La grande partita del petrolio tra Europa, Stati Uniti, Opec e Russia

- Tabellini: “Il piano di Scholz sull'energia colpisce l'industria italiana” - Il piano russo per ricostruire Mariupol e cancellare i crimini

LUCIANO CAPONE 14 OTT 2022 ilfoglio.it lett3’

L'Ue si sta sganciando dalla dipendenza russa in vista dell'embargo e questo fa soffrire Mosca, che perde export. Ma il taglio della produzione voluto dall'Arabia Saudita alza i prezzi e aiuta il Cremlino, così Washington teme che il price cap al greggio russo possa rivelarsi controproducente

La partita dell’energia tra Occidente e Russia si sta spostando dal campo del gas a quello del petrolio. In questo caso, però, il gioco è complicato da altri attori, sia produttori sia consumatori, interessati alla partita. La mossa dell’Opec, di tagliare la produzione petrolifera, complica la situazione per l’Occidente. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) il conseguente aumento del prezzo del petrolio, che era in discesa da tempo, in una fase di già elevata inflazione e di tassi di interesse in rialzo può aggravare le condizioni di un’economia globale sull’orlo della recessione.

- Tabellini: “Il piano di Scholz sull'energia colpisce l'industria italiana”

MARIAROSARIA MARCHESANO 14 OTT 2022

    

I 200 miliardi che il governo tedesco ha stanziato per sostenere cittadini e imprese contro il caro bollette è un gigantesco aiuto di stato. "Sarebbe sorprendente se la Commissione europea non avesse nulla da obiettare in proposito", ci dice l'economista

Quest’anno sotto l’albero di Natale i cittadini tedeschi troveranno le bollette di luce e gas di dicembre interamente pagate dallo stato. È uno dei provvedimenti del pacchetto fiscale da 200 miliardi di euro approntato dal cancelliere Olaf Scholz per difendere imprese e famiglie dal caro energia. La manovra ha suscitato molte critiche che non accennano a sopirsi neanche adesso che la Germania si sta aprendo a una strategia condivisa a livello europeo per contrastare la crisi energetica, anche se non è ancora chiara che posizione assumerà sul debito comune. Se anche si arrivasse a una sorta di “Recovery energetico”, il comportamento del governo tedesco ha insinuato il seguente dubbio nelle menti anche più europeiste: che cos’è una manovra fiscale da 200 miliardi se non un gigantesco aiuto di stato, che viola le norme europee sulla concorrenza e la reciprocità e aggira i vincoli di bilancio?

- Il piano russo per ricostruire Mariupol e cancellare i crimini

MICOL FLAMMINI 14 OTT 2022

    

Mosca sta lavorando alla ricostruzione della città distrutta dalla sua guerra. Priorità al centro storico e alle acciaierie, ma la popolazione è dimezzata

Mosca sta lavorando alla ricostruzione di Mariupol e il sito russo The Village è entrato in possesso del piano con cui si vuole ridare vita alla città straziata, che ha subìto un assedio lungo quasi tre mesi. Mariupol si trova nella regione di Donetsk, uno dei territori che il Cremlino pretende di aver annesso con un referendum fittizio, ed è strategicamente molto importante per il suo porto e le sue industrie. Nel piano si legge che la popolazione attuale della città è di 212 mila persona, prima della guerra gli abitanti di Mariupol erano 450 mila e durante l’assedio sarebbero morti circa ventimila cittadini, vittime dei bombardamenti senza sosta che hanno colpito infrastrutture civili come l’ospedale ostetrico o il Teatro Drammatico usato come rifugio e contrassegnato da un’enorme scritta deti, bambini. L’intenzione di Mosca è portare la popolazione a 350 mila abitanti entro il 2025. Secondo il documento, per la fine del 2022, verranno ristrutturati quasi 2.240.000 metri quadrati di abitazioni. Il piano è a lungo termine e arriva fino al 2035 e la priorità sarà data al centro storico – c’è anche il progetto di cambiare il nome del Teatro Drammatico in Teatro Drammatico russo – e alla zone in cui sorgono le rovine delle acciaierie Azovstal.

Un esperto di pianificazione urbana intervistato da The Village ha osservato che dare priorità a queste zone e non, per esempio, ai distretti fatti di case e condomini in cui vive la maggior parte della popolazione e che sono stati ugualmente distrutti, è una scelta bizzarra: non sarebbe meglio provvedere prima alle case degli sfollati? Il piano non presenta alcuna idea di sviluppo sociale, ma, osserva il sito, iniziare dai luoghi simbolo dell’assedio, il teatro e l’acciaieria – dove verranno costruite nuove industrie per dare lavoro a più di novemila persone – servirà a coprire i crimini commessi il più in fretta possibile.

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