Un piede nel Mar Rosso. Perché Israele ha riconosciuto la Repubblica del Somaliland:
- Dettagli
- Categoria: Estero
la mossa geopolitica per ridurre l’influenza di Iran e Turchia
Matteo Giusti 30.12. 2025 alle 12:58 lettura2’ ilriformista.it
Le strade e le piazze di Mogadiscio restano piene di gente che continua a protestare dopo che Israele ha deciso di riconoscere ufficialmente la Repubblica del Somaliland come stato indipendente dalla Somalia. La decisione di Tel Aviv., benché improvvisa, è il frutto di un lungo lavoro diplomatico e commerciale che ha fatto aprire i canali fra l’autoproclamata ex Somalia britannica e Israele. Hargeisa nel 1991 agisce come un’entità indipendente rispetto a Mogadiscio, autogovernandosi e chiudendo ogni tipo di relazione con la vecchia madrepatria.
Da tempo le autorità del Somaliland cercano un riconoscimento internazionale e la mossa di Tel Aviv potrebbe accelerare questo processo. L’Etiopia aveva già iniziato una trattativa per l’utilizzo del porto di Berbera, principale hub marittimo del Somaliland, facendo infuriare la Somalia che accusava Addis Abeba di voler favorire la disgregazione dello stato nazionale somalo. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno grandi interessi nel paese africano ed hanno finanziato l’ammodernamento del principale porto, in cambio della cessione dei diritti di esplorazione dei pozzi petroliferi offshore. Per Israele il riconoscimento del Somaliland significa mettere un piede nel Mar Rosso ed ottenere una base navale da cui poter colpire indiscriminatamente gli Houthi dello Yemen.
Per il governo di Benjamin Netanyahu, questa mossa è fondamentale anche per ridurre l’influenza dell’Iran nell’area ed attaccare geopoliticamente la Turchia.
Ankara da anni investe in Somalia e schiera nel Corno d’Africa, quasi 20.000 soldati, in un’operazione militare nata per combattere il terrorismo islamico che sta dilagando ancora una volta a Mogadiscio. La Turchia ha anche riprese le relazioni con l’Egitto, che si sta scontrando con l’Etiopia per la gestione delle acque del Nilo, dopo la costruzione della grande diga etiope. Il Cairo ha inviato istruttori militari in Somalia ed ha protestato fortemente per la mossa israeliana chiedendo un intervento sia delle Nazioni Unite che dell’Unione Africana.
Se nella capitale somala le proteste non si fermano ad Hargeisa e a Berberq sono giorni di festa con le bandiere israeliane che sventolano ed i fuochi d’artificio che illuminano le notti.
Il presidente del Somaliland ha dichiarato che la sua nazione è pronta a sottoscrivere gli Accordi di Abramo, allungando la lista dei paesi che hanno normalizzato i rapporti con Israele. Il peso di Tel Aviv nel Mar Rosso cresce così in maniera esponenziale rafforzando il ruolo di potenza geopolitica dello stato israeliano.


