LA DONNA CHE ACCUSA TRUMP DI MOLESTIE? L’ANNO SCORSO LO IMPLORAVA DI

VISITARE IL SUO RISTORANTE, E GLI SCRISSE OFFESA PER NON AVERLE RISPOSTO.

Maria Giovanna Maglie per Dagospia18,10,2017

SECONDO IL FRATELLO, È UNA FAN DEL PRESIDENTE FACILMENTE ‘CONDIZIONABILE’ - GIRA VOCE CHE AVREBBE RICEVUTO MEZZO MILIONE DA UN ANONIMO DONATORE E HA IL SUPPORTO DELL’AVVOCATO GLORIA ALLRED, MILIONARIA FINANZIATRICE DEM - COME SPIEGARE ALLA MOGHERINI L’ACCORDO SULL’IRAN

Sotto a chi tocca, tocca a Donald Trump, di nuovo, con grande cagnara dei giornali che lo odiano, e quelli italiani come il Corriere della Sera replicano gratis. Un'accusa di molestia sessuale non si nega a nessuno di questi tempi negli Stati Uniti, siamo in pieno shock Weinstein, tra così fan tutti e non ce n'eravamo accorti, ma soprattutto a caccia disperata di pareggiare i conti.

È una questione eminentemente politica infatti, perché la presunzione di morale superiore detenuta da democratici e liberali nonostante tutto, da Kennedy a Bill Cinton, approdando ora a MiraMax e ai party di Obama foraggiati per milioni di dollari, non intende arretrare. A costo di crocifiggere il marrano che si è fatto scoprire ben oltre il limite della decenza.

D'altra parte, rileggete il discorso di Meryl Streep, divenuto famoso, ai Golden Globes, nel quale con la lacrimuccia all'occhio lamentava la prepotenza di coloro che usano il potere per ottenere quello che vogliono, sull'istinto di umiliare che autorizza tutti a fare la stessa cosa e in questo modo sporca anche tutti gli altri intorno, e la caduta degli dei almeno per qualche mese vi sarà chiara. A Meryl, facce ride.

Ecco allora che la signora Summer Zervos tiene venerdì scorso una conferenza stampa assieme al suo avvocato, Gloria Allred, ricca e famosa e finanziatore democratico, dicendo che nel 2007 Donald Trump ha tentato di baciarla e di toccarle il seno e i genitali.

Non è ritenuta credibile neanche in famiglia perché suo cugino, tale John Barry, rilascia subito una dichiarazione in cui dice che la Zervos per circa 10 anni ha sempre e soltanto detto cose positive e di stima a proposito di Trump, che quando si è candidato ha convinto l'intera famiglia e amici a votarlo. Lo aveva conosciuto da concorrente del programma The Apprentice.

Il cugino aggiunge che secondo lui la signora cerca attenzione a spese del presidente e che ce l'ha con lui perché nel 2016 ha ignorato una sua richiesta di partecipare alla campagna presidenziale mettendo il suo ristorante a disposizione, insomma che si tratta di una persona psichicamente fragile a caccia di attenzione e facilmente plagiabile.

La circostanza viene confermata dalla segretaria personale storica di Trump, Rhona Graff, che rende nota una lettera di aprile del 2016 nella quale la Zervos parlava del suo ristorante e una seconda lettera di una settimana dopo, nella quale si lamentava e si diceva profondamente delusa perché Trump non le aveva risposto.

A Washington si racconta che la signora abbia ricevuto cinquecentomila dollari dal suo avvocato, la Allred, per conto di un anonimo donatore Democratico affinché vada avanti con le sue accuse, e che quella che ha deciso di muovere ufficialmente, diffamazione e non molestie sessuali, faccia parte di un escamotage ordito dall'avvocato. Ve la riferisco per come l'ho sentita, una voce.

Ci sono altre 9 donne che hanno denunciato molestie negli anni passati, sotto a chi tocca .

La CNN lamenta le spese legali sostenute dal presidente e informa i finanziatori che un dollaro ogni 10 da loro donato finisce la’. A parte il fatto che per ora è una cifra modesta, chissà chi alimenta questo clima!

Gli Stati Uniti sono fuori dall'Unesco che ritengono trasformata in un covo musulmano e antisemita, e a dimostrazione che hanno ragione basterebbe la vergogna dell' aver definito le tombe dei Patriarchi a Hebron un sito palestinese.

Ma negli ultimi giorni Trump ha anche difeso l'eredità di Cristoforo Colombo come una grande tradizione americana da non toccare; ha parlato ai cristiani conservatori ribadendo che gli Stati Uniti rispettano le radici giudaico-cristiane e non la religione politically correct, e che dicono a Natale “Buon Natale”; ha rimandato al Congresso senza il timbro di certificazione presidenziale l'accordo con l'iran del 2015 stipulato assieme all'Europa e alla Russia, dichiarando che così com'è e’ contrario agli interessi nazionali americani e che lui non intende dare manforte a un regime che foraggia il terrorismo, calpesta i diritti civili e non ha abbandonato il progetto nucleare.

Il presidente insomma non solo non sembra particolarmente preoccupato delle nuove accuse, e ha praticamente ignorato l'intero scandalo Weinstein, ma ha invece accelerato la sua rivoluzione, perlomeno quello che ha in testa, smentendo così la teoria della impossibilità di realizzare una buona parte del suo programma elettorale, come la va denunciando il falco Steve Bannon da quando ha lasciato il ruolo di consigliere della Casa Bianca.

È sicuramente vero che una buona parte del partito repubblicano lo vede ancora come il fumo negli occhi, che nuota nella stessa palude di Washington che Trump candidato aveva promesso di prosciugare, basta pensare ai premi che John McCain va in giro a farsi dare dai Democratici che lodano quello che obiettivamente è un tradimento.

 Trump in fondo resta un presidente senza partito Non a caso i più acuti studiosi del campo avverso temono che nasca ufficialmente un terzo partito e che questo consente al presidente in carica di essere ancora più facilmente rieletto nel 2020.

Perlomeno per la battaglia delle tasse il presidente intende però’ serrare i ranghi e portare rapidamente a casa il risultato, in tempo perché qualche buon effetto si vede alle elezioni di metà mandato a novembre del 2018, ed è per questo che è comparso in conferenza stampa dopo cordiale colazione con Mitch McConnell, il leader dei repubblicani al Senato , e anche uno finito sotto accusa perché più burocrate di così si muore. I due hanno proclamato un ottimo rapporto personale e desiderio di condurre la legislatura di comune accordo.

La decisione di non certificare l'accordo con l'Iran del 2015 è stata bersagliata di critiche in tutto il mondo, compresa una Federica Mogherini commissario europeo che dimostrando di non aver capito praticamente nulla ha dichiarato che non sta agli Stati Uniti di annullare un accordo siglato da molti Paesi sotto l'egida delle Nazioni Unite.

Peccato che quella accordo sia stato chiuso da Barack Obama senza il Congresso, che non lo avrebbe mai approvato, e che ora al Congresso sia tornato perché decida entro 60 giorni se imporre nuovamente sanzioni all'Iran, semplicemente ritirarsi da un pessimo accordo, oppure formulare un nuovo piano che davvero serva a impedire agli ayatollah di portare a termine il loro progetto nucleare.

Ora, faccia o no soffrire la Mogherini, ci sono ampie prove che l'Iran sta violando il trattato, superando i limiti imposti di arricchimento dell'uranio, impedendo le ispezioni, procurandosi illegalmente tecnologia all'estero. Oltretutto i siti militari sono off limits e alcuni siti cosiddetti segreti non sono stati mai perquisiti. Davvero un bell'accordo!

Che il Congresso bollava come frutto di un ordine esecutivo di Obama lavarsene le mani, cosa che ora non potrà fare più a norma di Costituzione.

A una recente parata militare a Teheran, l'agenzia di notizie Reuters riportando l'informazione da un'agenzia iraniana, ha scritto che uno degli armamenti che hanno sfilato era un nuovo missile balistico con una portata di 1200 miglia in grado di trasportare molte testate da guerra. Uso pacifico, vero?

Alcuni dei cosiddetti limiti al riarmo iraniano finiscono nel giro di tre anni, tutti finiscono nel giro di 10 anni. Qualche dubbio che quel trattato vada impugnato e riscritto, e che la decisione del presidente degli Stati Uniti dovrebbe interessare ed essere condivisa anche dai 5 membri del consiglio di sicurezza dell'ONU più la Germania, che l'hanno sottoscritto incautamente, pensando solo ai soldi e non al futuro dei loro governati due anni fa?

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