Ironia della storia E se stavolta fosse la Germania a salvare l’Europa dal nazismo?

Domenica gli elettori tedeschi troveranno sulla scheda il primo partito di estrema destra appoggiato da russi e americani,

Francesco Cundari 21-2- 2025 linkiesta lettura2’

scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette

Non è stata una buona settimana per la democrazia europea. Secondo l’Economist è stata addirittura la più cupa dalla caduta della cortina di ferro: «L’Ucraina è stata svenduta, la Russia è in via di riabilitazione e, sotto Donald Trump, non si può più contare sul fatto che in tempo di guerra l’America correrà in aiuto dell’Europa».

Le ragioni di ottimismo, insomma, non abbondano. Ma forse non tutto è perduto. O almeno, non ancora. Molto dipenderà anche da come andranno le elezioni in Germania. Non per niente, il virulento attacco all’Unione europea portato avanti da J.D. Vance alla conferenza di Monaco era anche, se non innanzi tutto, una clamorosa interferenza dell’amministrazione americana a favore dell’estrema destra di Afd, non bastasse la campagna che Elon Musk conduce da mesi su X a suo favore.

Per fortuna (ma non è fortuna: è merito di un sistema politico-istituzionale estremamente solido, fondato su rappresentanza proporzionale, centralità del parlamento e ruolo dei partiti, cioè esattamente tutto ciò che da trent’anni in Italia ci ostiniamo a demolire) il centro politico, almeno lì, sembra ancora reggere l’urto degli opposti populismi.

Per questo motivo, come scrive Giovanni di Lorenzo nel suo editoriale sulla Zeit, non ci dovrebbero essere grossi cambiamenti nell’orientamento fondamentale del paese. Eppure, alla domanda di un sondaggio su quale partito affronti i problemi che stanno più a cuore ai cittadini, il 41 per cento dei tedeschi dell’Est e il 31 dei tedeschi dell’Ovest risponde: l’Afd. «Se anche il prossimo governo fallisse, fra quattro anni potremmo avere una situazione come quella austriaca», scrive di Lorenzo.

Ma ormai quattro anni sembra un’era geologica. Intanto, se domenica la Germania confermerà le previsioni e respingerà l’assalto dell’estrema destra, cioè il primo inquietante esperimento di un partito filonazista che si presenta al voto con l’appoggio sia del regime russo sia della Casa Bianca, potremo tirare tutti un sospiro di sollievo. Specialmente se l’elettorato, prima ancora del sistema politico, desse effettivamente qualche segnale di reazione dinanzi all’assalto trumpiano. Sarebbe davvero una sublime ironia della storia se questa volta dovesse essere il popolo tedesco, respingendo l’offensiva congiunta di americani e russi, a salvare l’Europa dal nazismo.

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