Berluskakis non vota Tsipras: "E' la sinistra peggiore"

"Il governo greco ha enormi responsabilità in questa situazione", scrive l'ex presidente del Consiglio. L'Europa è troppo rigorista, ma Atene continua a evitare riforme vitali

di Redazione | 02 Luglio 2015 ore 10:51 Foglio

"Il mio amico Berluskakis è proteiforme, è tutto, può incarnarsi in qualunque immagine mitica, leone volpe medusa angelo demonio, ma non lo vedo nella figura di un militante anticapitalista che pretende di fare la rivoluzione coni soldi in prestito dei capitalisti", ha scritto ieri sul Foglio Giuliano Ferrara. Poi l'appello-domanda finale: "Con tutta la riserva dovuta all’autonomia da difendere degli elettori nel referendum greco, con tutta la comprensione verso la delicatezza di una situazione che coinvolge anche i contribuenti d’Europa in uno scaricabarile che sa d’imbroglio, il parere di una grande e caro leader sarebbe essenziale".

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 Oggi l'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con una lettera al Giornale diretto da Alessandro Sallusti, risponde e spiega la sua posizione. La premessa: "L'Europa non può permettersi di perdere la Grecia per ovvie considerazioni storiche e geopolitiche, ma anche per una ragione di fondo: perdere la Grecia significa accettare l'idea che l'integrazione europea è reversibile, che dall'Europa si entra e si esce, che non siamo una comunità di popoli ma un club al quale accedere o da cui recedere, secondo le contingenze".

Berlusconi scrive che sì, "la formula adottata dalle istituzioni europee e internazionale di un 'rigore senza sviluppo', non soltanto non è accettata dai cittadini di molti paesi europei, ma è avvertita - a torto o ragione – come una scelta egoistica da parte dei paesi più forti dell'Ue".

Prima di tutto, però, l'ex presidente del Consiglio mette in fila i demeriti di Alexis Tsipras, il premier greco di estrema sinistra che ha convocato per domenica prossima un referendum sulle trattative tra Atene e i creditori internazionali: "Non c'è dubbio, il governo greco ha enormi responsabilità in questa situazione. Tsipras rappresenta la sinistra peggiore, un mix di ideologia e di demagogia anticapitalista dagli effetti disastrosi". Se ha avuto tanto spazio tra gli elettori greci, ragiona Berlusconi, è anche in ragione dell'eccessiva rigidità dell'attuale Europa. "Alla Grecia l'Europa ha chiesto, giustamente, di effettuare riforme strutturali, necessarie per quanto dolorose, ma al tempo stesso le ha negato l'ossigeno per farle. Il governo Samaras, un governo responsabile, filo europeo, guidato da Nuova democrazia, un partito che appartiene come Forza Italia al PPE, è stato travolto proprio da questo paradosso che ha rallentato l'azione riformatrice".

Berlusconi non si esprime esplicitamente sul referendum di domenica, ma dice che "oggi il futuro dell'Europa è nelle mani degli elettori greci". "Ma comunque vada, da lunedì sarà nelle mani della lungimiranza delle leadership europee". Difficile interpretarlo come un invito a votare "no".

Categoria estero

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