FILIPPO FACCI SULLA MORTE DI ANDREA PAPI, IL RUNNER TRENTINO DI 26 ANNI SBRANATO DA UN ORSO

“LA NOTIZIA È SOLO CHE C’È IL MORTO e due animalismi : UNO CHE AMA LE BESTIE PER POI RECINTARLE, L’ALTRO CHE DÀ LORO LA PRIORITÀ SEMPRE E COMUNQUE

8 Aprile 2023 - 15:57Annarita Digiorgio ilgiornale.it lettura4'

"A DICEMBRE IL GOVERNO MELONI AVEVA TENTATO D’INTRODURRE LA POSSIBILITÀ DI UCCIDERE ANIMALI SELVATICI IN CASO DI NECESSITÀ: MA C’È L’UE CHE VIGILA SULLE SPECIE PROTETTE" – "IL PUNTO PARE LOGICO: DISTINGUERE CHI SIA SOLTANTO UN ANIMALE SPAVENTATO E CHI SIA CARATTERIALMENTE PERICOLOSO…"

Estratto dell’articolo di Filippo Facci per “Libero quotidiano”

La notizia è solo che c’è il morto. Per il resto resiste un animalismo di destra che ha piacere che certi boschi italiani ospitino orsi, lupi, volpi, cinghiali, cerbiatti, camosci, daini, cervi, stambecchi e persino linci: ma, non appena capiti l’incidente, […] vorrebbero recintare l’ecosistema che questi animali condividono con noi e vorrebbero imprigionarli o abbatterli: è il primato dell’uomo.

Ma resiste e prospera anche un chiassoso animalismo di sinistra che ha piacere che certi boschi eccetera (vedasi associazioni come Onpa, Enpa, Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf) ma poi, se capita l’incidente, pazienza, bisogna vedere, non è detto […]: è anch’esso un primato dell’uomo, un altro genere di uomo che si crede in grado di distruggere o ricreare un intero Pianeta, al quale, pure, basterebbe alzare le spalle per spazzarci via e far concludere che lasciarci dirigere il laboratorio delle scimmie antropomorfe è stato sì divertente, ma in definitiva è stata una cattiva idea.

FAUNA SELVATICA

Intanto c’è il morto: un ragazzo che faceva running nel bosco e che involontariamente deve aver spaventato un orso […]Un mese fa […] a Caldes, un altro orso (Mj5) aveva aggredito un escursionista al braccio e alla testa, e il presidente della Provincia, il leghista Maurizio Fugatti, aveva parlato di abbattimento. Va detto che Fugatti da anni fa la parte del cattivo solo perché ogni volta ripete un’ovvietà scambiata per crudeltà: che i forestali sono autorizzati ad abbattere gli orsi pericolosi o che si avvicinino troppo a esseri umani. Poi in pratica non succede quasi mai nulla, a parte un paio di orsi che sono stati imprigionati dopo averne combinata d’ogni.

Va detto che allevatori e albergatori è appunto con Fugatti che si lamentano: e, da tempo, il presidente ha già inviato una nota al governo per informare circa una «fauna selvatica fuori controllo» in Trentino, tanto che a dicembre il governo Meloni aveva tentato d’introdurre la possibilità di uccidere animali selvatici in caso di necessità: ma c’è l’Unione europea che vigila sulle specie protette, e la procedura d’infrazione è sempre in agguato.

[…] Altri attori: una è l’associazione «Life Ursus», che 24 anni fa ripopolò le Alpi con gli orsi presi dalla Slovenia (dove l’estate scorsa ne abbatterono tranquillamente più di duecento) e che secondo Franco Zunino di «Wilderness» sarebbero più cattivelli proprio perché sloveni e non trentini; i quali trentini – gli umani - restano coloro che gli orsi li hanno salvaguardati, curati, monitorati e che risultano essere i maggiori esperti d'Europa […] ma sono anche gli stessi secondo i quali gli orsi si possono anche abbattere - estremo rimedio- perché tenerli in gabbia imbottiti di farmaci è solo peggio: per loro.

Certo, il fondatore di «Life Ursus» Andrea Mustoni magari esagera, sostiene addirittura che l’orso non sia un animale carnivoro, quando è classificato tra i «Grandi carnivori in Trentino» persino dalla Provincia, […]

La posizione di «Life Ursus» pare comunque tra le più equilibrate. Invece tra le meno equilibrate – ferma restando la presunzione d’innocenza – c’è quella di Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) e della Lav, Lega anti-vivisezione: secondo quest’ultima le ferite trovate sul runner morto potrebbero essere successive a un decesso avvenuta per altre cause […]

All’appello manca la voce degli orsi – raccoglietela voi – che in Trentino sono circa 120 […]Da noi li chiamano orsi bruni, ma per dimensioni corrispondono al massimo a un cucciolo di un grizzly nordamericano, sono inferiori a un panda, si attestano sui 130 chili (ma possono superare i 200) e messi in piedi arrivano a due metri.

Corrono anche a 50 all’ora ma sono i più piccoli che esistano, non sono neanche d’origine italiana, come detto, perché di italiano ormai resiste solo l’orso marsicano in Abruzzo (una cinquantina) che non fa paura a nessuno. Precedenti di aggressioni ce ne sono, ma non molti: sette in 150 anni. […]

Le statistiche straniere non fanno testo: si passa dalle due aggressioni in un secolo in Svezia (territorio sconfinato, è quasi impossibile incontrarne) alla Romania dove l’orso è un animale tranquillamente cacciabile. Par di capire, tu guarda, che ogni realtà fa caso a sé, e che andrebbe regolata di conseguenza: ma la regione Trentino non si può dire che brilli per comunicazione ai suoi abitanti.

Il punto parrebbe molto logico, a parlarne con gli esperti: dice che gli orsi, esattamente come gli uomini, non sono tutti uguali e che come tali andrebbero trattati: dunque occorre conoscerli, sapersi comportare, distinguere chi sia soltanto un animale spaventato da comportamenti cretini, chi tenda invece ad avvicinarsi incautamente agli habitat umani (per singola natura dell’orso, talvolta) e chi sia caratterialmente pericoloso, e andrebbe perciò messo nelle condizioni di non nuocere: quello che gli uomini fanno con altri uomini, a pensarci.

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