Toyota leader mondiale per il sesto anno: Volkswagen rallenta tra Cina, dazi ed elettrico
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Pesano Cina e dazi sul gruppo tedesco, mentre l’elettrico cresce
14.1.2026, 11:47 | di Redazione FIRSTonline.info lettura3’
Toyota consolida il primato globale nelle vendite auto 2025, staccando Volkswagen. Pesano Cina e dazi sul gruppo tedesco, mentre l’elettrico cresce. In difficoltà anche Audi. La casa giapponese rilancia con l’Opa su Toyota Industries
Toyota leader mondiale per il sesto anno: Volkswagen rallenta tra Cina, dazi ed elettrico
Per il sesto anno consecutivo il Gruppo Toyota Motor si conferma primo costruttore automobilistico mondiale per volumi di vendita. Un primato che nel 2025 non è mai stato davvero in discussione. A novembre le consegne globali avevano già superato quota 10,32 milioni di veicoli, un livello sufficiente a blindare matematicamente la vetta prima della chiusura dell’anno. Una vittoria netta sul rivale di sempre, Volkswagen Group, che si avvia a chiudere l’esercizio a 8,98 milioni di unità, restando distante di oltre un milione e mezzo di vetture.
Dal 2020 in poi, la casa giapponese ha trasformato la continuità in un vantaggio competitivo, facendo della stabilità industriale un marchio di fabbrica.
Volkswagen rallenta: la frattura cinese pesa sui conti
La flessione di Volkswagen ha un epicentro preciso: la Cina. Secondo la stampa nipponica, il gruppo di Wolfsburg ha perso terreno soprattutto nel suo primo mercato mondiale, dove le immatricolazioni sono scese dell’8% a circa 2,69 milioni di veicoli, con un crollo del 17,4% nel solo quarto trimestre. A pesare è l’ascesa dei produttori locali di veicoli elettrici, sempre più aggressivi su prezzi, software e velocità di sviluppo. Il dato cinese certifica una frattura strutturale: il vantaggio tecnologico europeo non è più sufficiente in un mercato che corre a ritmi più rapidi e premia l’ecosistema domestico.
Sul colosso tedesco pesano anche i dazi di Trump
Alle difficoltà asiatiche si sommano quelle nordamericane. Negli Stati Uniti e in Canada le vendite Volkswagen sono diminuite del 10,4%, fermandosi sotto il milione di unità. Il gruppo attribuisce il calo all’introduzione di nuovi dazi e alla rimozione dei sussidi federali per le auto elettriche, misure rilanciate dall’amministrazione Donald Trump. Un contesto che ha colpito soprattutto i marchi più esposti sull’importazione e che ha reso più complessa la transizione elettrica sul mercato statunitense.
Volkswagen: l’elettrico corre, ma non basta
Dentro questo quadro contrastato, Volkswagen trova una parziale compensazione nel segmento a batteria. Nel 2025 il gruppo ha consegnato 983 mila veicoli elettrici, in crescita del 32% su base annua. L’Europa è il motore principale di questa accelerazione, con 742.800 BEV e un balzo di quasi il 66%. Un segnale positivo ma che non basta. L’aumento delle quote “green” non neutralizza ancora l’impatto di dazi, incentivi discontinui e concorrenza globale.
Audi sotto pressione, ma l’elettrico cambia il profilo
Il quadro del gruppo tedesco è confermato anche dal marchio premium Audi. Le consegne 2025 si sono attestate a circa 1,62 milioni di veicoli, in calo del 2,9% rispetto all’anno precedente e sotto il target iniziale. In Nord America la flessione supera il 12%, mentre in Cina il calo è intorno al 5%. Tengono l’Europa e soprattutto la Germania, dove le vendite crescono del 4%.
Sul fronte elettrico, però, Audi mostra più dinamismo con oltre 223 mila veicoli completamente elettrici consegnati, +36% e ordini in forte aumento. Non a caso la casa di Ingolstadt segnala una crescita mese su mese delle consegne da settembre, lasciando intravedere un’inversione di tendenza dopo un anno segnato da revisioni al ribasso, costi di ristrutturazione e ritardi tecnologici.
Toyota prepara l’Opa su Toyota Industries
Mentre consolida la propria leadership commerciale globale, Toyota Motor accelera anche sul fronte strategico-finanziario e rilancia l’operazione di privatizzazione di Toyota Industries. Denso, società del gruppo, ha deciso di aumentare a 18.800 yen per azione il prezzo dell’offerta pubblica di acquisto, aggiornando i termini annunciati lo scorso giugno, quando l’Opa era stata lanciata a 16.300 yen per azione nell’ambito di un’operazione complessiva da circa 4.700 miliardi di yen.
La nuova offerta, che sarà valida dal 15 gennaio al 12 febbraio, rientra nel piano di delisting di Toyota Industries e vede il coinvolgimento diretto anche di Toyota Fudosan, la società immobiliare non quotata del gruppo, guidata dal presidente di Toyota Motor Akio Toyoda. L’assetto finale dell’operazione porterebbe Toyota Industries sotto il controllo di Toyota Fudosan, rafforzando il presidio della famiglia fondatrice e semplificando una rete di partecipazioni incrociate storicamente complessa.
L’operazione è seguita con attenzione dagli investitori internazionali e si inserisce nel più ampio sforzo del Giappone di rafforzare gli standard di governance societaria, riducendo le partecipazioni incrociate tra conglomerati e migliorando trasparenza e disciplina del capitale in uno dei gruppi industriali più influenti del Paese.


