televisiva del candidato fa premio sul resto. Lo stesso Obama, che ora critica la campagna elettorale delle primarie, ha usato i media per il suo nobile racconto afro-americano. E adesso c'è Trump

Donald Trump (foto LaPresse)

di Giuliano Ferrara | 08 Maggio 2016 ore 06:03 Foglio

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