Elettrodomestici in allarme, sono esclusi dalla bocciatura

dei dazi di Trump della Corte Suprema USA. Ma ci sono dei “ma”

21 Febbraio 2026, 9:46 | di Paola Guidi firstonline.info lettura2’

Secondo Whirpool Corporation la sentenza non influisce su misure tariffarie che si applicano su materiali che vengono utilizzati per gli elettrodomestici. Ma ci sono del “ma”

Elettrodomestici in allarme, sono esclusi dalla bocciatura dei dazi di Trump della Corte Suprema

La decisione di ieri della Corte Suprema degli stati Uniti che ha dichiarato illegittimi i dazi all’importazione introdotti dal Presidente Trump, è stata accolta con favore anche all’interno del nostro Paese per molte ragioni che la stampa off e online ha ampiamente analizzato.

Pochissime le voci contrarie ma una, arrivata pochi minuti dopo la pubblicazione del verdetto, è stata espressa in modo sintetico e gelido dalla Whirlpool. “Questa sentenza non influisce” afferma un comunicato ufficiale Corporate “su altre misure tariffarie, inclusi e, soprattutto, i dazi sull’acciaio previsti dalla Sezione 232, che si applicano a tutti gli elettrodomestici importati negli Stati Uniti”. Inoltre l’Amministrazione ha annunciato undazio globale del 10% ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974 e che verranno aperte nuove indagini (ad esempio, ai sensi della Sezione 301) per affrontare le questioni commerciali. “Questo è un segnale forte che l’Amministrazione continuerà a prendere misure decise per sostenere la manifattura nazionale e i lavoratori americani, il che ci dà fiducia che la Whirlpool Corporation sarà la vincitrice netta delle nuove politiche tariffarie e commerciali” ha aggiunto il comunicato.

La replica della Whirlpool contiene alcune affermazioni che la realtà -dell’azienda e del Paese- sembrano contraddire.

1-I dazi non sono affatto a favore dei lavoratori americani poiché hanno provocato e continuano a provocare, diverse decine di migliaia di licenziamenti poiché una parte non indifferente delle fabbriche Usa assembla semilavorati che arrivano dall’estero. Senza i quali o diventando questi molto costosi, hanno dovuto chiudere o hanno dovuto ridurre drasticamente le attività. Proprio questa settimana hanno chiuso diverse aziende del mobile, della casa.

2-I dazi hanno provocato la delocalizzazione ulteriore di aziende che ancora mantenevano negli Usa la produzione. Molte fabbriche sono state spostate in Canada, in Messico e in altri paesi dove non sono state imposte tariffe.

3-E’ stata una campagna perdente per Trump perchè ha dovuto, su pressione di associazioni imprenditoriali e commerciali, in gran parte ritirare, ridurre o rimandare sine die.

4-Diversi Stati, anche repubblicani, hanno aggirato in tanti modi l’imposizione trumpiana per dare la possibilità alle aziende dello stato di mantenere la filiera logistica delle forniture senza sovracosti. Numerosi tribunali federali hanno definitivamente validato queste decisioni, dichiarando illegali le decisioni del presidente.

5-La campagna trumpiana dei dazi costerà carissima, più del previsto, innanzitutto per le tantissime cause intentate subito da importatori e ora, perché a seguito della sentenza della Corte Suprema saranno molti altri operatori a richiedere e ottenere pesantissimi risarcimenti.

6-Infine non è vero la Whirlpool -come dichiara -sarà la vincitrice netta della campagna tariffaria di trump-è esattamente l’inverso e lo dimostrano i negativi risultati pubblicati di recente dalla stessa corporation. Solo gli ultimi di una serie. E nonostante le tariffe contro i competitor.

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