Un fondo per Ilaria Capua, falciata da M5s

Dedico l'ultimo editoriale dell'anno a Ilaria Capua, la scienziata italiana, celebre per avere isolato il virus dell'aviaria,

 di Domenico Cacopardo  28.12.2017 www.italiaoggi.it

Dedico l'ultimo editoriale dell'anno a Ilaria Capua, la scienziata italiana, celebre per avere isolato il virus dell'aviaria, iscritta (nel 2014) nel registro degli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, abuso d'ufficio e traffico illecito di virus. Chiamata alla politica da Mario Monti, era stata eletta alla camera dei deputati nelle elezioni del 2013.

Nel luglio 2016 è stata pienamente prosciolta. Durante quei due dannati anni, Ilaria Capua è stata sottoposta a una gogna parlamentare e mediatica, suscitata soprattutto dalla compagnia di disadattati che risponde al nome di M5s. I seguaci di Grillo, di cui sono note le competenze spiccate in materia di vaccinazioni, in valutazione della scienza medica e dei suoi protagonisti (va ricordata la violenta aggressione che Grillo operò nella pubblica piazza nei confronti di Umberto Veronesi, uno dei protagonisti della lotta mondiale contro il cancro), in analisi rigorosa di eventi storici come lo sbarco sulla luna, in attenzione critica agli Ufo e agli ufologi, in scienza monetaria internazionale e via dicendo, un'ampia farmacopea di sciocchezze di credulonerie e di malafede, si distinsero nell'aggressione verbale violenta nei confronti della scienziata, dalle conoscenze scientifiche sterminate e dal prestigio mondiale.

«È stato per me un incubo senza confini e una violenza che non solo mi ha segnata per sempre, ma che ha coinvolto e stravolto anche la mia famiglia», ha dichiarato Ilaria Capua nel momento in cui nel settembre 2016 ha presentato le dimissioni dal parlamento per tornare alla ricerca scientifica che ora realizza nel Centro d'eccellenza dell'Università della Florida. Una nazione, questa (come del resto l'intero paese), nella quale il rispetto anche dell'imputato, la tutela dell'«habeas corpus» (ignoto al sistema giuridico italiano), il «ne bis in idem» (cfr. terzo o quarto processo sulla cosiddetta «Trattativa» e, in particolare, al generale dei carabinieri Mario Mori).

Ilaria Capua rappresenta di fronte al paese l'assurdità italiana, nella quale spicca il ruolo conferito dagli elettori alla schiera di nulla mai prima facenti sbarcati in parlamento al seguito del comico Grillo.

Il 4 marzo me ne ricorderò.

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Commenti   

#1 riki 2017-12-28 19:44
Di Maio è in visita alla Enigeneering Pandozy, azienda di software di Brescia con 9.000 dipendenti e 50 sedi in tutto il mondo. "Vorremmo sapere cosa pensate del Jobs act", gli chiede il padrone di casa. A Di Maio non par vero e parte in quarta:"È un ripiego che ha permesso un downgrading dei contratti, il tema centrale è quello della flexcurity". L'imprenditore però ribatte secco: "Grazie al Jobs Act noi abbiamo potuto assumere tremila persone e abbiamo sciolto solo due contratti, gli imprenditori non si divertono a licenziare. È che in Italia non c'è dinamismo nel mondo del lavoro e non bisogna creare gabbie ma anzi liberare il mercato". Come sottolineato perfidamente da Dagospia, la visita bresciana (seguita con una diretta streaming) è poi sparita dai social 5 Stelle: nessun video testimonia il poco produttivo confronto.

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