LE ONDATE DI MIGRANTI UN’ARMA POLITICA
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CON CUI L’AFRICA RICATTA L’EUROPA – Marocco toglie controlli alla frontiera
3.8.2026 dagospia.com lettura 3’
LO CONFERMA PIERRE VERMEREN, PROFESSORE DI STORIA CONTEMPORANEA ALLA SORBONA: “SONO STATE LE AUTORITÀ MAROCCHINE A TOGLIERE I CONTROLLI ALLA FRONTIERA CON CEUTA E A CONSENTIRE CONSAPEVOLMENTE A QUELL'ONDATA DI MIGRANTI DI PENETRARE A CEUTA. L'EXCLAVE SPAGNOLA È ISOLATA, SI TROVA ALMENO A UNA SESSANTINA DI KM DALLE CITTÀ PIÙ VICINE. QUEI GIOVANI NON HANNO POTUTO ARRIVARE LÌ DA SOLI. CI SONO CAMION CHE LI HANNO TRASPORTATI. ERA TUTTO ORGANIZZATO - PERCHÉ L'HANNO FATTO? PER INVIARE UN MESSAGGIO D'ALLERTA AGLI SPAGNOLI. LA SPAGNA SI È RIAVVICINATA DI RECENTE ALL'ALGERIA, NEMICA DEL MAROCCO CON CUI SI CONTENDE IL CONTROLLO SUL SAHARA OCCIDENTALE. IL 20 AGOSTO SCORSO PEDRO SÁNCHEZ È ANDATO IN VISITA AD ALGERI E I MAROCCHINI HANNO VOLUTO DIRE AGLI SPAGNOLI: SE PERSISTETE, ECCO COSA PUÒ ACCADERE. TRUMP? NON C'ENTRA NULLA..."
Estratto dell’articolo di Leonardo Martinelli per “la Repubblica”
“Sono state le autorità marocchine a togliere i controlli alla frontiera con Ceuta e a consentire consapevolmente a quell'ondata di migranti di penetrare dentro all'exclave spagnola di Ceuta». Ne è convinto Pierre Vermeren, professore di storia contemporanea alla Sorbona e uno dei principali esperti di Marocco. Va oltre: forse hanno organizzato il trasporto fin lì di quei ragazzi disperati.
Cos'è successo a Ceuta?
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«D'un colpo i controlli della polizia alla frontiera sono cessati. E d'un tratto decine di migliaia di giovani l'hanno superata. Ceuta è isolata, si trova almeno a una sessantina di km dalle città più vicine. Quei giovani non hanno potuto arrivare lì da soli. Ci sono camion che li hanno trasportati. Era tutto organizzato».
Da chi, dallo Stato marocchino?
«Non ci sono prove inconfutabili. Ma è molto probabile».
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Perché l'hanno fatto?
«Per inviare un messaggio d'allerta agli spagnoli. La Spagna si è riavvicinata di recente all'Algeria, nemica del Marocco. Nel 2022 era avvenuto il contrario: Madrid aveva riconosciuto la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale (occupato all'80% dal Marocco, ndr) e si era allineata a Rabat. Il 20 agosto scorso, invece, Pedro Sánchez è andato in visita ad Algeri (che difende le rivendicazioni indipendentistiche dei saharawi, ndr) con una folta delegazione, dando l'impressione di fare un po' marcia indietro. I marocchini hanno voluto dire agli spagnoli: se persistete, ecco cosa può accadere. Ma non è solo questo».
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Cosa c'è d'altro?
«Rabat ha voluto ricordare che le due exclavi spagnole, Ceuta e Melilla, non sono legittime, rappresentano un residuo del colonialismo. E che la loro situazione è fragile: basta sospendere i controlli della polizia marocchina ed ecco cosa rischiano».
L'ordine di sospenderli è arrivato direttamente da Muhammad VI?
«La polizia ha un ruolo importante nello Stato marocchino. Ed è molto efficace e organizzata. Risponde a una catena di comando che arriva fino al re […]».
Il Marocco ha voluto fare anche un "regalino" a Trump, nemico della Spagna di Sánchez?
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«Non credo. Sono da sempre due gli elementi importanti della politica estera del Marocco: il Sahara Occidentale, che considerano proprio senza alcuna condizione, e l'Algeria, che ritengono estremamente ostile e pericolosa. Il resto per loro è accessorio».
Chi sono i ragazzi che abbiamo visto sbarcare in poche ore a Ceuta?
«Venivano principalmente dal Rif, regione montuosa e a ridosso del mare del Nord del Marocco, da sempre molto povera. […] Nel Rif adesso vivono tre milioni di persone e altri tre in Europa. Oggi, però, non possono più emigrare: dall'Ue non arrivano più visti e i passaggi clandestini in mare tra il Marocco e la Spagna sono praticamente bloccati».
Pedro Sanchez
Il Marocco, però, nel frattempo si è sviluppato...
«Muhammad VI rivendica investimenti e passi in avanti nel Rif. Ma non bastano a compensare la disoccupazione. Nel Nord resta un esercito di centinaia di migliaia di giovani senza lavoro. […]».



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lunedì 3 agosto 2026 libero.it
Giorgio Mulè-Luca Telese. Il botta e risposta si consuma a In Onda nella puntata di domenica 2 agosto. Qui, su La7, si parla della sospensione di Schengen per cui i 29 stati europei hanno abolito le frontiere interne. Una decisione presa dal governo Meloni dopo quanto accaduto a Ceuta. "Sapete quante volte la Francia ha sospeso Schengen con i Paesi vicini?", incalza il deputato di Forza Italia a chi a sinistra critica Giorgia Meloni. "No vabbè ma lasciamo perdere", tenta subito di cambiare discorso il conduttore di La7. "No, no, non lasciamo perdere nulla - rincara la dose Mulè -. 27! Non lasciamo perdere".
E ancora: "Non è vero che chi arriva dalla Spagna con il passaporto spagnolo viene fermato alla frontiera, perché il provvedimento riguarda soltanto chi arriva dai paesi extra UE e non chi arriva dall'Europa. Ma non arriva dall'Italia! È stato ben detto che chi arriva dovrà fare la fila. Non è così. Chi va in Spagna dall'Italia e chi dalla Spagna con il passaporto spagnolo arriva in Italia non deve fare alcuna fila".
La sospensione arriva dopo gli arrivi di massa nell'enclave spagnola. Intanto, nella riunione straordinaria chiesta da 22 Paesi Ue su iniziativa di Italia e Danimarca, si suggerisce - tra le altre cose - che i ministri degli Interni "dovrebbero, in particolare, esaminare un rafforzamento del sostegno di Frontex e valutare l'efficacia della cooperazione dell'Unione europea con il Marocco". In più i 22 leader Ue prendendo "atto che non sono stati registrati movimenti secondari irregolari verso altri Paesi europei" e ribadiscono la "disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell'Unione e al Codice Frontiere Schengen, per tutelare l'ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne, ove necessario
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