Gli Stati Uniti si preparano al caccia più costoso della storia

Potrebbe arrivate a costare circa 300 milioni di dollari per unità: tre volte un F-35, jet che ad ora detiene il primato di “caccia più costoso nella storia del Pentagono”.

GEN 1, 2019 DAVIDE BARTOCCINI www.ilgiornale.it

Il prossimo caccia da superiorità aerea dell’aviazione americana sarà il più costoso della storia. Già noto come Penetrating Counter Air, potrebbe arrivate a costare circa 300 milioni di dollari per unità: tre volte un F-35, jet che ad ora detiene il primato di “caccia più costoso nella storia del Pentagono”.

Secondo un apporto del Congressional Budget Office, che ha analizzato per la prima volta i costi potenziali e la possibilità di avviare il programma per questa nuova piattaforma da superiorità aerea che andrebbe a sostituire l’F-22 “Raptor” che l’F-15 “Eagle”, il Pca potrebbe raggiungere una spesa record, triplicando il budget di 100 milioni di dollari (di media) investiti per un singolo caccia di quinta generazione Joint Strike Fighter F-35. Questi due caccia, insieme ai bombardieri strategici di prossima generazione B-21 “Raider” , sono destinati a diventare il nerbo dell’aeronautica statunitense del futuro, raggiungendo l’apice della spesa di produzione nella metà degli anni ’30. Si stima che il picco dell’investimento raggiungerà i 26 miliardi di dollari solo per i programmi Pca e B-21.

La richiesta avanzata dal Pentagono di voler “aggiornare” i propri vettori da superiorità aerea entro il 2050, si rifà alla necessità di possedere una piattaforma di ultima generazione capace di interagire e supportare le nuove tecnologie aeree, spaziali, informatiche e per la guerra elettronica. L’F-22 “Raptor”, tuttora considerato la punta di diamante dell’Usaf per capacità e design, è comunque un velivolo sviluppato negli anni ’90 dal programma Atf del 1983. Il primo Raptor ha ricevuto il battesimo dell’aria quasi 15 anni fa.

Gli analisti del Pentagono hanno aggiunto, nelle poche indiscrezioni rilasciate sul futuro di questo velivolo, che il programma valuta opzioni multiple per ovviare alla sostituzione dei caccia preposti al mantenimento della superiorità aerea: capacità affidata a velivoli appositamente progettati per lo specifico intento d’imporre la propria superiorità “prestazionale” nel combattimento aereo, e poter assumere il pieno controllo di una determinata zona da proteggere nei confronti dell’aviazione avversaria, sia all’interno dello spazio aereo amico che in quello nemico. “Il sostituto potrebbe non essere una piattaforma unica”, hanno spiegato al Pentagono, “Possono essere due o tre diversi tipi di capacità e sistemi”, ma l’obiettivo è sempre quello di garantire e poter imporre la nostra superiorità nel cielo rispetto ai potenziali avversari che potremmo considerare i J-20 cinesi e nei Su-57 russi.

I primi investimenti per il programma Pca potrebbero essere erogati già nell’anno fiscale 2019, all’interno del portafoglio per le nuove tecnologie. Il rapporto sembra aver rivelato però, che la probabilità che i costi di produzione di questo nuovo super caccia non permetteranno un’accelerazione della sua produzione per raggiungere il punto in cui il prezzo unitario dei caccia inizierà a diminuire come valse per gli F-35.

Ad oggi non si possiede alcuna informazione su questa nuova piattaforma, ma questo velivolo stealth di sesta generazione potrebbe ricalcare le prestazioni garantite oggi dal F-22 Raptor di oggi, integrando le più innovative tecnologie sviluppate dal Pentagono, compresa la possibilità di guidare sciami di droni in battaglia, intercettare missili intercontinentali comunicando con satelliti, il tutto garantendo come si è sempre verificato per ogni caccia da superiorità aerea velocità, robustezza e una letale potenza di fuoco.

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