Cessate il fuoco a Gaza, accordo già in bilico dopo 12 ore dalla ufficialità?

Le accuse di Netanyahu, le smentite di Hamas, l’ira dei familiari e il veto dell’ultradestra: cosa succede

16 Gennaio 2025 - 13:44 Massimo Ferraro, open.online, lettura2’

Appena 12 ore dopo l'ufficialità della firma del gruppo palestinese sulla bozza, l'intesa raggiunta già vacilla

Dopo 15 mesi d guerra e settimane tribolate in cui l’accordo sembrava sempre a un passo ma continuava a sfuggire, intorno alle 20 ora italiana di mercoledì 15 gennaio il premier del Qatar al-Thani annunciava la firma sulla bozza da parte di Hamas alla proposta israeliana negoziata con i mediatori. Donald Trump si era già intestato il successo, prima ancora della conferenza stampa di Joe Biden che ha rivendicato come l’accordo ricalchi il suo piano presentato a maggio. Ma già nella mattinata di giovedì sono apparse le prime crepe, in vista del voto di ratifica atteso in Israele. La riunione che avrebbe dovuto approvare l’accordo di cessate il fuoco è stata infatti posticipata. L’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu accusa Hamas «di aver rinnegato parti dell’accordo raggiunto con i mediatori e Israele nel tentativo di estorcere concessioni dell’ultimo minuto», e pertanto «il gabinetto israeliano non si riunirà finché i mediatori non comunicheranno a Israele che Hamas ha accettato tutti gli elementi dell’accordo». Ma la controparte nega la versione di Tel Aviv. Due funzionari politici di Hamas hanno assicurato che il partito-milizia è impegnato a rispettare l’accordo: «Non c’è alcuna base per le affermazioni di Netanyahu sul presunto arretramento del movimento rispetto ai termini dell’accordo di cessate il fuoco», hanno dichiarato all’agenzia di stampa Afp.

Il veto dell’ultradestra di Smotrich

Quel che è noto è che Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze e leader dell’ultradestra religiosa, ha definito pericoloso l’accordo con Hamas, annunciando che i suoi ministri avrebbero votato contro. Netanyahu avrebbe quindi tentato di ricucire durante la notte per garantire il passaggio dell’accordo e soprattutto la tenuta del governo. Il partito di Smotrich, Sionismo religioso, ha poi fatto sapere che è disposto a votare a favore dell’intesa raggiunta, e dare fiducia all’esecutivo attuale, solo se il premier promette di riprende il conflitto contro Hamas al termine della prima delle tre fasi previste nell’accordo. Il ministro delle Finanze vuole ricevere l’impegno del primo ministro per iscritto, riferisce Ynet. Intanto i familiari degli ostaggi hanno fatto sapere che per loro, se l’intesa di cessate il fuoco e scambio prigionieri dovesse naufragare, c’è solo un responsabile. «Né Hamas né Ben Gvir, ma Benjamin Netanyahu, sarà responsabile di qualsiasi ulteriore ostacolo al ritorno degli ostaggi», ha dichiarato l’associaizone, «l’accordo deve essere avviato immediatamente in tutte le sue fasi». L’inizio della tregua è previsto per domenica 19 gennaio.

“Temo per l’occidente”

"Non sono sorpreso, ma deluso dall’esercito. Hamas è stata drammaticamente ferita da Israele, ma funziona ancora come organizzazione terroristica. L'accordo? La gran parte degli israeliani è favorevole". Parla il giornalista e autore di bestseller..ilfoglio.it

Guerra in Israele

Un anziano vale 3 detenuti, una soldatessa 50. La bilancia degli ostaggi di Hamas

La tregua rischia già di impantanarsi per via di una crisi dell'ultimo minuto. Netanyahu accusa Hamas di tentare di estorcere nuove concessioni,,ilgiornale.it

Commenti   

#1 walter 2025-01-16 17:28
OGGI GIOIA, DOMANI LACRIME /2 – NEL 2011, ISRAELE RILASCIÒ 1027 DETENUTI PALESTINESI IN CAMBIO DI UN SOLDATO, GILAD SHALIT. TRA LE PERSONE LIBERATE C’ERA ANCHE YAHYA SINWAR, FUTURO LEADER DI HAMAS E ARCHITETTO DEL POGROM DEL 7 OTTOBRE – QUANTE VITE SONO ANDATE PERDUTE PER COLPA DI QUELL’ACCORDO? E COSA SUCCEDERÀ ORA CON LA TREGUA DI OGGI E LA FUTURA RIORGANIZZAZIONE DI HAMAS? esratto Dagospia.com

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