Quella lotta all'evasione era solo un pretesto

Forse il vero obiettivo strategico era impoverire la classe media, renderla sempre più dipendente dall'assistenza statale e quindi più incline a votare a sinistra. Altro che lotta all'evasione

 di Marino Longoni Italia Oggi 28.10.2915

Per la prima volta dopo molti anni la legge di stabilità non è accompagnata da proclami contro la lotta all'evasione. A guardare bene si può addirittura notare che in questa manovra non c'è lo zampino dell'Agenzia delle entrate. Negli anni precedenti una parte consistente (che di solito andava nel capitolo «nuove entrate tributarie») era scritta sotto dettatura o comunque sotto l'attenta supervisione dei dirigenti di via Cristoforo Colombo. Questa volta non c'è nulla di tutto ciò, anzi si è aumentato il limite dei contanti da mille a 3 mila euro, scatenando le ire di Rossella Orlandi.

Renzi difende gli evasori? Per nulla. Ha solo capito quello che ogni ragioniere, ogni imprenditore, sa molto bene, cioè che aggiungendo nuovi adempimenti, regole cervellotiche, sanzioni draconiane, non si sconfigge l'evasione, ma in compenso si soffoca l'economia. Renzi conta anche sulla rivoluzione che si sta verificando nel campo della fiscalità internazionale, con la sostanziale abolizione del segreto bancario, la liquidazione dei paradisi fiscali, lo scambio di informazioni che ormai non conosce più frontiere.

Di fatto le operazioni di pianificazione fiscale internazionale con le quali tutte le grandi imprese riuscivano a nascondere al fisco oltre mille miliardi l'anno solo in Europa sono al capolinea. Non ci sono solo Fiat finance e Starbuck, messe sotto accusa nei giorni scorsi dalla Commissione europea; anche Apple e Amazon sono sotto indagine, altri seguiranno. Game over. Le grandi imprese spendono milioni di euro per curare la loro immagine, figuriamoci se vogliono rovinarsi la reputazione passando per evasori. È finita l'epoca del tax planning aggressivo.

Una rivoluzione sbocciata quasi senza che Vincenzo Visco e la sinistra delle tasse se ne accorgessero. Flash back: come mai le crociate contro l'evasione di Visco criminalizzavano solo lavoratori autonomi e pmi? Non si era mai accorto che i danni più gravi per l'erario venivano dalle multinazionali? Forse dietro la bandiera della lotta all'evasione si nascondeva l'intento di colpire gli avversari politici (le partite Iva di solito non votano a sinistra). Forse il vero obiettivo strategico era impoverire la classe media, renderla sempre più dipendente dall'assistenza statale e quindi più incline a votare a sinistra. Altro che lotta all'evasione.

Categoria Economia

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